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Do you remember...? "Duracell" Francisco Govinho Lima

condividi su facebook condividi su twitter 22-10-2015

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Do you remember...?

Ci sono i giocatori di corsa, e poi c'è lui: Francisco Govinho Lima, detto "Duracell". Soprannome datogli da Carlo Zampa e dalla Curva Sud per l'incredibile atletismo e la facilità di corsa che lo hanno contraddistinto per tutta la sua carriera, brasiliana ed europea. 

Nato a Manaus, il 17 aprile 1971, Lima è stato uno degli esterni più veloci della serie A. Ha iniziato la sua brillante carriera con la maglia del San Paolo, dove ha militato fino al 1996, per poi provare il salto di qualità in Europa con Gaziantepspor prima e Zurigo poi. Le prestazioni offerte in Svizzera gli aprirono le porte dell'Italia, dove arrivò grazie al Lecce nell'estate del 1999. 

Alle soglie del nuovo millennio, con il modulo 4-4-2 che ancora spadroneggiava soprattutto nel "bel paese", Lima riuscì a ritagliarsi uno spazio importante nel ruolo di esterno alto a sinistra o di centrocampista centrale. O anche come portiere, considerando l'episodio del 17 ottobre del 1999, quando il brasiliano fu costretto a sostituire l'espulso Chimenti tra i pali della sua squadra, mettendosi in mostra con parate degne di nota che gli permisero di diventare eroe della giornata garantendo i tre punti nel match contro la Reggina

Dopo il Lecce e una stagione a Bologna (2000-2001) venne acquistato dalla Roma scudettata. Capello aveva bisogno di un giocatore polivalente, capace anche di giocare largo o al centro nel 3-5-2 appena "coniato" dal tecnico di Pieris. Lima si comportò in modo diligente, sia in fase di spinta che di copertura, garantendo sempre grande corsa e quantità ad una squadra piena di qualità con i vari Totti, Montella e Batistuta. 

Nella sua ultima stagione nella capitale (2003-2004) venne spostato definitivamente sulla fascia sinistra, disputando una delle migliori stagioni della sua carriera. Il numero 8 contribuì in maniera decisiva al secondo posto della squadra giallorossa, facendo su e giù sull'out sinistro e garantendosi la conferma come "duracell" inesauribile. 

Dopo  la Roma decise di provare esperienze in Russia e Qatar, prima di tornare in Italia al Brescia per vivere un'ultima stagione e mezzo ad ottimi livelli, in cui mise insieme 56 presenze e tre gol per le "Rondinelle". 

Dopo il ritorno in patria nel 2011 lasciò il calcio giocato. Di lui si ricordano, oltre alle sgroppate sulla fascia, qualche rissa (Galatasaray nel 2002) e discussioni con allenatori (Guidolin nel 2001), ma soprattutto l'impegno di un giocatore che ha sempre dato tutto, ovunque abbia giocato. 

 

 

Fonte: Federico Paolini per Insideroma

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