Dietro la lavagna

Roma-Verona, le pagelle di Piero Torri: Szczesny il migliore, Castan il peggiore. Spalletti 5,5

condividi su facebook condividi su twitter 17-01-2016

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Roma-Verona, le pagelle di Piero Torri: Szczesny il migliore, Castan il peggiore. Spalletti 5,5

PIERO TORRI - Il medico Spalletti non ha avuto la bacchetta magica, tanto meno la medicina giusta per curare una Roma malata nella testa, nelle gambe, nel cuore. Un altro pareggio, un'altra delusione, la certezza, ora, che sognare risalite è un esercizio inutile e dannoso. Ha cambiato moduli e giocatori, tutto inutile. La nottata non è passata.

Szczeny 7,2 - E' in una delle giornate buone, quelle che per fargli gol devi fare una grande giocata come quella di Rebic che colpisce il palo. Due gli interventi importanti, il primo a evitare il vantaggio, il secondo a rinviare il pareggio che arriva poco dopo su calcio di rigore. Per il resto tanto gioco con i piedi.

Torosidis 5,1 - Spalletti deve avergli detto di non abbandonare mai il bidone. Lui esegue, limitando al minimo le proiezioni offensive. Dà quello che può che, del resto, non è tanto. Forse per lui sarebbe meglio andare da qualche altra parte per giocare con continuità e ritrovare un po' di se stesso.

Manolas 6,2 - Ancora una volta il migliore della difesa, nonostante una botta in faccia che al tramonto del primo tempo sembrava averlo messo ko. Ci mette qualche minuto a riprendersi, poi torna a correre come sa. Quello che non sa, invece, è come provare a impostare un'azione.

Castan 4,1 Il peggiore. E non solo perché provoca un calcio di rigore che per uno con la sua esperienza è un insulto all'intelligenza calcistica. E' fuori fase quasi sempre, nel primo tempo commette un errore da cambiarlo subito. E forse sarebbe stato meglio perché con Rudiger in campo il rigore per il Verona non ci sarebbe mai stato.

Digne 4,9 -  Era l'esterno basso delegato a spingere con maggiore insistenza. Prova a farlo ma mai con un'idea calcistica migliore della semplice banalità. Se è questo la Roma ci pensi bene prima di riscattarlo per una cifra che tutto è meno che piccola.

De Rossi 7,1 - Il migliore. Rinato. Come se pure un abbozzo del quattro-due-tre-uno gli restituisse come per magia tutte le sue qualità. Due assist per Dzeko, poi quello di tacco, dopo aggancio da campione, a Nainggolan, una regia sempre lucida anche se ogni tanto infarcita da qualche errore nei lanci. Ma un De Rossi così può essere solo una garanzia per presente e futuro.

Pjanic 5,8 - Spalletti se lo inventa alla Pizarro chiedendogli un lavoro a tutto a campo che ne aridisce le giocate offensive. Avrà pure ragione il tecnico d Certaldo, ma la mia impressione è che il bosniaco debba giocare più vicino alla porta avversaria che alla propria.

Salah 4,9 - L'egiziano non c'è più. Neppure in una partita che aveva tutte le caratteristiche per esaltarne le qualità. Fa anche fatica a saltare l'uomo quando, invece, a inizio stagione, era il suo marchio di fabbrica. Fa solo una giocata degna de suo sinistro, un tiro al volo con il portiere del Verona che gli nega il gol.

Nainggolan 6,1 Sufficienza meritata soprattutto per il gol, il primo del belga in questa stagione, quindicesimo giallorosso a finire nel tabellino dei marcatori. A Spalletti pare Perrotta. E allora lo sistema nella linea dei trequartisti. Dove il belga inizialmente fa una grande fatica a ritrovare ritmi e posizione. Pure qui avrà ragione Spalletti, ma per me resta un mediano, magari trequartista offensivo lo potrà diventare ma al momento rischia di essere solo un lusso che la Roma non può permettersi.

Florenzi 5,5 - Tre ruoli nella stessa partita, esterno alto a destra, esterno alto a sinistro, esterno basso a destro. Troppo anche per un jolly come Alessandro che in questo tourbillon di posizioni in campo, rischia di perdere se stesso. E' necessaria una scelta, magari facilitata da qualche arrivo dal mercato.

Dzeko 4,2 - Il due è per il palo. Per il resto un calvario con una serie di gol falliti che chi si ricorda il bosniaco a Wolsfburg o a Manchester sponda City rischierebbe di non riconoscerlo. E' entrato in una spirale di sfiducia che si somma a quella della squadra. Il risultato è un mezzo disastro.

Rudiger 6,1 - Sarebbe stato meglio se avesse giocato dall'inizio. Invece entra solo quando Castan non è più difendibile ma la frittata era stata già fatta.

Iago Falque 5,7 - Entra per provare a dare una scossa alla partita. Non la dà.

Spalletti 5,5 - Forse anche lui pensava che il lavoro da fare sarebbe stato più semplice e veloce. Ha preso atto che la Roma è malata, il prossimo appuntamento contro la Juventus costringe a una terapia d'urto. Il rischio è che non ci sia tempo.

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