Dietro la lavagna

Roma vs Sampdoria - Le pagelle di Piero Torri, Totti 249?

condividi su facebook condividi su twitter 11-09-2016

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Roma vs Sampdoria - Le pagelle di Piero Torri, Totti 249?

Szczeny 5,7

Sarà un'impressione, ma Coso da quando è tornato in mezzo ai pali, mi sembra uno che guarda in panchina, vede Alisson e va in confusione. Da assolvere sul primo gol se non altro per non ridimensionare la giocata di Muriel, da rivedere sul raddoppio di Quagliarella quando abbozza un'uscita da smadonnare. Ma quando dimentica Alisson fa una parata da campione sul destro in diagonale di Muriel. In ogni caso, non so a voi, evidenzia un'inedita imprecisione nei rilanci con mani e piedi che fanno rischiare extrasistole in serie.

Florenzi, 6,3

Faccio fatica a ricordare una sua giocata nel primo tempo dove è lo specchio di una Roma che fatica a prendere il pallone. Rientra negli spogliatoi da dottor Jeckyl, torna nella ripresa, come tutta la squadra, da mister Hyde giocando quarantotto minuti, recupero compreso, con una generosità straordinaria, garantendo una costante spinta sulla destra con una serie di scambi soprattutto con Salah che spesso hanno creato batticuore ai difensori doriani. Nonna sarà contenta, ma solo del secondo tempo.

Manolas 6,4

Il greco non è ancora il greco. Se poi gli si aggiunge il problema di controllare pure Juan Jesus, allora il problema può diventare irrisolvibile. Per capire basta rivedersi i primi quarantacinque minuti. E confrontarli con i secondi, quando il centrale partecipa alla sua maniera all'assalto giallorosso e chissenefrega del compagno brasiliano. Con lui c'è un nodo contratto in corso, sarà il caso che qualcuno avverta pure Pallotta.

Juan Jesus 4,6
Forse in una difesa a tre ci può anche stare, ma a quattro fa una fatica che gli garantisce una valanga di insulti. Non dà mai una sensazione di sicurezza. Tra i tanti problemi che evidenzia, c'è quello di un piede destro che praticamente non usa mai con tutte le conseguenze, negative, del caso. Forse, ed è tutto dire, farebbe meno danni sulla corsia sinistra.

Bruno Peres 6,2

Confermato sulla corsia sinistra dove, parole sue, può giocare con la stessa efficacia rispetto alla pur preferita destra. Ha una facilità di corsa che conforta, supportata da tecnica sudamericana. Il problema, per lui, oltre al fatto di dover ancora conoscere bene i compagni, è quello quando gli si presenta di dover fare una scelta. Non sempre la indovina. Se fa questo salto di qualità, può sognare in grande. E con lui la Roma.

De Rossi 6,1

Non doveva giocare, ma il recupero lampo dopo l'ennesimo infortunio al polpaccio sinistro, ha consigliato Spalletti di ridargli fiducia considerando, pure, che giovedì prossimo, in Europa League, dovrà rimanere a guardare. Il biondo di Ostia si limita al compitino nel primo tempo, cresce nella ripresa sfruttando anche l'innato senso di posizione che gli permette di recuperare più di un pallone per alimentare l'offensiva di Totti e discepoli.

Nainggolan 5,6

Mai visto così moscio e spento. E pure con il suo Belgio si era limitato a giocare gli ultimi cinque minuti. Il fatto è che probabilmente si era abituato a quel ruolo di incursore a tutto campo (offensivo) che nel girone di ritorno del precedente campionato lo aveva trasformato pure in bomber. C'è bisogno come il pane del miglior Nainggolan per rivedere una Roma convincente.

Strootman 6,5

Nella prima parte della gara, neppure si arrabbia, lui che, di solito, fa la faccia brutta pure al fratello. Ma, benedetto diluvio, nella ripresa torna l'orange doc, sbraitando contro tutto e tutti, mettendo la gamba ogni volta che c'era da mettere la gamba, crescendo dal punto di vista tattico e tecnico. Ci poteva stare un down di rendimento, considerando i due anni di stop, ma lui è stato bravo a farcelo dimenticare.

Salah 6,4

Avesse trasformato in gol tutte le occasioni che ha avuto, ora sarebbe in testa alla classifica dei cannonieri. Eppure aveva aperto la partita con un gol di testa che certo non è il suo pezzo migliore. Poi una quantità incredibile di palloni giocati, non sempre però nella maniera migliore, soprattutto un contropiede cinque contro due in cui sbaglia l'appoggio decisivo. Viviano, oltretutto, gli nega la doppietta con due parate degne da essere immortalate sulle bustine della Panini.

Perotti 6,1

Gioca da campione i primi dieci minuti in cui mette insieme l'assist per il gol di Salah e un bis (straordinario) che El Sharawi però non sfrutta come avrebbe dovuto. Poi progressivamente si spegne, complice il fatto che è la Samp ad avere il pallino del gioco. Sarà una mia impressione, ma il ruolo in cui può essere più devastante è quello di esterno sinistro offensivo, da falso nueve ormai un po' lo hanno capito.

El Sharawy

Come a Cagliari, parte che sembra voler spaccare tutto e tutti. E invece, come a Cagliari, quando sbaglia di sinistro la palla del raddoppio, il Faraone ritorna il ragazzo misterioso delle due precedenti stagioni. Spalletti lo cambia nella ripresa, probabilmente perché la cosa che gli è piaciuta di meno è stata la mancanza del gioco senza palla, cosa che nel girone di ritorno dell'ultimo campionato aveva fatto con continuità e concretezza.

 

Dzeko 7,1

Ormai da queste parti è una pippa conclamata. Eppure in tre partite di campionato, peraltro giocate a singhiozzo, ha realizzato due reti, garantito due assist, procurato due rigori. E questo non fa altro che confermarmi l'impressione che questa Roma non possa fare a meno del bosniaco. Più del gol la cosa che mi ha convinto, è stata la velocità di gambe in occasione del pareggio, segno di una buona condizione atletica.

Iturbe sv

Entra nell'assalto finale, dimostrando di starci perlomeno con la testa. E' pure protagonista di un paio di giocate che dovrebbero denotare un minimo di ritrovata autostima. Se poi fosse entrato quel sinistro di controbalzo a pochi istanti dalla fine, forse il suo eventuale recupero al top sarebbe un po' più possibile.

Totti 249

Come i suoi gol in serie A con la sua Roma. Infinito. Immenso. Straordinario. Meraviglioso. Fantastico. Geniale. Unico. Emerge dalle acque nella ripresa, regalando un tempo che voi umani... Garantisce cinque palle gol con lanci e tocchi da sentirsi male, fino all'apoteosi finale con quel calcio di rigore trasformato sotto la sua Sud, quella Sud che solo per lui magari potrebbe pure rientrare per togliersi il cappello di fronte a questo eterno campione.

Spalletti 6,6

Il voto è forse un tantinello esagerato, ma ha la capacità di ribaltare la squadra iniziale e rimandarla in campo con il sangue agli occhi. Ribadendo, ancora una volta, che la sua vera forza è la capacità di avere un'idea. Vincente.

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