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ARTour, artigianato è bello - Elisa Guidi ci porta nel cuore di una Toscana "segreta"

condividi su facebook condividi su twitter 24-03-2016

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 ARTour, artigianato è bello  - Elisa Guidi ci porta  nel cuore di una Toscana

(Francesca Ceci) ARTour, 100 itinerari su misura alla scoperta del bello e del buono: il sito con mappe, schede, indirizzi, fotografie, video a portata di click per un moderno Grand Tour attraverso laboratori artigiani, botteghe ma anche musei locali e ristoranti tipici è ideato e curato da ARTEX Centro per l’Artigianato Artistico della Toscana. ARTour mette a disposizione itinerari su misura alla scoperta del bello e del buono. Un vademecum, insomma, per pianificare un viaggio d’esperienze in Toscana 365 giorni l’anno.

Abbiamo intervistato l'architetto Elisa Guidi, Coordinatore Generale Artex.

Architetto Guidi, iniziamo raccontando cos'è Artex e di cosa si occupa?
"E' una società nata per volontà di due associazioni di categoria dell'artigianato, Cna e Confartigianato della Toscana, che dal 1995 è specializzata a tutto tondo in ciò che concerne l'artigianato artistico e tradizionale. siamo stati poi riconosciuti dalla regione Toscana come centro per l'artigianato artistico e tradizionale per la Toscana e operiamo a tutto tondo su progetti diversi che vanno dall'innovazione all'internazionalizzazione,alla promozione,avendo come riferimento il settore dell artigianato artistico e tradizionale, un settore vastissimo che va dal cristallo, alla ceramica, al tessile, dalla moda, agli articoli per la casa, veramente un universo di riferimento importantissimo da un punto di vista economico ma anche culturale e sociale perchè rispecchia le tradizioni e le singole identità".

Le bellezze artistiche e paesaggistiche della Toscana sono uno dei fiori all'occhiello del nostro paese, conosciute in tutto il mondo. ArtTour nasce però anche con l'idea di suggerire percorsi alternativi, più nascosti, rispetti ai classici rinomati?
"Il progetto nasce proprio per suggerire a chi organizza il proprio itinerario anche sul web itinerari diversi dai quelli proposti in genere dai tour operator classici e/o tradizionali.  Sul nostro sito ce ne sono più di un centinaio, noi costruiamo itinerari in cui accanto alle botteghe ci sia magari anche l'elemento architettonico, museale più di nicchia, meno conosciuto, tipico, che però possa realmente suggerire e far vivere un'esperienza diversa.
L'intento è quello di dare una dimensione di viaggio che tocchi tutti gli aspetti del territorio e che veda nelle arti e nelle tradizioni un elemento attrattivo, ad esempio la bottega può esser visitata, in alcuni casi gli artigiani fanno dimostrazioni e inoltre  si possono fare piccolissimi percorsi di esperienza creativa come mettere le mani nell' argilla o toccare altri tipi di materiali".

Architetto, anche nell'ottica di un tentativo di superare la crisi che stiamo vivendo, come si inserisce concretamente il rapporto tra artigianato e turismo e quanto è importante coinvolgere i giovani?
"Sicuramente è un settore che sotto tanti aspetti regge e quindi è molto interessante, considera che a volte sono le botteghe stesse che cercano i giovani e, di rimando, è ovvio che un approccio piu giovane e smart facilita il rapporto con il turismo, favorisce un circuito nuovo ed è indubbio che se si mettono in rete le risorse del territorio, economiche e culturali, intendo ad esempio i musei o la gestione dei bookshop museali, ci può essere un buon ritorno soprattutto nell' ottica delle professioni 2.0".

Quanto è importante riscoprire e valorizzare il valore umano, prima ancora che culturale, delle botteghe artigianali, una dimensione più intima e meno dispersiva che ancora vive nei piccoli borghi e un po' meno nelle grandi città.
"E' fondamentale, perchè specie per le botteghe, le imprese individuali, l'essere umano, l'imprenditore-artigiano è il cuore pulsante della creazione, della lavorazione, inoltre tengo a sottolineare che nel rapporto col visitatore-cliente, in qualsiasi momento, il fattore umano è imprescindibile.
Tra le altre cose l' artiginatato ha per sua stessa natura un valore sociale perchè in molti casi le piccole botteghe sono state una sorta di paracadute sociale, penso al fallimento delle grandi aziende. In quest'ottica portano avanti una cutura locale che in questo momento è sempre piu importante, favoriscono l'unicità e questo al di là delle grandi marche, delle grandi catene, si trova nel piccolo".

Architetto, tra tutti gli itinerari ce n'è uno in particolare, senza far torto a nessuno, che lei consiglierebbe?
"Questa è una domanda parecchio difficile...posso dire che in questo momento puntiamo molto sull' oltrarno fiorentino, anche perche è storicamente il quartiere degli artigiani e scoprire come sia ancora cosi presente nel centro della città la bottega artigiana, le lavorazioni di alto livello, una dimensione quasi di quartiere, è sicuramente interessante oltre ad essere un modo diverso di visitare Firenze che consente di guardarla con occhi diversi anche per un turista che magari a Firenze è già stato più volte e ha bisogno di scoprire nuove dimensioni.
In questo senso mi viene in mente anche la grande tradizione pasticcera di Prato, un luogo che è universalmente rinomato nel mondo per il tessile e per lo sviluppo industriale, riscoprirlo in un settore diverso credo che sia come viverlo due volte e in maniera più completa"

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