Dietro la lavagna

Udinese-Roma 1-2, le pagelle di Piero Torri

condividi su facebook condividi su twitter 13-03-2016

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Udinese-Roma 1-2, le pagelle di Piero Torri

E sono otto. La Roma di Spalletti non si ferma più. Neppure la disperazione dell'Udinese è riuscita a fermare la marcia trionfale di una Roma completamente restituita a se stessa e alle sue qualità. I giallorossi alla Dacia Arena, adesso il Friuli si chiama così, giocano un primo tempo sontuoso avendo l'unico torto di non chiudere subito gioco, partita e incontro. Soffrono nel primo quarto d'ora della ripresa, poi riprendono il controllo, raddoppiano, sembrano dilagare per poi incassare una rete che potrebbe far rivedere antichi fantasmi. Ma quando mai, questa è la Roma di Luciano Spalletti.

Szczesny 6,7

Ormai da un pezzo è qualcosa di più di una garanzia. Non è impeccabile in un esagerato volo nel primo tempo su tiro di Thereau quando il polacco pensa alla presa e la cicca, ma il pallone finisce in calcio d'angolo. Per il resto non sbaglia niente, compresa una parata per niente facile su un altro tiro di Thereau deviato da un compagno. Poi il solito, per certi esagerato, lavoro con i piedi, roba che a un certo punto ha fatto uscire di testa anche Spalletti che in panchina ha urlato "noi siamo una squadra che va a fare gol, non che dà il pallone al suo portiere".

Florenzi 7,6

Applausi. Per quel gol del due a zero, lancio di Pjanic, stop volante, finta, dribbling a rientrare, tutto con un unico movimento e poi il tocco facile con il pallone che finisce in fondo alla rete. Qualcuno giustamente lo ha definito un gol alla Dani Alves. Forse sarà una mia convinzione sbagliata, ma Alessandro nostro l'esterno destro basso lo può fare, facciamolo giocare lì per un po' di partite e poi vedrete che anche certe amnesie saranno dimenticate. Gioca con una generosità ed esuberanza agonistica che bisognerebbe fargli un monumento.

Manolas 7,3

Un muro. So bene che l'accostamento da queste parti è piuttosto impegnativo visto che mi, ci fa ritornare alla mente un gringo argentino che risponde al nome di Walter Samuel, ma il greco anche a Udine conferma di essere un difensore tra i migliori al mondo. Gli attaccanti dell'Udinese, nelle poche occasioni che hanno avuto di liberarsi, sbattono contro questa statua ellenica che, lo ribadisco per l'ennesima volta, mi auguro di vedere con la maglia della Roma ancora per molti anni.

Zukanovic 7,2

E' lento, ma che acquisto è, Sabatini ha portato un altro mezzo giocatore. Quante se sono dette alla fine del mercato di gennaio, a proposito di questo giocatore che si è presentato a Trigoria già bocciato non tanto dai tifosi, che peraltro ne hanno il diritto, quanto da opinionisti o presunti tali che invece del calcio dovrebbero seguire le bocce. A Udine è stato il degno compare del greco, non sbagliando praticamente niente.

Digne 6,7

Un'altra prestazione ben al di sopra della semplice sufficienza, arricchita da una costante presenza e spinta sulla corsia sinistra dove, insieme al Faraone, sta costituendo una catena che sa sempre come trovarsi e come gestire il pallone. A Natale era un giocatore già bocciato, ora è un problema di mercato perché riscattarlo costerà parecchio visto che l'emiro del Psg non è uno abituato agli sconti, tanto che gli frega.

Nainggolan 6,8

Neppure un'ammonizione, perlomeno esagerata, dopo una manciata di minuti ne hanno ridimensionato la voglia di lottare e correre. Anche se è vero che quel cartellino giallo lo ha condizionato per tutto il resto della partita visto che almeno in due-tre occasioni ha preferito non intervenire per non rischiare di prendere il secondo giallo. Era reduce da un piccolo problema fisico, ma lo ha fatto dimenticare in fretta.

Keita 6,6

Ancora una prova da Keita. Da silenzioso dominatore del centrocampo, capace, anche quando non prende il pallone, di indirizzare tempi e geometrie. E' uno di quei giocatori che Spalletti ha restituito alla sua dimensione, quella di un centrocampista che, nonostante l'età e gli acciacchi, come ce ne sono pochi in giro.

Salah 6,3

E' meraviglioso il pallone, con il destro, con cui manda in gol Dzeko, spezzando subito l'equilibrio e restituendoci il centravanti che ci aveva fatto sognare l'estate scorsa. Dopo, però, quasi mai è riuscito a essere il miglior Salah, quello in grado di spaccare le partite nell'uno contro uno. Eppure di situazioni di questo tipo ne ha avute parecchie solo che l'iraniano Ali Adnan gli ha quasi sempre tolto il pallone.

Dzeko 7,8

Bentornato. Spalletti, come annunciato, lo manda in campo nella formazione titolare e il bosniaco si toglie quasi subito la scimmia dalle spalle mettendo in porta il pallone dopo una manciata di minuti, dopo che già in precedenza aveva sfiorato il gol con un colpo di testa. Da quel momento è come se fosse rinato. Lotta, combatte, fa a spallate, le spizza quasi tutte di testa. Ora c'è solo da augurarsi che non si fermi più.

El Sharawy 6,6

Gioca un primo tempo da assoluto protagonista, condito da un paio di raffinatezze tecniche che hanno solo il torto di non essere trasformate in gol. Ma certi errori gli si possono pure perdonare considerando il grandissimo lavoro che, con grande disciplina e ubbidienza tattica, garantisce alla squadra. Anche per questa ragione è sempre il primo cambio di Spalletti.

Pjanic 6,8

Va in campo nel momento di maggiore sofferenza giallorossa, cambia la partita in un amen, a partire dalla palla di prima di prima intenzione che Florenzi, mettendoci del suo, trasforma nel gol della sicurezza.

Strootman sv

Entra nel recupero, giusto per fargli riassaporare il brivido del risultato da conservare.

Spalletti 8,0

Il voto come le vittorie consecutive della sua Roma. In due mesi ci ha restituito una squadra di cui essere orgogliosi. La cosa non mi sorprende, ma ciò non toglie che si meriti il massimo dei complimenti.

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