In punta di penna

Grande prova della Roma che vince il derby e resta a -1 da Inter e Fiorentina

condividi su facebook condividi su twitter 09-11-2015

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Grande prova della Roma che vince il derby e resta a -1 da Inter e Fiorentina

La Roma vince per 2-0 uno dei derby giocati meglio dalla squadra giallorossa. Mancavano De Rossi, Totti, Strootman e Pjanic, mentre in panchina vi erano gli acciaccati Florenzi, Maicon ed il rientrante Keita. L’unico assente di rilievo della Lazio era De Vrij, poiché l’altro Keita era già rientrato nel seconda parte della gara di Europa League vinta 3 giorni prima col Rosenborg e Parolo che tornava dopo un mese di assenza. Garcia ha mandato in campo una formazione di lusso per la nostra serie A anche grazie allo spirito di abnegazione mostrato da tutti coloro i quali hanno partecipato alla sfida contro i cugini laziali, sia quelli che hanno giocato dall’inizio sia i subentranti. Gli uomini di Pioli sono apparsi subito molto fallosi e completamente nel pallone, eppure era la stessa squadra che tanto bene aveva fatto la scorsa stagione, eccezion fatta per il difensore olandese che starà fuori per i prossimi 6 mesi e Mauri, regalato in panchina per scelta tecnica, così come Klose. Il tecnico romanista non ha voluto attendere gli avversari come nelle gare contro il Barcellona e la Fiorentina ma anzi ha cercato di fare la partita. La Lazio cercava di impedire a Gervinho e Salah di prendere campo sia con i raddoppi che con i falli sistematici in ogni zona del prato dell’Olimpico. La svolta è arrivata al 10’, quando Dzeko ha superato in dribbling Gentiletti, che non ha trovato altra soluzione che atterrare il centravanti bosniaco. Tagliavento ha comandato la massima punizione anche se il contatto è avvenuto qualche centimetro prima della linea dell’area di rigore. In assenza dei numerosi rigoristi, è Edin Dzeko che si incarica della trasformazione e lo calcia al centro della porta, con Marchetti che si sposta sul suo lato destro. Roma in vantaggio ed in totale controllo della gara. Certamente, è stato un episodio importante poiché ha sbloccato il match ma in nessun momento della partita i biancocelesti hanno mostrato di poter impensierire Szczesny con azioni manovrate e con quel gioco che lo scorso anno li ha portati a raggiungere il terzo posto. In tutto il primo tempo, i laziali hanno costruito 3 palle-gol e  solamente una ha inquadrato lo specchio della porta (il tiro potente di Felipe Anderson che ha colto in pieno la traversa) mentre le altre 2 sono finite o a lato di circa un metro (progressione di Candreva che ha tentato un pallonetto subito dopo l’1-0 della Roma) o con lo spunto personale di Felipe Anderson che ha servito Parolo nello spazio ma poi  il pallone messo in mezzo è stato preda di Rudiger, che ha anticipato Djordjevic. Per il resto, tanta disattenzione in ogni zona del campo e molte entrate al limite ed oltre il regolamento. La Roma, invece, ha proposto un buon calcio, semplice ma efficace ed intelligente. L’idea di giocare con Vainqueur alla De Rossi con Iago Falque e Nainggolan ai suoi lati al centro del campo supportati sugli esterni da Gervinho e Salah in fase di ripiegamento, ha impedito ai propri dirimpettai di organizzare una manovra pericolosa. Il Ninja e Iago si andavano ad occupare di Biglia ogni qualvolta entrava in possesso del pallone o si proponeva. L’unica reale preoccupazione della retroguardia romanista arrivava quando Parolo si buttava nello spazio in stile-Perrotta che si agevolava delle magie di Totti nell’era Spalletti ma con una grande differenza: nella Lazio non c’è un giocatore che possa lanciare l’ex Cesena come sa fare il numero 10 giallorosso e così i passaggi finivano sempre nella morsa dei 2 centrali giallorossi. Tante le occasioni create dalla Roma nella prima frazione di gioco, sia prima che dopo il gol e solo la malasorte e l’imprecisione dei padroni di casa hanno impedito loro di arrivare all’intervallo con un margine di vantaggio più ampio. Gervinho ha fatto impazzire Radu e Gentiletti, che non lo riuscivano a contenere in nessuna maniera e quando l'ivoriano ha deciso di accelerare in area di rigore e mettere un bel pallone sui piedi di Dzeko, per poco non arriva la prima doppietta italiana del centravanti bosniaco. L’ex City ha colpito la sfera con i tacchetti e non ha dato la giusta forza per spingere la palla in rete. Davvero un’occasionissima sprecata poiché Marchetti era stato superato dal cross e la porta era vuota. A parziale scusante del centravanti bosniaco, c’è da dire che Basta ne ha impedito un impatto più deciso ostacolandolo al momento del tiro anche se in maniera regolare. Un’altra grande occasione è capitata a Radja Nainggolan, che appena arrivato nei pressi dell’area di rigore laziale, ha tirato un rasoterra potente che si è  andato a stampare sul palo alla destra dell’estremo difensore biancoceleste. La ripresa è cominciata esattamente com’era finita la prima parte dell’incontro: la Roma a fare il gioco e la Lazio in attesa degli eventi. Il centrocampo romanista, sulla carta, avrebbe dovuto contare un uomo in meno ma Nainggolan sembrava avere il teletrasporto ed era in ogni zona del campo e questo ha permesso ai giallorossi di non andare quasi mai in sofferenza nella parte nevralgica del campo. Proprio dai piedi del belga arriva il raddoppio romanista: l’ex Cagliari recupera palla a metà campo e lancia immediatamente Gervinho sulla corsa, l’ivoriano fa uno stop a seguire di coscia che gli permette di avere quel margine di vantaggio che nessun difensore laziale riesce a riprendere. Entrato in area di rigore, il numero 27 giallorosso tira sul primo palo alla sinistra di Marchetti, apparso colpevolmente in ritardo, poiché era necessario chiudere da quel lato in quanto il secondo palo era stato ben coperto dalla scivolata di Basta. La Roma festeggia la seconda rete ma continuano a giocare una buona gara. Pioli cerca di dare la scossa inserendo contemporaneamente Klose e Keita, che danno qualcosa in più rispetto a Djordjevic e Radu (nel frattempo, Lulic era arretrato in difesa). Lo spagnolo, in particolare, è apparso molto più fresco sia nelle gambe che nella testa di Candreva e l’attaccante tedesco ha dato un po’ di imprevedibilità alla manovra offensiva biancoceleste apparsa sino a quel momento molto statica. Il secondo tempo vede una sola occasione per la squadra di Pioli: Keita fa impazzire Torosidis con dribbling ripetuti sulla fascia sinistra, poi si accentra e qualche pericolo lo crea sempre ma solo una volta, al 89’, l’ex canterano del Barca è riuscito a creare un reale problema alla retroguardia romanista. Il numero 14 laziale entra in area, arriva quasi a tu per tu con Szczesny ma serve un ottimo pallone sui piedi di Klose, che da pochi passi dalla porta, spedisce alto sopra la traversa. L’ex tecnico del Bologna aveva tentato anche la mossa Matri al posto di Candreva ma aveva ottenuto l’effetto contrario: area romanista intasata e coppia centrale con punti di riferimento da controllare ed arginare. Se Mancini aveva deciso di mettere 2 esterni difensivi molto veloci, dei centrocampisti pronti in raddoppio per impedire o almeno limitare le progressioni di Salah e Gervinho e di togliere un centravanti d’area, che desse la possibilità a Rudiger e Manolas di chiuderlo, Pioli ha scelto una soluzione diversa ma non ha ottenuto i risultati sperati. Molte le proteste arrivate dall’ambiente laziale per il rigore concesso alla Roma, poco risalto invece hanno dato alle mancate espulsioni di Radu (fallo di reazione su Florenzi), Gentiletti (secondo giallo evidente per una trattenuta sulla trequarti), Lulic (diversi falli da giallo e mai ammonito ed uno da rosso su Salah, che si è anche infortunato e non è neanche stato sanzionato) e Biglia, ammonito nella ripresa dopo che nel primo tempo aveva commesso un fallo altrettanto grave. Da segnalare che in tribuna c’era un De Rossi in versione tifoso, che ha sofferto, gioito, esultato ed inneggiato ai marcatori romanisti proprio come ha fatto il resto dello stadio, sponda Roma. Lo spirito di gruppo si vede anche da questi piccoli dettagli, così come la difesa dei compagni, quando uno di loro subisce un fallo. Le 2 sconfitte sono state un incidente di percorso ma la squadra sta dimostrando la sua forza e di poter lottare sino alla fine con Fiorentina, Inter e Napoli, che in questo momento sembrano le principali rivali per il titolo. Si dice che gli scudetti si vincano con la miglior difesa, ecco perché è importante non aver preso gol per la seconda volta in campionato, considerando che le 3 avversarie dirette dei giallorossi hanno anche le migliori difese della serie A in questo momento.

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