Dietro la lavagna

Le pagelle di Piero Torri

condividi su facebook condividi su twitter 21-04-2016

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Le pagelle di Piero Torri

Totti 9,9

E' vero non era nella formazione iniziale. E' vero è stato l'ultimo, benedetto, cambio. E' vero non si dovrebbe fare così. E' vero tutto quello che volete voi, ma non posso che cominciare da lui, San Francesco da Porta Metronia, il numero dieci che non vorrò più vedere indossato da nessuno, quello che limitandoci ai soli gol in partite ufficiali, mi-ci ha fatto alzare trecentotre volte, duecentoquarantasette soltanto in campionato, quello che mi-ci ha portato in campo con lui indossando quella maglia giallorossa che continua a farci battere forte il cuore. Entra in campo, tre secondi di calcio giocato, due a due da acrobata. Neppure altri tre minuti, calcio di rigore, tre a due, sotto la sua Sud che non c'è più. Infinito. Non gli do dieci solo perché la partita più grande ora so che ce la deve ancora regalare. Grazie, anche dell'emozione che mi regali per le lacrime di gioia che continuano a rigare il mio faccione.

 

Szczesny 5,9

Ne becca altri due, uno su rigore e un altro che guarda come tutti i suoi complici della difesa. Sarà forse un'impressione, ma la sensazione è che stia attraversando comunque un altro dei suoi periodi down, confermando il grafico di una carriera che segue il tracciato delle montagne russe. Per il resto una parata a terra un po' arruffonata, un'altra a deviare in angolo, la cosa migliore della sua partita.

Maicon 5,9

Il fatto è che uno negli occhi della memoria ha quel Maicon che la fascia destra la faceva avanti e indietro, più avanti che indietro, con una costanza e una strapotenza fisica che facevano la differenza. Questo se lo ricorda bene pure lui. E allora non potendo ravvivare la memoria, gioca con un'attenzione esagerata, cercando di non sprecare neppure una stilla di energia.

Manolas 6,2

Almeno un voto in più è per quel gol di testa, il secondo in campionato, che fissa il primo pareggio in rimonta con tanto di festeggiamenti che descrivevano i contorni di una polemica. E un altro mezzo è per la spizzata di testa che porta al primo atto della favola Totti. Per il resto, però, soprattutto nel primo tempo, ribadisce le tante perplessità che aveva sorprendentemente suscitato a Bergamo. Speriamo che i jolly negativi li abbia esauriti qui.

Rudiger 5,9

Non fa disastri, ma il tedescone l'ho visto giocare, spesso, assai meglio. Belotti non è uno semplice da fermare, però i due centrali giallorossi faticano a ridimensionare le velleità offensive dell'accoppiata granata. Martinez segna a porta vuota, legittimo domandarsi dove fosse, oltre agli altri, anche Antonio nostro.

Palmieri 5,3

A Bergamo quando era subentrato a Digne era sembrato un giocatore che poteva portare il suo contributo alla causa. Lo deve aver pensato pure Spalletti al punto da regalargli la prima da titolare. Il brasiliano non risponde alle aspettative, peraltro coinvolto dalla serata non brillante di tutta la squadra.

Keita 6,1

Il maliano si riprende il posto lasciato a De Rossi nelle due precedenti partite. La panchina sembra averlo un po' arrugginito, anche se prova sempre a garantire geometrie ed equilibri tattici. Bravo a mettersi sulle linee di passaggio e in alcuni anticipi sul pallone che si potevano sfruttare meglio.

Nainggolan 6,6

Non una delle sue migliori prestazioni, ma il belga con la cresta rimane uno di quelli su cui puoi sempre contare. Il più pericoloso nel primo tempo con un tiro che costringe Padelli a una parata vera e con una sassata al volo che finisce alta su un pallone servitogli da Salah (come a Bergamo). E poi una generosità di corsa e sentimenti che è di quelli che quando il gioco si fa duro cominciano a giocare.

Florenzi 6,2

Confermato nel ruolo di intermedio di centrocampo, il capitano di serata non è che si faccia notare con giocate che voi umani, ma ci mette una grinta, una voglia, un cuore che è tutto romano e romanista. Andatevi a rivedere la sua protesta quando Calvarese nega il primo rigore alla Roma. Sbaglia molto ma uno così lo vorresti sempre compagno di squadra.

Salah 5,6

Dopo Bergamo, una seconda prestazione al di sotto delle sue qualità. C'era stato il fallaccio di Lulic nel derby d'andata a spiegarne l'appannamento, stavolta però non c'è proprio nulla per mettere insieme una spiegazione su questo improvviso scadimento di forma dell'egiziano.

Perotti 6,3

Quello vero, quello per esempio visto a Bergamo, è un'altra cosa. Contro il Torino fatica più del solito a trovare posizione e punti di riferimento, probabilmente messo al di fuori dal gioco dalla disposizione tattica scelta da Ventura che sarà pure antipatico ma è uno bravo. Va meglio nella ripresa, confermando comunque di essere giocatore imprescindibile in questa Roma.

El Shaarawy 5,3

Che fine ha fatto il Faraone visto fino al derby? Spalletti lo ripromuove titolare, ma senza apprezzabili risultati con il giocatore troppo spesso fuori dal gioco, capace di non regalare neppure una delle sue giocate.

 

Dzeko 5,8

Ritorna in panchina a meditare. Spalletti lo manda in campo sperando che cancelli Bergamo. Non ci riesce, anche se dà segnali di essere vivo.

Pjanic 6,1

Neppure entra e il Torino va di nuovo in vantaggio. Ci pensa Totti a ridargli il sorriso.

Spalletti 5,8

Ci capisce poco nel primo tempo quando la squadra del suo maestro Ventura gli nasconde, più o meno, il pallone. La sua Roma meglio nella ripresa, ma non ci fosse stato Totti...

Calvarese, 1,5

Due clamorosi rigori negati alla Roma, un rigore clamoroso regalato alla Roma. E ci sarebbe pure altro. Peggio di così non si può.

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