Dietro la lavagna

Roma vs Sampdoria 2-1: le pagelle di Piero Torri

condividi su facebook condividi su twitter 07-02-2016

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Roma vs Sampdoria 2-1: le pagelle di Piero Torri

Meglio con il Sassuolo che contro la Sampdoria, ma pure stavolta sono arrivati i tre punti, fanno dieci in cinque gare della seconda era spallettiana, due di media, tre vittorie, un pareggio e una sconfitta con tanti rimpianti a Torino contro la Juventus. La strada per tornare a vedere una Roma da amare è ancora lunga, ma se i risultati facilitano il lavoro allora si può stare tranquilli.

Szczeny 7,4 - Una volta si diceva: il portiere degno di una grande squadra è quello che per ottantanove minuti è più o meno spettatore, poi compie la parata che decide la partita. Ecco Coso contro la Sampdoria è stato proprio quel portiere quando, a una manciata di minuti dal novantesimo, si è opposto da campione a un tiro a botta sicura di quel diavolo di Cassano.

Maicon 6,1 - E' assodato che non ha più di un'ora di autonomia. Ma in quei sessanta minuti può ancora dare il suo soprattutto nella metà campo offensiva. Non è un caso che, tra i due esterni, è quello che ha il compito di supportare con maggiore frequenza la manovra d'attacco. Certo quando va in campo da titolare, già sai che il brasiliano sarà un cambio obbligato.

Manolas 6,6 - Fino a quando non è entrato Quagliarella, ha svolto il suo lavoro con la consueta solidità fisica e dinamica. Dopo ha incontrato qualche difficoltà in più non riuscendo più in quegli anticipi che sono il suo marchio di fabbrica. Al punto che al fischio finale ha incassato le urla di Spalletti.

Rudiger 6,7 - Per il tedesco che non molla mai, si può fare lo stesso discorso del greco compagno di reparto. Ci ha messo come sempre una concentrazione e un coraggio che ormai nelo hanno eletto un beniamino dei tifosi. Anche per lui, comunque, a fine partita sono arrivate le urla di Spalletti che quella traversa finale di Cassani non l'ha garbata neppure un po'.

Zukanovic 5,8 - Un pizzico di insufficienza soprattutto per quel cartellino giallo rimediato verso la fine del primo tempo, causato peraltro da un suo errore tecnico. Stavolta più esterno che centrale, ruolo in cui ha cercato di stare attento più alla posizione che a spingere in avanti.

Florenzi 6,6 - Fino al gol che ha sbloccato la partita, una bella capocciata nell'angolino, ho fatto una certa fatica a capire in che ruolo stesse giocando. Ho continuato a farla anche dopo anche perché nei novanta minuti contro la Sampdoria deve aver cambiato non meno di tre-quattro ruoli. Ho capito solo alla fine quando è stato sistemato esterno destro basso dando vita a un bel duello con il vecchio amico Dodò.

Pjanic 5,5 - Non ha ancora metabolizzato il nuovo ruolo che gli ha assegnato Spalletti. Soprattutto non ha metabolizzato che in quel ruolo tentare la giocata è rischioso come scalare il monte Bianco a torso nudo. Lì, se sbagli un appoggio o un dribbling, gli avversari ti castigano. Ha compensato con una grande generosità, anche se il Pjanic migliore è tutta un'altra storia.

Keita 5,4 - Ancora confermato in mezzo al campo dove non detta legge come ai vecchi tempi. Si fa notare più in fase di interdizione che di costruzione, commettendo peraltro qualche fallo di troppo. Gli manca un tempo di gioco rispetto ai tempi migliori e questo, come è facile intuire, fa tutta la differenza del mondo.

El Sharawi 6,1 - E' giocatore da colpi, solo che stavolta non gli riescono per un niente. Nel primo tempo ha un destro a botta sicura che spedisce in curva, nella ripresa stessa cosa, stesso piede, colpisce il pallone di esterno che esce di un niente. Avesse fatto tre su tre, avrebbe evitato a tutti i tifosi giallorossi palpitazioni che potevano essere fatali.

Perotti 7,5 - E' un giocatore totale. Sa sempre quello che succede in campo, quando punta un avversario nove volte su dieci lo salta, stessa percentuale quando c'è da fare una scelta tattica. In più questa volta ci mette pure un gol, un destro appena dentro l'area, degno di un attaccante importante. Se si mette pure a segnare, c'è il rischio che il ct dell'Argentina cominci a convocarlo.

Salah, 5,5 - Meno brillante rispetto alla partita contro il Sassuolo. Non gli riesce neppure una giocata delle sue, neppure nel secondo tempo quando gli spazi lasciati dalla Sampdoria avrebbero dovuto consentire all'egiziano di liberare il suo estro. Bravo comunque nel lavoro di copertura.

Dzeko 5,5 - Di stima. Entra, peraltro tra i cori dei tifosi, nel momento di difficoltà della Roma con l'obiettivo di chiudere gioco, partita e incontro. Non ci riesce dando l'impressione di essere ancora lontano dalla condizione migliore. Si fa notare giusto per un paio di chiusure difensive, peccato che non sia il suo mestiere.

Digne 5,5 - Sistemato nella famigliare corsia sinistra, incide praticamente zero.

Iago Falque sv - Si rivede giusto per fare la guardia al bidone.

Spalletti 6,1 - Il voto è più alla striscia di nove punti in tre partite che alla partita contro la Sampdoria in cui, a livello di prestazione, è stato fatto un passo indietro rispetto al Sassuolo. L'impressione che dà è quella che stia ancora cercando la sua Roma.

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