Dietro la lavagna

Empoli-Roma 1-3, le pagelle di Piero Torri

condividi su facebook condividi su twitter 27-02-2016

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Empoli-Roma 1-3, le pagelle di Piero Torri

Szczęsny 5,6 E' vero, vinci la sesta partita consecutiva, continui la scalata in classifica, rialimenti sogni dormienti, ne fai altri tre, fai una parata importante su Maccarone, eppure non può non dispiacere dover mettere un'insufficienza. Perché Coso se la merita per quella uscita da papaveri e papere in cui mette ko Zukanovic ma soprattutto innescando quella carambola del pallone che si conclude in fondo alla rete rimettendo il risultato in parità. In più, almeno in un altro paio di occasioni, preferisce rimanere sulla linea di porta piuttosto che uscire e andare a prendersi il pallone. Sarà il caso che qualcuno glielo dica.

Maicon 6,3 Dura poco meno di sessanta minuti, ma finché non si scarica è una presenza costante e di qualità sulla corsia destra dove con Salah e Pjanic dà vita ad alcune trame che sono un piacere per gli occhi di chiunque ami il calcio. Certo l'età è quella che è, ma il brasiliano può ancora dare una mano sostanziale alla crescita di questa sempre più bella Roma spallettiana.

Rüdiger 6,7 Mi piace e convince sempre di più. Per la sua dirompente fisicità, per la capacità insospettabile di comandare la difesa, per la duttilità tattica che gli consente, nel momento in cui entra Manolas al posto di uno sfinito Maicon, senza eccessivi problemi di trasformarsi in esterno destro basso che sa interpretare il ruolo con sufficiente autorità. Mi sbaglierò, ma questo tedescone romanista con Spalletti è destinato a un salto di qualità importante.

Zukanovic 6,4 Le non perfette condizioni di Manolas lo riproiettano titolare come centrale sinistro in una difesa a quattro. Dà consistenza alle sue parole quando disse, di fronte alla domanda sulla sua lentezza, di sopperire con l'intelligenza. A Empoli lo conferma con un senso della posizione che gli permette di ridimensionare le velleità offensive di chiunque gli si presenta davanti.

Digne 6,6 Da quando è tornato Spalletti, il francese voluto da Garcia sembra tornato quello di inizio stagione, una presenza su tutta la fascia sinistra, una buona corsa, un ottimo gioco aereo, una confidenza con i compagni in crescendo. Non troppo preciso, però, quando c'è da crossare al centro e a Empoli ha avuto più di un'occasione per farlo perché, rispetto alle precedenti partite, la Roma stavolta è stata più equilibrata nei suoi attacchi distribuendoli sia a destra che a sinistra.

Keita 6,9 Rinato. Sta dando i contorni del successo a un'altra scommessa di Luciano Spalletti. Il maliano si piazza davanti alla difesa e con antica e consumata sapienza calcistica distribuisce e contrasta. Il tutto con una condizione fisica d'altri tempi, quando invece, un paio di mesi fa, dava l'impressione di un giocatore al capolinea di una carriera peraltro formidabile.

Nainggolan 6,6 E' la brutta notizia di giornata. Certo non per come ha giocato finché è rimasto in campo, quanto per la pizzicata al polpaccio che lo ha costretto, dopo aver stretto i denti, a chiedere il cambio per evitare guai peggiori. Il bollettino medico a fine partita parla di affaticamento muscolare, auguriamoci che sia così perché adesso che il gioco si fa duro la Roma ha bisogno che i duri, come il belga, siano presenti.

Pjanic 7,1 Sta tornando il bosniaco ammirato nella prima parte della stagione. Per qualità e quantità. Alcune sue progressioni palla al piede sarebbero da far vedere ai bambini per fargli capire come si corre con il pallone tra i piedi. In più ci mette il nono gol stagionale, sfruttando con un destro di assoluta qualità la ribattuta della barriera dopo un suo calcio di punizione.

Salah 6,2 L'esempio di Spalletti, stavolta non ha giocato la sua partita migliore, forse anche perché Giampaolo aveva preparato la partita pensando di limitarlo, ovvero Salah non deve giocare, se perdiamo deve essere per colpa degli altri. E' successo così. Con l'egiziano che comunque si è sempre fatto vedere dai compagni, come in occasione del terzo gol, quando prova una giocata non perfetta ma che mette in difficoltà Skorupski dando la possibilità al Faraone di chiudere gioco, partita e incontro.

Perotti 6,6 Per chi non lo avesse ancora capito, ho un debole per questo argentino con la faccia da indio che in campo sa sempre quello che deve fare. Riproposto nel ruolo di falso nueve, interpreta la partita in maniera splendida da un punto di vista tattico, pendendo soprattutto verso la corsia sinistra dove va sempre a garantire sfogo e punto di riferimento a Digne. In questa Roma può giocare almeno in cinque ruoli.

El Shaarawy 8,5 Devastante. Straordinario il primo gol con cui apre la partita, un destro a giro da una trentina di metri che Skorupski può soltanto accompagnare con lo sguardo nonostante il volo d'angelo. Poi una presenza costante su tutta la corsia sinistra, compresa la fase difensiva a conferma di come la lezione di Spalletti al video di venerdì in conferenza stampa sia stata metabolizzata alla perfezione del Faraone. E poi, ciliegione sulla torta, il gol del tre a uno a evitare ulteriori patemi. Se continua così mi sa tanto che lo rivedremo al prossimo Europeo.

Iago Falque 6,4 Spalletti lo manda in campo quando Nainggolan è costretto ad alzare bandiera bianca. Lo fa, il tecnico, sorprendendo, visto che un po' tutti si aspettavano l'ingresso di Vainquer. Lo spagnolo dà ragione, pure qui, all'allenatore di Certaldo giocando con un'invidiabile ubbidienza tattica dimostrando di poter essere utile anche in questa Roma in cui, ora, c'è il problema dell'abbondanza. Meglio così. Manolas sv Segnalato ancora un po' debilitato dall'influenza, si accomoda in panchina per entrare solo nella parte finale in cui, come sempre, il suo lo garantisce. Dzeko sv Va in panchina perché pure lui alle prese con un'alterazione febbrile. E lo fa con il sorriso. Cosa che avrà fatto molto piacere a Spalletti. E pure a noi.

Spalletti 7,5 Grazie. Per averci restituito la Roma, una squadra, un gioco, calciatori che sembravano aver chiuso il loro ciclo giallorosso. E grazie, soprattutto, per il sogno di quello che potrà diventare questa Roma. E' un grande allenatore, l'augurio è che rimanga qui per tanto tempo.

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