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Tremate, le "streghe" son tornate... Ancora milioni le donne vittime di violenza in tutto il mondo

condividi su facebook condividi su twitter 08-03-2016

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Tremate, le

(di Roberta Barone) Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumani o degradanti”. Così recita la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, promossa e redatta dalle Nazioni Unite come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e le nazioni, applicata in tutti gli stati membri firmata a Parigi il 10 dicembre 1948. Poco meno di 70 anni fa! Sembra un'assurdità, perché parlare di torture o pene capitali rimanda nell'immaginario ad epoche lontane in cui la crudeltà umana non conosceva limiti in tema di sofferenze atroci inflitte ai propri simili pur di estorcere confessione dei reati. Testimonianza di antiche pratiche barbare, sanguinose e punitive, denunciate da pensatori e scrittori solo dopo la metà del Settecento e precedenti alla pena carceraria che si afferma solo verso la fine dell'Ottocento, la tortura, sembra assurdo dirlo, è ancora oggi utilizzata in molti paesi del mondo per punire criminali, estorcere informazioni, modificare il comportamento, il modo di pensare. Un esempio: la tortura sessuale, ancora oggi utilizzata nei campi di lavoro e nei centri di detenzione in Cina, contro le donne praticanti una disciplina spirituale il Falun Gong, osteggiata e censurata dal governo cinese. Donne che, come nel periodo dell'inquisizione in Europa, subiscono violenze di ogni tipo: dagli aghi lunghi una decina di centimetri infilati nelle parti più sensibili del corpo, agli abusi sessuali con vari strumenti, agli aborti forzati, i genitali calpestati, lo stupro di massa, al fine di annientare il sistema di valori dell'individuo, perseguitando come si perseguitò nel XV secolo, ancora una volta le donne sospettate di rinnegare, allora a mezzo del diavolo, la vera religione. In tre secoli di inquisizione, si stima che furono sterminate nove milioni di “streghe”, donne e bambine violentate, torturate poi mandate al rogo, accusate in fondo solo per il loro ruolo naturale di guide della comunità, incarnando nel principio femminile la sacralità dei valori di conservazione, protezione, aiuto, soccorso, condivisione e forza, ruolo che minacciava l'autorità e il potere maschile. La caccia alle streghe è stato l'olocausto più grande della storia ai danni del mondo femminile, che ancora oggi non trova fine. La repressione e la persecuzione che il Partito Comunista Cinese, dal 1999 sta perpetrando ai danni dei sostenitori del Falun Gong, riferendosi alla pratica come a un "culto malvagio" che diffonde superstizioni per ingannare la gente, ne è la conferma. In realtà al centro di questa disciplina pacifista, che va oltre il perseguimento del benessere fisico e mira al raggiungimento della saggezza e dell'illuminazione spirituale, ci sono i tre principi supremi dell'universo, che messi in pratica nella vita quotidiana, permette ai praticanti di trovare armonia tra il corpo e lo spirito. Verità, Compassione e Tolleranza. Ecco gli ingredienti che alimentano ancora l'olocausto femminile (e non solo) e che fanno delle donne cinesi, le nuove “streghe” moderne. Malgrado la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Malgrado l'intervento delle ONG. Malgrado siano passati secoli dai trattamenti contrari al senso di umanità. Un ideale che sembra ancora lontano da raggiungere: il riconoscimento universale della dignità e della libertà di parola, di pensiero e di credo, lontana dalla barbarie che offendono la coscienza dell'umanità.

Lontane quelle donne, ancora troppo dal poter urlare “tremate, tremate le streghe son tornate” come nei nostri anni settanta le femministe per la rivendicazione dei diritti fondamentali di tutte le donne. Un appellativo, il loro, quello ancora di “streghe”, che davvero fa tremare!

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