Dietro la lavagna

Roma-Inter 2-1: le pagelle di Piero Torri

condividi su facebook condividi su twitter 03-10-2016

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Roma-Inter 2-1: le pagelle di Piero Torri
Szczeny 7,4
Dopo il riposo europeo si riprende, come da pronostico, il suo posto. Ormai la scelta sembra definitiva, Alisson in coppa, Coso in campionato. Del resto il polacco arrivato da Londra anche contro l'Inter si conferma portiere capace di prodezze da applausi, come quelli che gli sono arrivati quando ha deviato in angolo da campione un sinistro al volo di Candreva. E poi tanto, tanto altro. Battuto solo da una gran giocata di uno splendido giocatore come Banega.
 
Bruno Peres 6,3
Gioca a destra. Magari può sembrare un paradosso, ma è una notizia, visto che da quando è sbarcato a Roma ha frequentato assai di più la corsia opposta. Dimostra subito di preferire il conosciuto, è suo il chirurgico assist per Dzeko, al termine di un'azione di qualità, che sblocca la partita. Il resto è storia nota: meglio nella metà campo offensiva che in quella difensiva dove sarebbe il caso che qualcuno gli dicesse che sbagliare gli anticipi per lanciarsi in attacco rischia di lanciare quello avversario.
 
Manolas 7,4
Il greco che conosciamo e neppure un banale errore in fase di impostazione che lancia Banega, può inficiare una prestazione da giocatore vero qual è. Tanto per dire: quanto si è visto Icardi? Ma il meglio, stavolta, il greco che ci piace come le olive di Verdone, ce lo regala in fase offensiva, mettendo in porta una capocciata da attaccante che regala, giustamente, i tre punti alla sua Roma.
 
Fazio 7,1
Se sarà sempre questo, sarò felice di chiedergli scusa. Insieme a Manolas ridimensiona il pericolo Icardi, giocando sempre con intelligenza tattica e, quando ce ne è bisogno, facendo sentire il fisico. Non sbaglia quasi niente, rendendosi protagonista, nel finale, di una chiusura decisiva che fa tirare un bel sospiro di sollievo a tutto l'Olimpico e a qualunque tifoso giallorosso seduto davanti alla televisione.
 
Juan Jesus 6,8
La miglior partita da quando si è vestito di giallorosso. Spalletti gli affida la corsia sinistra dove si trova di fronte un Candreva che può fare male. Il brasiliano, fin qui sempre messo sul banco degli imputati, risponde con una prestazione senza sbavature, impreziosita anche da un assist che Florenzi ciabatta sul fondo. Fosse sempre questo, sarebbe un successo.
 
De Rossi 7,1
Si riprende la maglia da titolare nonostante in molti, compreso chi scrive, lo avessero retrocesso in panchina dopo aver visto il Paredes di coppa. E se la riprende da protagonista, giocando una partita di grande sostanza, andando a coprire con puntualità quelle linee di passaggio invocate da Spalletti alla vigilia, lottando con uno spirito d'altri tempi. E' vero, dopo il gol di Dzeko, ha insultato i tifosi, ma lo ha fatto per la troppa gioia, per difendere un suo compagno, per un senso di Roma che pochi altri hanno. E allora dico: insultami ancora, Daniele.
 
Strootman 8,1
Meraviglioso. Giocatore totale, capace addirittura di essere più bravo quando non ha il pallone tra i piedi. Perché l'orange che tanto ci è mancato per due anni, è uno che capisce come nessun altro quello che sta succedendo in campo. E si comporta di conseguenza dalla sua linea di fondo a quella degli avversari. E' tornato e non può che essere il miglior acquisto della Roma.
 
Salah 6,3
Ma benedetto uomo delle Piramidi, perché quando sfrutti la tua velocità e ti presenti tutto solo davanti al portiere avversario, non provi a ragionare un po' di più? Nel primo tempo fallisce due occasioni incredibili che, forse, avrebbero garantito meno affanni a squadra, Spalletti e tifosi. Rimane comunque un giocatore imprescindibile, se non altro per quella capacità di fare uno, cinque, dieci strappi a partita che squartano le difese avversarie.
 
Florenzi 6,8
Nel suo girovagare per il campo, stavolta gli tocca fare il trequartista centrale, come lo era Perrotta nella prima Roma spallettiana. Lo fa con la consueta dedizione, anche se nella prima parte della gara fa fatica a trovare posizione e tempi giusti. Cresce alla distanza ed è suo il cross su punizione che Manolas trasforma in tre punti fondamentali.
 
Perotti 6,3
Qualcuno deve avergli detto di tirare un po' di più, L'argentino ubbidisce centrando però solo una volta la porta costringendo Handanovic a una parata importante. Non è ancora quello, splendido, del girone di ritorno del passato campionato, ma contro l'Inter è sembrato in crescita, anche in fase difensiva.
 
Dzeko 8,6
La migliore partita da quando è alla Roma. Che è arrivata, guarda un po', dopo la peggiore giocata una settimana prima a Torino. Ci mette un amen a segnare il suo quinto gol in campionato. E poi ci mette fisico, cuore e qualità come quando lancia in profondità Salah con una palla tottiana che l'egiziano non trasforma in un gol che sembrava fatto. Nel finale Handanovic gli nega una doppietta con la parata dell'anno. Sta bene e lo dimostra il fatto che di testa le ha prese quasi tutte lui. Ora, caro bosniaco, concedici altre venti partite così.
 
Paredes 6,3
Entra per supportare la fase difensiva, risponde presente.
 
El Sharawy 6,3
Va in campo con la voglia di spaccare tutto, per nulla impermalosito dal fatto di essere rimasto ancora una volta in panchina.
 
Nainggolan sv
Rimane a sorpresa in panchina, gioca solo gli ultimi minuti. Speriamo dopo la sosta di ritrovare quello vero.
 
Spalletti 7,1
Sorprende con alcune scelte, non con il modulo, ma soprattutto prende atto dei limiti attuali della sua squadra che sconsigliano di essere troppi sfacciati. Il risultato è una Roma che si riconcilia con il calcio e con il suo pubblico.

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