Cool Tura

Gianmarco Tognazzi, sapori di casa con la Tognazza Amata ricordando Ugo tra cucina, ricette e quei leggendari tornei di tennis...

condividi su facebook condividi su twitter 24-11-2015

| | Commenti →
Gianmarco Tognazzi, sapori di casa con la Tognazza Amata ricordando Ugo tra cucina, ricette e quei leggendari tornei di tennis...

Io dicevo: «Papà... », e lui niente; «Papà...», e ancora niente; «Papà...», sempre niente. Infine gli dicevo «Ugo...»; e lui: «Che c'è?»...

Sarà per questo che Gianmarco Tognazzi, nel corso di un'intervista durata quasi un' ora, non si sbaglia mai e non pronuncia neanche una volta la parola "papà". Per lui è Ugo. Quando però pronuncia quel nome, la dolcezza del ricordo si fa forte e carico di orgoglio per quel padre che è stato uno degli artisti più geniali e intensi della commedia italiana, che con la semplicità che accomuna solo i grandi, amava definirsi semplicemente "un cuoco prestato al cinema".

 

Attualmente impegnato in Tv ne "I misteri di Laura", al fianco di Carlotta Natoli e Daniele Pecci, Gianmarco Tognazzi ci ha rilasciato una lunga intervista, raccontandoci gli anni della sua infanzia, le "follie" di Ugo, l'amore sempre vivo per Torvaianica, la passione per il Milan, l'impegno che lo lega alla Tognazza Amata, azienda che gestisce, con i suoi amici e soci, con l’intento di dare un cuore al gusto e di portarlo sulla tavola degli italiani, spinto dallo stesso entusiasmo di Ugo. 

Gianmarco, partiamo dall'evento di mercoledi sera nel cuore di Roma, a due passi da Piazza di Spagna, location bellissima: Tutto in una sera un pizzico di Ugo!
"Sì, saranno ricette e racconti ricordando Ugo, una serata di gusto no stop che faremo a La Buvette e al Dillà, due locali vicino a Piazza di Spagna , ci sarà una cena, dopocena, aperitivi. Cominciamo alle 18.30 a La Buvette e poi andiamo avanti fino a tarda sera con i vini della Tognazza. Il menù della cena è tratto dal terzo libro di cucina di Ugo, lo chef Andrea Misseri ha scelto e reintepraretato come avrebbe voluto Ugo alcune sue ricette in abbinamento con i nostri vini".

Immagino, senza troppa fantasia, che tu abbia ereditato la passione per i piaceri della tavola da suo padre. Si dice che si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare. Sei d'accordo?
"Assolutamente sì. In realtà, ho ereditato l'amore della tavola, ma non solo quello. La Tognazza Amata nasce come piccola azienda agricola che nel corso del tempo diventa azienda vera e proprio per riportare al centro del discorso la convivialità, il concetto di stare insieme, il condividere che oggi, sempre di più, corrisponde al condividere sul telefonino, invece per me è stare insieme, creare anche attraverso la discussione il divertimento, riportare il rapporto umano, al centro della tavola, al centro della cucina, al centro della vita. Ugo, come dicevi tu prima cucinava sempre per qualcuno, i suoi amici, ad esempio nei tornei di tennis che facevamo a Torvaianica o gli amici sul set ma Ugo era anche amico del suo pubblico, quindi non c'era distinzione tra i suoi amici o gli amici del pubblico, che lui non conosceva e lo venivano a trovare da fuori.
Ci tenevo moltissimo ad avere un commento da parte dei commensali, amava ovviamente gli apprezzamenti, ma le critiche lo aiutavano a rimettersi in discussione, poi sai, lui era completamente folle, se una ricetta gli veniva bene la cambiava, il suo ingrediente segreto era questa dose di rischio che metteva in tutto quello che faceva, lo metteva nella vita e anche alla cucina, che era una parte importante della sua vita"

Gianmarco, hai parlato di Torvaianica. Facciamo un salto nel passato: fine estate, gli anni del "boom" economico, i tornei di tennis nati per gioco, momenti che univano sport e gastronomia, rapporto umano, che sono diventati un appuntamento fisso alla fine del quale veniva assegnato l'ambitissimo "Scolapasta d'oro". Che ricordo hai di quegli anni magici per tutti?
"Meravigliosi. Ho dei ricordi meravigliosi, un po' per l'epoca, non che in quegli anni non ci fossero problemi, però quella manifestazione che era nata per gioco, come hai detto tu, è diventata suo malgrado, neanche volendolo da parte di chi frequentava il villaggio (che divenne in seguito Villaggio Tognazzi a forza di questo appuntamento andato avanti per trent'anni), quel momento ha rappresentato una focalizzazione grossissima da parte dell'Estate Romana che non aveva neanche questa denominazione. Anche quella fu un'intuizione di Ugo, come la cucina,quando ne parlava Ugo passava per matto, perchè in quegli anni non era come ora che c'è stato un boom anche in tv dei programmi di cucina. Lui voleva unire sport e cucina, così un po' per parodia all'insalatiera d'argento di Wimbledon si inventò lo Scolapasta D' oro. Ovviamente, giocare a tennis era in realtà un pretesto per stare insieme, cenare, si finiva sempre intorno a un tavolo a mangiare, a bere dei vini, e magari con i fumi di quell'alcol sono nati dei capisaldi del nostro cinema con attori che non erano famosi che avevano la possibilità di frequentare persone già famose. Era un modo di stare insieme sia per la categoria, sia per il pubblico, ci si poteva avvicinare a quel mondo dorato una maniera molto friendly, molto vicina. I ricordi sono meravigliosi, ho in testa scene indimenticabili, anche di follie, travestimenti, di spettacoli improvvisati sui campi da tennis con gli artisti che si mettevano anche in concorrenza tra loro in quello che sapevano fare meglio, mi ricordo Anthony Quinn,Philippe Leroy, mongolfiere che arrivavano sui campi da tennis. Insomma, una manifestazione fatta in famiglia che poi prese un respiro inaspettato,ricordo le tribune con 700/800 persone che entravano gratuitamente a vedere i tornei, bellissimo davvero"

Da fonti certissime (miei amici di Torvajanica, sorridiamo, ndr) so che da quelle parti la Famiglia Tognazzi è ancora molto amata: si può affermare senza smentita che la notorietà di Torvaianica è cresciuta anche a ridosso della notorietà del villaggio Tognazzi. Non hai mai pensato di far rivivere quegli anni, quello spirito di "Amici Miei", organizzando lo Scolapasta d'Oro, un po' rivisitato magari, ma inalterato nella sostanza?
"Ci sono due aspetti, uno è proprio ricreare quel tipo di clima, quella cosa aveva quel tipo di respiro perchè il modo che c'era di frequentarsi, di stare insieme ruotava attorno ad un' industria cinematografica che oggi è più un artigianato, il cinema ha subito una frustrata abbastanza grossa dopo gli anni 90 e negli anni a seguire fino al 2010/2011, a desso sta cercando di riprendersi, ma c'è stato un momento buio tra meta anni 90 fino al 2010, poi la crisi del settore, sai, tante cose sono cambiate: l'entusiasmo sia da parte della categoria stessa che del pubblico, abbiamo avuto un trentennio in cui la figura dell'attore o del personaggio pubblico in generale, è molto cambiata nella percezione della gente, non voglio assolutamente fare polemiche, una volta la percezione dell'attore era un po' diversa rispetto ad ora, dove tutti sono un po' personaggio e lo dico, ripeto, senza nessun tipo di polemiche, semplicemente sono cambiati alcuni equilibri.
Ricreare un evento simile, pur voler mettere da parte la difficoltà di poter bissare lo stesso livello di notorietà degli attori di quell'epoca con quelli di adesso, anche perchè ci sono molti attori importanti attuali che amano il tennis, penso a Giovanni Veronesi, Fausto Brizzi, però penso che è un po' difficile ricreare quel clima che si era autogenerato. E' cambiato il modo di frequentarsi, oggi noi abbiamo molti più mezzi di comunicazione, ma paradossalmente facciamo molta più fatica a comunicare. Non è detto che non ci proveremo. A livello organizzativo c 'era un movimento spontaneo, proprio perchè si era amici al Villaggio Tognazzi, mettevano in piedi una organizzazione straordinaria, ti assicuro che era un' organizzazione che oggi come oggi avrebbe un costo impossibile, oppure questo costo sarebbe direttamente proporzionale all'investimento degli sponsor che vorrebbero un ritorno di immagino che tu più di tanto non gli puoi garantire. E' cambiato anche il mercato, sai una volta gli sponsor investivano cash nella costruzione del campo ,nella manutenzione del campo, se Ugo avesse dovuto sostenerlo da solo avrebbe fatto 3 tornei e poi sarebbe andato fallito!
Ci sono delle difficoltà oggettive, ma ripeto, è una bella sfida e, anche se siamo coscienti delle difficoltà oggettive, non vuol dire che non ci proveremo a rimetterlo in piedi, c'è ad esempio il Marine Village, uno stabilimento che è stato rifatto in maniera meravigliosa, hai presente è quello di fronte o di fianco al Villaggio Tognazzi in base a come lo vuoi vedere, sul quale si potrebbe fare affidamento, si potrebbe appunto cercare di dislocare l'organizzazione dell'evento tra il campo da tennis e il Marine Village, il circolo velico, proveremo a trovare un modo per vedere se si può riproporre, ci sono delle ipotesi in piedi e ci proveremo. E' vero quello che tu dicevi, Ugo ha contribuito insieme ad altri, anche grazie alla sua fervida immaginazione, ha portato molta attenzione su Torvaianica cosi come ora c 'è lo Zoomarine che fa un intrattenimento diverso oppure Cinecittà World e la zona ne sta beneficiando a livello turistico, sono presenze importanti per la valorizzazione di quell'area come non avveniva magari fino agli anni 50, poi invece si sono fatte una serie di cose, partendo appunto dal Torneo di Tennis a quelle più attuali per valorizzare Torvaianica, Pomezia , Pratica di Mare tutta quella parte li.

Da come ne parli, mi pare di capire che sei ancora molto legato a quei luoghi...
"Eh sì, non più di una settimana fa siamo andati con Andrea Fusco del ristorante Giuda Ballerino a fare un evento a Castel Romano e durante l evento parlavamo proprio del grande legame che abbiamo con quei posti, una spina dorsale che va da Velletri a Torvaianica, Pomezia che sono i nostri punti di riferimento per quel che riguarda Ugo. Ti dico Velletri, Torvaianica perchè suscitano ricordi e la voglia di ricreare manifestazioni attorni al nome di Ugo. Voglio sottolineare che Torvajanica , Pomezia hanno voluto ricordare Ugo dedicandogli degli eventi, il lungomare e poi basti pensare che il Villaggio Tognazzi si chiama così per l'amore, la spinta della gente, sai molti pensano che sia di proprietà , invece quel villaggio non aveva un nome, fu la gente che lo iniziò a chiamare Villaggio Tognazzi"

Parliamo di te: di solito si dice che portare un cognome importante è pesante, che davanti al "figlio d'arte" c'è sempre qualcuno che storce il naso. Che ne pensi?

"La mia esperienza mi dice che avere un nome importante è un grande vantaggio sia sotto il profilo della passione, dell'entusiasmo, del coinvolgimento, delle persone che puoi conoscere, però c'è anche una responsabilità non legata al confronto. Noi abbiamo questo vizio delle aspettative, del confronto anche fuoriluogo, metaforicamente ti dico che ogni squadra deve fare il suo campionato, non si arriva subito in Serie A, o comunque non si può paragonare una squadra appena salita in A con una che ci gioca da trent'anni. Io poi i paragoni non li ho mai capiti, mi sembrano sempre un po' pretestuosi. Io sono il primo a dichiarare i vantaggi però allo stesso tempo si pretende immediatamente talmente tanto, io questa cosa non l'ho mai sofferta, non l'ho mai messa sul piano della gara, tra padre e figlio a chi deve dimostrare. Io mi sono sempre ben guardato di andare a emulare, sia perchè è irrispettoso per lui e per la mia intelligenza, certo se ho qualche suo tratto, se lo ricordo in modo naturale in qualcosa, non è che ne sono felice, di più, ma io devo fare il mio percorso, con caratteristiche diverse e con una diversa gestione. C'è chi ha del talento naturale, chi ha una predisposizione che può essere affinata col tempo e con l'esperienza, ma non servono i paragoni"

A proposito di calcio, ho letto che hai dichiarato: "Il calcio è così: c'è un episodio nella vita che ti fa legare a vita ad una squadra". Il tuo qual è?
"I figli di solito si appassionano alle passioni dei lori padri. Io per esempio in cucina mi ci sono messo molto meno di Ricky, io mi sono più occupato della terra, del sogno di Ugo che sto cercando di realizzare, MariaSole magari si è più dedicata ai ristoranti, ognuno di noi ha preso qualcosa.
Ugo una volta mi portò a Milanello, mi sono innamorato di quei colori, ho visto mio padre che tifava per loro, che era amico dei giocatori e quando sei piccolo non pensi "ma io sono di Roma, loro sono di Milano, no..." Io sono entrato per la prima volta in uno stadio, il Milan vinceva e mi sono innamorato..Quando ti innamori è così, succede e basta, non ci sono spiegazioni..Per me il calcio è una cosa serissima, per molti sembra follia, per me è un legame imprescindibile"

A questo punto insisto: come lo vedi il Milan?
"Lo vedo che ha grosse difficoltà legate al fatto che deve ritrovare identità e continuità che ha perso da qualche anno, ha avuto fiammate importanti ma anche cadute libere. Avevamo messo in fila una striscia positiva, poi la sconfitta con la Juve, la cosa demoralizzante è il non ritrovare quella stessa energia di due settimane prima, ma a mio avviso non c'è responsabilità dell'allenatore, io poi sono abituato a fare i conti alla fine. Ora i conti stanno a metà non stiamo nè malissimo nè benissimo, aspettiamo, soprattutto quando anche i giocatori ritroveranno condizione, tanti giocatori hanno avuto problemi fisici, cercare di rimettere in piedi una struttura è difficile quando hai tutte queste pedine mancanti. Prendi Balotelli, sembrava dovesse stare fuori qualche giorno, son diventati mesi"

Ha partecipato al video di Alex Britti Perchè sul delicato tema della violenza contro le donne. Da uomo come percepisci questo dramma, i dati sono agghiaccianti, si parla di una vittima ogni due giorni.
"Non è la prima volta, lo avevo già fatto per un campagna anni fa con Marco Pozzi e una serie di colleghi per la giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Alex è un amico, mi ha raccontato dell'importanza che lui dava a questa sua canzone, ci teneva alla partecipazione dei suoi amici, noi siamo cresciuti insieme, prima di esplodere singolarmente nelle nostre attività, la sua esplosione è stata eclatante e io sono felicissimo perchò lui se lo merita.
Quando me lo ha chiesto sono andato di corsa, è una questione che mi sta cuore, la violenza sulle donne non rientra nel mio modo di pensare, è inconcepibile e siccome mi sento impossibilitato a fare qualcosa di attivo, un attore o un cantante possono essere di suppporto a iniziative del genere, sennò ti senti solo passivo davanti a dati che come hai detto tu sono agghiaccianti. Come faccio a cambiare le cose? Questo è il mio piccolo contributo per sentirmi un po' utile".

In questi giorni ti vediamo in tv nella serie I misteri di Laura, una commedia che si tinge di giallo. Nella finzione lavori fianco a fianco con la tua ex moglie, tradita, che fai di tutto per riconquistare. Nella vita riusciresti a lavorare fianco a fianco con una ex? In pratica, sei più per mantenere buoni rapporti anche tra ex oppure quando è finita è finita?
"Dipende sempre dall'essenza umana degli ex e dal rapporto che c'è stato, ci sono persone con le quali non mi sono più sentito e sono felice perchè hanno rivelato la loro natura umana al di là del sentimento, poi ci sono persone alle quale sono legato profondamente, la mia ex fidanzata, prima di conoscere mia moglie, è molto amica di mia moglie, ci frequentiamo, c'è affetto, c'è stima tra noi, ma questo dipende molto dai casi singoli. Io ho fatto i miei errori, a volte mi sono comportato, specie da ragazzino non proprio benissimo, ma per me far male a qualcuno è qualcosa che mi fa avere sensi di colpa e io non li so gestire, preferisco pagarla io che far male a qualcuno. Da una parte è molto bello, dal mio punto di vista,su me stesso, a volte è autolesionistico, però l' insegnamento che ho avuto da Ugo, nel bene e nel male, è di ammettere i propri limiti, di saper chiedere scusa, che può sembrare una giustificazione, ma assumersi le proprie responsabilità può spesso appianare le cose, non mi piace quella microvigliaccheria che tutti noi a volte abbiamo. Io sento e spero di aver gestito i miei rapporti di amicizia e di amore nella maniera più corretta che potevo, anche dicendo ho sbagliato, tornando indietro. Per quanto riguarda la serie mi sono trovato benissimo, sia con Carlotta che con Daniele e spero che ci sarà una seconda serie. E' una commedia giallorosa, cerchiamo di regalare due ore di sorrisi al pubblico, è un format nuovo, il pubblico deve abituarsi ma sta rispondendo bene, nonostante i continui spostamenti di palinsesto e di questo un po' mi dispiaccio, ma spero che ci sarà un seguito".

Sono passati 25 anni dalla scomparsa di Ugo. Abbiamo parlato di ricette, di cene: se stasera potessi cenare con Ugo per due ore cosa gli diresti?

"O me lo dai almeno per un mesetto e mezzo due, oppure niente...ho troppo da dirgli..anzi..in realtà sai, vorrei sentire qualcosa da lui, sulla nostra famiglia, i nostri rapporti, sulle nostre aspirazioni, la sua opinione su di me, su di noi, sui miei figli Andrea Viola e Tommaso, credo che si sarebbe divertito molto, la cosa che mi dispiace di più è che non ho potuto vedere Ugo nonno con i nipoti. Però anche se è difficile da credersi io sento molto la presenza di Ugo, la lontananza è solo fisica, ma io ho la sensazione che lui c'è. Poi sarei curioso di sapere cosa ne pensa di quello che sto facendo con la Tenuta, dei prodotti che sono arrivati al suo pubblico che lui considerava suoi cari amici, vorrei sapere cosa ne pensa dell' idea di chiamare i vini con la terminologia, per esempio, della supercazzola che proprio giorni fa è ufficialmente entrata a far parte del vocabolario. Molti possono pensare, vabbè fa il vino del padre, scelta scontata... Pochi sanno che questi sono vini che facevamo a casa, ora sono esaltati al massimo perchè prima erano fatti a casa, ora li lavoriamo con gli enologi, c'è una cultura diversa della gestione del vino, che parte dalle vigne per finire in una logica imprenditoriale, ma questi sono i vini che accompagnavano le cene di Ugo, anche quelle in cui è nata le terminilogia delle supercazzola. Senza quei vini magari sarebbe stato un altro nome!

I termini della supercazzola sono storpiati e sono nati dai fumi dell alcool mentre Benvenuti e De Bernardi scrivevano le sceneggiature, bevevano e se non ci fosse stato quel vino non sarebbe uscito tapioco, come se fosse antani per due con lo scappellamento a destra. E' chiaro che questi sembrano i deliri di uno che aveva appena bevuto..e che vino beveva? quel vino li...Per questo non è semplicemente il pretesto per fare un omaggio a Ugo, ma abbiamo voluto attribuire quei nomi al vino che li ha generati. La nostra è una storia da raccontare, dietro alla Tognazza Amata c'è questo, c'è la storia di Ugo che si definiva un cuoco prestato al cinema, la sua passione per la terra, per il km zero, per l'orto fatto in casa in tempi non sospetti, lui ha messo in piedi la Tognazza Amata nel 1969, io l'ho rimessa in piedi nel 2010 / 2011, lui ci metteva tutto se stesso, la passione. Io anche. La Tognazza Amata mette questo al centro, prodotti non solo di qualità , ma prodotti che raccontano una storia, un pezzo del nostro Paese, dal boom degli anni 60 fino agli anni 80/ 90. Dietro alla Tognazza c'è una vera e propria struttura, un gruppo di  8 persone che lavorano ogni giorno con passione.
Per questo vorrei sapere cosa ne pensa Ugo, se è contento di quello che facciamo e di come lo facciamo, di come raccontiamo questa storia che è anche la sua storia, del messaggio di condivisione. All'inizio ci siamo imposti molto grazie all'ecommerce che arriva in tutta Italia, poi ci sono i punti vendita di Velletri, Roma, Cremona e spero, a breve, anche a Milano. Organizziamo degli eventi, siamo presenti sul territorio, lavoriamo con impegno e passione, cerchiamo di essere attenti ai particolari, senza mai mancare di originalità. Esattamente, la filosofia di Ugo"

 

Tognazza Store

Velletri

Contatti:
Via Colle Ottone Basso, 84 – Velletri
Tel. (+39) 06 9625352
Mail: velletri@latognazza.net

Roma

 Contatti:

Via del Cipresso, 12 – 00153 Roma

Tel.(+39)  06 64562500

 Email: roma@latognazza.net

 

Cremona 

Contatti:

Via Antica Porta Tintoria, 12 – Cremona

Tel.(+39)  334 7768465

Email: cremona@latognazza.net

 

On web

http://www.latognazza.net/

Fonte: InsideRoma.com

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom