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Monaco, la città dal cuore nobile

condividi su facebook condividi su twitter 29-03-2015

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Monaco, la città dal cuore nobile

Monaco, capitale della Baviera, Bayern in tedesco, nota anche come “metropoli con un cuore”. Sì, perché malgrado il suo milione e mezzo di abitanti, malgrado l’estensione del suo territorio e la sua turbolenta storia in epoca nazista, è una città che ha saputo mantenere vive nel tempo le sue antiche tradizioni. Una città cosmopolita, non soffocata dal traffico e dal cemento, che ha un grande rispetto per i suoi cittadini, con i suoi curati giardini, il suo Hofgarten, il parco pubblico tra i più grandi al mondo, le sue piste ciclabili perfettamente integrate nell’arredo urbano, i trasporti pubblici sicuri ed efficienti, le due metropolitane che la collegano capillarmente, estendendosi come arterie dal suo cuore fino alle zone periferiche, per un raggio di oltre 30 chilometri. Per tutte queste ragioni Monaco si è aggiudicata il primato di “città più vivibile del mondo”. Grazie al suo eccellente stato sociale, ma anche alla vivacità culturale, la bellezza dei monumenti, l’avanguardia sia in campo industriale che finanziario, basti pensare ad aziende come la BMW, la Siemens, L’Adidas e L’Allianz, aziende trainanti di tutta l’economia tedesca.

 

Una metropoli vivibile anche per il grande senso civico, il rispetto verso tutti e tutto, che rendono la sua popolazione orgogliosa della propria identità, calorosa, festaiola, espansiva, amante delle proprie tradizioni, ben lontana dal “cliché” rigido che identifica in genere il popolo teutonico, così tanto da farle guadagnare anche l’appellativo di “capitale nascosta” della Germania o “città più settentrionale d’Italia”. Del resto, come non ricordare Monaco, per quel colossale evento folkloristico che richiama ogni anno 6 milioni di turisti che è l’Oktoberfest? La più grande festa popolare del mondo, che si tiene a “Theresiewiesn” il prato in cui il 12 ottobre 1810 venne celebrato il matrimonio del principe ereditario Ludwig I con Theresia Hildeburghausen di Sassonia, prato a lei dedicato, evento ancor oggi festeggiato a barili di birra. Ma Monaco è degna di essere menzionata per molto altro: il Deutsches Museum, ad esempio, il più grande museo al mondo della scienza e della tecnica, al cui interno è esposta una collezione di oltre 28 mila pezzi, alcuni di immenso valore scientifico come i primi velivoli, il primo motore diesel, il primo telefono a trasmissione elettrica. Oppure per il più grande dei laghi alpini bavaresi, il “Königssee", dalle acque cristalline e solcato da innumerevoli battelli turistici, che fin dai primi del novecento sono alimentati a corrente elettrica per non contaminarne lo splendido e suggestivo ambiente naturale. E poi c’è il centro storico, con il Municipio neo-gotico che domina Marienplatz, il cuore di Monaco, con la sua alta torre che ospita il celebre carillon Glockenspiel, il più grande della Germania, che si attiva tre volte al giorno, da marzo a ottobre, seguendo un preciso cerimoniale e composto di due piani: al primo i personaggi che rievocano i festeggiamenti per il matrimonio del Duca Gugliemo V con la principessa Renate von Lothringen, al piano inferiore i danzatori che rievocano il ritorno della città alle feste dopo la peste del 1517. E sempre al centro storico, Residenz il Palazzo Reale fra i più grandi d’Europa, Frauenkirche la cattedrale gotica che dal 1400 conserva l’impronta del piede del diavolo e Odeonsplatz, una delle piazze più belle di Monaco, chiamata anche la piazza “italiana” grazie alla seicentesca chiesa di corte, primo esempio di barocco italiano in baviera, e alla Feldherrnhalle, la copia ottocentesca della Loggia dei Lanzi di Firenze.

 

se oltre all’arte, siete appassionati anche di sport, Monaco non vi deluderà, offrendovi altre due importanti spunti: l’Olympiastadion inaugurato nel 1971 dalla partita Germania-URSS e ampliato per i giochi olimpici del 1972 con un parco di 850.000 metri quadrati nella cui area si sono tenuti storici eventi musicali, e l’attuale stadio, che ha mandato in pensione “l’olimpionico” L’Allianz Arena, in cui oggi si disputano tutte le partite. Costruito nel 2006 in occasione dei mondiali di calcio e soprannominato “il gommone” per via della sua forma, la sua vera particolarità, quella che la annovera fra le opere “futuristiche” la deve alla facciata esterna, composta da più di duemila pannelli che vengono illuminati in vari colori, a seconda della squadra che gioca all’interno:

 

bianco per la Nazionale, rosso per il Bayern, blu per il Monaco 1860, particolarità che dona all’intera costruzione un tocco particolarmente suggestivo non solo in occasione delle partite, ma ogni sera quando i tre colori si alternano a rotazione in un magico gioco di luci. Lo stesso stadio che nel 2012, in occasione della finale di Champions League, ha visto perdere ai rigori la propria squadra, il Bayern contro il Chelsea, ma che sicuramente deve il suo successo a molto, molto più che a una semplice competizione: all’ingegno e al cuore dei bavaresi, i motori da sempre di questo popolo, esempio in tutta Europa di civiltà e progresso da perseguire. Un percorso tracciato nei secoli, come la suggestiva strada romantica che attraversa tutta la baviera, costellata di ameni paesaggi, castelli fiabeschi e graziosi paesini, che contribuisce a fare di Monaco, una città dal cuore davvero nobile. Davvero in tutti i sensi.

 

Fonte: InsideRoma

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