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Con lo chef Andrea Misseri dal "Dillà" a "La Buvette" TUTTO IN UNA SERA, UN PIZZICO DI UGO!

condividi su facebook condividi su twitter 23-11-2015

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 Con lo chef Andrea Misseri  dal

Mercoledì 25 novembre, il ristorante ‘Dillà’ e la storica caffetteria ‘La Buvette’, a pochi passi da Piazza di Spagna, faranno da location d'eccezione a una serata in onore di Ugo Tognazzi, con la partecipazione esclusiva di Gianmarco Tognazzi. Un festoso tributo gastronomico per ricordare il grande attore della commedia all’italiana, a venticinque anni dalla scomparsa e per i quarant’anni di ‘Amici miei’. 

In occasione di questo appuntamento speciale abbiamo intervistato Andrea Misseri, Executive Chef dei due locali che ospiteranno l'evento, che ci ha presentato in anteprima i piatti.

Chef, partiamo dall'appuntamento di mercoledi prossimo: ci anticipa qualcosa di questo mini-tour enogastronomico?
"E' nata una collaborazione con la Tognazza da un evento che abbiamo realizzato la scorsa primavera, un piccolo show-cooking che è andato molto bene, ci siamo piaciuti a vicenda, è stato un bellissimo evento, da lì è partita una collaborazione che poi è diventata anche un'amicizia. Loro si sono appassionati alla mia cucina, noi amiamo i vini della Tognazza, ci piacciono e per me è stato naturale abbinarli. Da qui l'idea dell'evento di mercoledì sera: a La Buvette abbiamo pensato ad una cosa scanzonata, aperitivi, vini abbinati, finger food, tutti piatti del caro Ugo Tognazzi presi dal suo libro di ricette. Tutti i piatti sono perfettamente replicati con piccole adattamenti all'attualità, presenteremo delle costine di maiale alla cinese, perchè negli anni '80 andava molto di moda la cucina cinese, altre prelibatezze, le famose orecchiette al pomomascarpone, gnocchi al fromaggio e pistacchio, assaggini di ricette autentiche.
Al Dillà, invece, ci sarà la cena vera e propria, Gianmarco leggerà delle delle ricette di Ugo, seguiranno degli interventi sulla cucina tra un piatto e un altro, il menu è sempre ripreso dai libri autentici: si parte con la tartarre al caviale, pappardelle all'ortica e poi abbiamo scelto lo stinco di santo che apre la stagione invernale, un po' reinterpretato per abbinarlo ai vini della Tognazza. La gente sta rispondendo bene, vogliamo fare un bell'evento, faremo di tutto per creare una bella serata in una situazione allegra per stare insieme fino a tarda serata"

Ho letto che le piace la cucina genuina, essenziale, concreta. Insomma, niente salse, salsine, decorazioni. Come dire, va bene l'estetica, ma non a scapito di ciò che si mangia, giusto?
"Esatto, mi piace la cucina concreta, non amo molto le schiume, le arie, i fiorellini, deve essere tutto gustabile, tutto deve avere un perchè. A me, ad esempio, piace la cucina giapponese che è estetica ma è una estetica funzionale al sapore, il bastoncino di verdure serve per trattare quel pesce. E poi per me è fondamentale presentare i piatti con appellattivi che tutti comprendono, a volte il gergo degli chef rimane chiuso in quel mondo"

Nato a Roma, di madre inglese, ha studiato antropologia. La cultura del cibo, il rispetto delle diversità e delle tradizioni anche a tavola, può essere un modo di conoscere l'altro e superare le differenze?
Sì, la cucina fa sempre da ponte culturale, anche se poi di fatto oggi la cucina tende a dividere più che a unire. Non si sceglie spesso la stessa cosa, ti faccio un esempio, quando si ascolta tutti insieme della buona musica non ci sono canzoni diverse per ognuno, ma ognuno entra a far parte di una emozione collettiva, questo a tavola sta un po' scomparendo. Per questo cerchiamo di organizzare serate come queste, è importante raccogliere attorno a un tavolo dei valori di convivialità, momenti in cui ci si apre, come succede in famiglia, chi porta il vino, chi porta il cibo, clienti, amici, giornalisti, è un momento di scambio importante"

Inizia nei ristoranti più rinomati "Schiano", "Il Pescatore" e "Bastianelli" sulla costa laziale, poi Londra, India. In questa babele di diversità gastronomiche, qual è il piatto più strano che ha preparato?
"Mi ricordo che in India in un hotel dove feci un Food Festival in collaborazione con l'ambasciata italiana a Delhi, mi chiesero per una cena privata delle sogliole alla mugnaia ma io non trovavo le sogliole. Dove sono le sogliole?! Ero andato in panico, le cercavo ovunque e alla fine venne fuori un pesce enorme che per loro era una sogliola di oceano, non l'avevo mai visto prima. Devo dire che era molto buono, delicato, ma è stato abbastanza uno shock vedere questo pesce anomalo. Poi se ci pensi c'è una grande contraddizione: popoli che soffrono la fame eppure danno le vongole ai gatti, i granchi, cose che per noi sono sacrilegio".

Ha lavorato come chef “in-house” per tanti vip, gli Oasis per esempio. Ci svela il piatto preferito di Liam Gallagher?

"Erano molto tranquilli, mangiavano cose molto mediterranee, io gli facevo delle insalate con cose fresche, barbabietole. Ricordo che non mangiavano carboidrati, completamente "no carb", dicevano che il vino era già fonte di energie quindi avevano eliminato i carboidrati dalla loro dieta. Posso dirti che mangiavano proteine e adoravano i miei barbecue e io mi portavo dietro tutta l' attrezzatura dentro alla jeep!"

 

 

Cena su prenotazione. Info e prenotazioni al numero: 06-69797778

Dillà via Mario de Fiori 41  -  La Buvette Via Vittoria 44 – Roma.

On web:

www.facebook.com/ristorantedilla/?ref=ts&fref=ts

www.facebook.com/labuvetteroma/?fref=ts

www.latognazza.net

 

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