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COOL-TURA, Streghe e fantasmi a Roma

condividi su facebook condividi su twitter 13-09-2014

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COOL-TURA, Streghe e fantasmi a Roma

Roma la città dei Papi e dei Santi, centro della Cristianità e del misticismo, ma per contro, Roma è anche una città occulta, esoterica in cui antiche leggende e credenze popolari tramandate nei secoli, si intrecciano e popolano ancor oggi strade, piazze e antichi palazzi signorili di storie di fantasmi, di streghe, di magie e maledizioni. Spettri di personaggi illustri, ma anche di gente di umili origini. Da Nerone che vaga per Via Nomentana a Pimpaccia, divenuta poi Donna Olimpia grazie al fortuito matrimonio col fratello dell’allora Papa Innocenzo X, che si dice vaghi su Ponte Sisto. Da Mastro Titta boia di Roma divenuto famoso per le sue mezze migliaia di esecuzioni che si aggirerebbe a Castel Sant’Angelo, all’imperatrice Messalina che apparirebbe su Colle Oppio in cerca di amanti, dopo che fu giustiziata per tradimento per ordine del marito.

E poi c’è Piazza Navona. Luogo tutt’altro che sinistro. Eppure è lì che una strega si aggira di notte, quando il frastuono cittadino si addormenta e le luci si affievoliscono. E’ allora che è possibile sentirla ridere mentre corre intorno alle maestose fontane con il suo carretto trainato dai cavalli incalzati dalla frusta che scalpitano gli zoccoli rumorosamente sui sampietrini. Lei l'autrice della “maledizione degli amanti”. Un sortilegio gettato lì in un tempo lontano, che però si dice funzioni ancora: Chiunque girerà in senso antiorario intorno alla fontana dei quattro fiumi insieme all’innamorato, lo perderà inesorabilmente entro sei dì.

E sempre a Piazza Navona, nelle notti di luna piena è possibile veder apparire nel palazzo di famiglia, oggi palazzo Tuccimei, l’ombra dietro una delle finestre del primo piano, della mano di Costanza de Cupis. Un’affascinante signora vissuta nel '600 che pare avesse delle bellissime mani, così perfette e delicate che divennero famose in tutta la città, tanto da meritare un calco in gesso da parte di un illustre artista e un’oscura predizione da un frate dominicano. Così che Costanza impressionata e fortemente religiosa, per paura di incidenti si chiuse in casa, ma a poco servì: la mano le venne amputata per una stupida ferita che fece infezione. Pare che per il dolore Costanza ne morì e che da allora giri senza pace: il suo fantasma sembra appaia lungo via di S. Maria dell'Anima, in cerca di vivere la vita e facendo quello che avrebbe dovuto fare prima di segregarsi dentro casa.

A Ponte Sant’Angelo invece la notte dell’11 settembre si aggira il fantasma di Beatrice Cenci, con la sua testa in mano. Figlia di Francesco Cenci uomo violento e prepotente, brutale con la moglie Lucrezia e i figli Giacomo e Bernardo, tentò di violentare Beatrice. I familiari tutti d'accordo decisero di porre fine alle sevizie e il 9 Settembre 1598 assieme al castellano, entrarono nella stanza dell'uomo e lo finirono a martellate. Il cadavere venne fatto sparire, ma i congiurati, scoperti furono processati e giustiziati l’11 settembre. Giacomo morì percosso alla testa con un maglio, Lucrezia e Beatrice vennero decapitate e solo Bernardo, perché giovanissimo, fu graziato.

Ma sicuramente il fantasma più inquietante, quello che ancora oggi mette i brividi alla gente che
abita nel quartiere è quello del marchese De Marchettis, uomo bellissimo e colto vissuto nella metà del settecento in zona Monteverde. Nobiluomo solitario e affascinante, si travestiva da popolano per non farsi riconoscere e frequentare le feste rionali dove facilmente riusciva a sedurre giovani donne, che condotte nella sua villa sul Gianicolo, venivano obbligate a partecipare a festini sempre più particolari. Il marchese per preservare la sua reputazione e mantenere la segretezza delle attività erotiche, trovò come soluzione quella di mettere a tacere le sue vittime, ammazzandole e facendo poi sparire i corpi tramite un passaggio segreto che dalla villa conduceva ai boschi intorno. La perversione di De Marchettis crebbe così tanto da portarlo nel tempo a sentire rimorso per quello spropositato numero di crimini orribili che aveva commesso. Disperato e convinto di essere posseduto dal demonio, decise di sottoporsi ad un esorcismo. Ma qualcosa non funzionò: una forza soprannaturale fece divincolare il marchese dalle braccia di chi cercava di tenerlo, si diresse verso la finestra e si gettò in strada gridando "Tornerò!"  Il suo fantasma si dice passeggi di notte per quella via in cui ha trovato la morte, Via di San Calepodio, vestito di tutto punto in smoking o avvolto in un mantello. Lo spettro rientrerebbe nella sua villa, oggi di proprietà comunale e disabitata, dalla quale pare provengano rumori sinistri, strane voci e bagliori intermittenti, per lanciarsi ancora dalla finestra, riproducendo quel tonfo secco da far gelare il sangue anche alla Polizia che spesso viene chiamata ad intervenire.

Queste solo alcune delle tante storie di streghe e fantasmi che popolano ancor oggi Roma e che ci si creda o no, vere o meno queste leggende sono divenute oramai parte della città, un tassello di mosaico che compone la sua storia, sottolinea i suoi angoli le sue bellezze eterne, i suoi eccessi le sue contraddizioni e senza il quale, tutti ma proprio tutti i suoi antichi misteri, non la renderebbero così, ancor più affascinante.

 

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Patmagic 22/10/2014 - Ore 19:56

Davvero da brividi..molto intrigante!!! Sembra di essere sul "set" de "Il Segno del Comando". Manca solo Lucia del Rione Monti, quelli "pazzi e feroci". Complimenti!

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