Dietro la lavagna

Roma-Bate Borisov, le pagelle: Szczesny salva Garcia. Con Manolas, il migliore dei giallorossi

condividi su facebook condividi su twitter 09-12-2015

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Roma-Bate Borisov, le pagelle: Szczesny salva Garcia. Con Manolas, il migliore dei giallorossi

PIERO TORRI - Ma si può stare incazzati dopo aver centrato la qualificazione agli ottavi di Champions League, traguardo che la Roma non festeggiava dal 2010? Si può. Perché la Roma che ho visto contro il Bate Borisov tutto ha fatto meno che darmi, darci, segnali di ripresa almeno verso una condizione dignitosa. E' un record una qualificazione con sei punti, una sola vittoria, una valanga di gol incassati, la sensazione di una squadra che non c'è più. Si può avere un solo dubbio propositivo: questa qualificazione può avere la magia di far scattare qualcosa nella testa di giocatori che sembrano giocare con la paura dei deboli?

Szczesny 8,5
Grazie. E' protagonista di una parata straordinaria, ricacciando fuori un pallone che a Borisov avevano già acceso i fumoni. Vale una quindicina di milioni. Si ripete pochi minuti dopo con un doppio intervento che toglie molto lavoro ai cardiologi. Con tutto il rispetto per De Sanctis, ora si vada avanti con lui.
Florenzi 6,1
Non ce la faccio a dargli l'insufficienza che forse meriterebbe. Sbaglia molto, alcune volte in modo goffo, toppando pure un paio di chiusure, ma gioca con una generosità che meriterebbe di avere intorno una squadra che funzioni un po' meglio.
Manolas 7,1
E' una garanzia. Nel panorama atletico di una Roma che sembra in affanno, il greco che gioca sempre e comunque, dà una sensazione di prepotenza fisica che bisognerebbe andare a studiarlo per provare a capire come fa. Cala un po' nei minuti finali altrimenti sarebbe Superman.
Rudiger 5,8
Non sarà mai un monumento all'estetica calcistica e fa storcere la bocca con qualche errore da Mai dire gol. Si fa perdonare, in parte, interpretando la partita con un coraggio sfacciato che sarebbe bello lo avessero anche i suoi compagni.
Digne 5,5
Sono pronto a pagargli una cena se a Napoli mi smentirà, ma il francesino con il capello sempre a posto, pure troppo, mi sembra un po' alla bombola dell'ossigeno. Il primo tempo tanto tanto regge e si propone con una certa continuità, nella ripresa pare attendere il fischio finale come una sorta di liberazione. Ma Torosidis è infortunato, Palmieri è un giocatore che Garcia non sa neppure di avere nella sua rosa, a Napoli toccherà ancora a lui.
Nainggolan 5,9
Nel primo tempo la sua cresta si fa vedere, perlomeno con tre tiri dalla distanza che non hanno il pregio dell'estrema pericolosità. Nella ripresa la stessa cresta si fa vedere assai meno, rispuntando solo nel recupero con un sinistro che avrebbe meritato maggiore fortuna. In ogni caso accartocciato pure lui intorno alla domanda: ma dove è finita la mia, la nostra, Roma?
De Rossi 5,6
Gioca in dieci metri quadrati, dando l'impressione di aver ricevuto il tassativo ordine di non abbandonare il fortino. Sfrutta, come sempre, il suo naturale senso della posizione, ma neppure la sua barba sempre più folta riesce a nascondere una preoccupazione che è quella di qualsiasi tifoso romanista.
Pjanic, 5,3
Tutto è meno che il bosniaco che nella prima parte della stagione a ogni punizione metteva una tacca. Sembra esaurito da corse troppo spesso inutili, immalinconito pure dalle malinconie del suo connazionale, appesantito da un esaltante sprint iniziale che pare aver dilapidato tutta la benzina.
Iago Falque 4,9
Se il problema da risolvere fosse la corsa, meriterebbe la lode. Ma di mezzo c'è un pallone che ogni tanto bisognerebbe prendere e, quelle poche volte che succede, dovrebbe essere gestito in maniera migliore. Sbaglia quasi sempre le scelte e, per uno come lui, è un errore ancora più grave.
Dzeko 5,5
C'era una volta un bomber. Segnava gol in Bundesliga, vinceva titoli e segnava in Premier, una presenza e un gol ogni volta che indossava la maglia della sua Bosnia. Qui a Roma, evidentemente, deve esserci un virus, perché anche lo Dzeko di ieri sera è apparso un giocatore in cerca di stesso e del gol che, fallisce, con un destro in diagonale che in altri tempi avrebbe trasformato in gol salutando il pubblico.
Iturbe 4,9
Continua a essere la prova provata che il virus che gira da queste parti lo ha colpito lasciando segni indelebili. Ma benedetto ragazzo perché continuare a giocare con quel nervosismo? Pensaci: tanto peggio di così qui non ti può andare, tranquillizzati o rassegnati, vuoi vedere che così facendo almeno una giocata ti riesce?
Salah 8,5
Non sono diventato pazzo tutto di un colpo. So benissimo che il Salah vero ieri sera almeno un golletto l'avrebbe messo dentro, ma il mio voto è al Salah panchinaro. Un tifoso. Capace di maledire chiunque quando i suoi compagni falliscono un'occasione, in grado di partecipare in maniera così bella da meritare, tutto, l'applauso con cui i presenti lo accolgono quando s'alza dalla panchina per andare a riscaldarsi.
Ucan s.v.
A Garcia gli deve stare proprio sullo stomaco. Lo fa partecipare alla sofferenza finale. Che è stata tanta, troppa e colpevole.
Garcia 4,8
Difficile, pure per lui, festeggiare una qualificazione ai confini della vergogna. Invece di invocare undici leoni in campo, ci ripresenti

EXTRA

Alberto D'Aguanno 9

Come gli anni da quando ha deciso di andare a vedere da qualche altra parte la sua Roma. Ciao Alberto.

Totti 7,6

Sarò un inguaribile romantico, ma ieri sera averlo rivisto all'Olimpico tifare la sua Roma, alla fin fine è stata, insieme alla qualificazione, la migliore notizia di una serata che non ci ha riconciliato con la Roma.

Tifosi della Roma 10

Senza polemica, ma il voto va a tutti quelli che hanno sofferto all'Olimpico.

Luis Enrique 9,9

Grazie pure a lui. L'hombre vertical non ha fatto sconti al Leverkusen. Se la Roma si è qualificata, lo deve più al suo vecchio Lucho che a Garcia. Compreso il punto che la Roma ha conquistato all'Olimpico contro quel Barcellona di fenomeni che gioca un calcio che voi umani..

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