In punta di penna

La Roma batte il Napoli e torna in corsa per il secondo posto

condividi su facebook condividi su twitter 26-04-2016

| | Commenti →
La Roma batte il Napoli e torna in corsa per il secondo posto

La Roma vince 1-0 lo scontro diretto col Napoli e si porta a -2 dai partenopei. La gara è abbastanza equilibrata nella prima frazione di gioco anche se sono gli azzurri a rendersi maggiormente pericolosi. Higuain, che ha scontato i 3 turni di squalifica, è regolarmente in campo ed è ovviamente lui lo spauracchio della retroguardia giallorossa. Sino a quando è rimasto in campo Manolas, colpito all’occhio sinistro in maniera involontaria proprio dall’attaccante argentino, il Pipita gira a largo dalla difesa dei padroni di casa e cerca rifornimenti a centrocampo. Gli uomini di Spalletti partono subito bene e dopo un paio di minuti vanno vicini al gol con Salah. L’esterno egiziano approfitta di un colpo di testa di Albiol proprio dalle sue parti e di prima intenzione tira verso la porta difesa da Reina, in quel momento sul palo opposto, ma la sua conclusione si spegne  poco sopra la traversa. Quella sarà l’unica vera occasione pericolosa dei giallorossi per tutto il primo tempo. Il Napoli è fa la partita ma non è molto incisivo sotto porta. Jorginho e Hamsik provano ad innescare Callejon e Higuain con lanci profondi o capovolgimenti di fronte ma la coppia Manolas-Rudiger è molto attenta. Quando il greco è costretto al cambio, Zukanovic entra a freddo e fatica un po’: l’esterno spagnolo cerca di inserirsi alle spalle di Digne, sfruttando la non perfetta copertura del bosniaco ma viene pescato in fuorigioco in maniera perfetta. Quindi, è la volta di Higuain a cercare gloria personale ed in contropiede si libera bene della morsa di Zukanovic e Rudiger ma è tempestiva l’uscita di Szczesny che chiude bene ed il tiro del centravanti napoletano viene respinto dalla mano aperta del portiere polacco. La manovra della Roma è ben contenuta dalla difesa ospite e nelle ripartenze centrali i partenopei sono sempre pericolosi fino al limite dell’area di rigore poiché la Roma lascia 20-25 metri di campo liberi per gli inserimenti di Hamsik e Mertens, quando si accentra. Ottima la prova di Digne, che oscura completamente Callejon, in questa partita più utile tatticamente in fase di non possesso che come sbocco della manovra offensiva. Il vero punto debole della linea a 4 difensiva è la fascia destra di competenza di Florenzi prima e Maicon poi, visto che nessuno dei 2 è abilissimo in copertura. E’ anche vero che da quella parte agisce Mertens, uno degli esterni più dotati nel superare il primo marcatore e nel mettere i compagni in condizioni di andare al tiro. Il belga, per fortuna, riesce a far bene solo la prima cosa e le sue conclusioni risultano innocue. Keita in cabina di regia detta con diligenza i tempi delle azioni giallorosse ma in fase di ripiegamento è troppo arretrato e non particolarmente mobile. Pjanic si disimpegna con intelligenza nell’impostazione della manovra e migliora anche nei contrasti a metà campo ma è Nainggolan il migliore in questa specialità anche se il mister gli chiede di spezzare le trame offensive degli avversari dalla loro trequarti campo e difficilmente si può rendere utile quando i partenopei avanzano a campo aperto in zona centrale. El Shaarawy sta avendo un calo rispetto ad un mese fa ed il suo apporto alla causa ne risente sia in fase difensiva ma soprattutto in quella offensiva dove raramente supera il diretto avversario e spesso perde palloni importanti con la squadra sbilanciata. Leggermente superiore alla prova del Faraone è quella di Perotti, che soffre l’assenza di un punto di riferimento davanti ed il suo raggio d’azione è, forse, troppo ampio per esser determinante nelle situazioni in cui lo si richiederebbe. Salah è quello più in forma dei 3 ma ha di fronte il cliente peggiore: Koulibaly. Sarri, infatti, ha scelto di mettere il suo migliore difensore in marcatura sull’ex Chelsea con Ghoulam in posizione più avanzata e libero di attaccare in fase di possesso palla. L’algerino ha cercato di limitarne il raggio d’azione ma l’unico risultato è stato quello di prendersi un giallo a 30 metri dalla propria porta, poiché se Salah fosse andato in progressione, sarebbe stato impossibile fermarlo. La contromisura del tecnico toscano è stata proprio quella di far marcare il numero 11 giallorosso dal senegalese ed attendere che si impossessasse del pallone per poi cercare di toglierglielo quando fosse spalle alla porta o quantomeno fargli ricominciare l’azione passando indietro la palla. Nella ripresa, il Napoli ha provato a vincere per alimentare quella flebilissima fiammella di scudetto rimasta ancora viva ma soprattutto per chiudere definitivamente il discorso secondo posto. Higuain ha tentato di creare ancora scompiglio nel reparto arretrato giallorosso ed in un paio di circostanze è andato vicino al gol o a mettere nelle condizioni un compagno di segnare. Nella prima, si è trovato in piena area di rigore quasi a tu per tu con Szczesny ma l’estremo difensore romanista ha respinto coi piedi e d’istinto sulla conclusione mancina del Pipita e poi se l’è cavata spedendo il pallone in corner sul retropassaggio di Maicon a pochi metri dalla propria porta. Meno bravo ma fortunato l’ex Arsenal quando è uscito in maniera avventata su un lancio in piena area verso il numero 9 partenopeo, lo ha anticipato con le mani ma mettendo il pallone al centro dell’area di rigore con Hamsik in agguato ma con Rudiger più reattivo e pronto a spedire in calcio d’angolo. Sarri non ha cambiato lo spartito ma gli interpreti, sperando che Insigne e David Lopez dessero qualcosa in più di Mertens ed Allan almeno sotto il profilo della freschezza atletica ma con scarsi risultati. I cambi hanno portato poca concretezza nel primo caso e molta meno dinamicità nel secondo. Ad inizio ripresa, Spalletti ha dovuto sostituire anche Florenzi per un problema alla coscia con Maicon, che ha portato maggiori grattacapi alla retroguardia azzurra ma le stesse difficoltà alla propria quando il pallone era tra i piedi degli ospiti. Impossibile chiedere al mister di Certaldo di fare prima dell’ultimo quarto d'ora il terzo ed ultimo cambio poiché la gara era in bilico ed il rischio di un terzo infortunio non era scongiurato. All’80’, però, Spalletti ha rotto gli indugi e ha riproposto Francesco Totti, con il pubblico dell’Olimpico in delirio. Le ultime 3 prestazioni del capitano della Roma hanno portato entusiasmo non solo per la presenza della loro bandiera e simbolo ma anche come punti: tra Bologna, Atalanta e Torino, Totti ha realizzato 3 gol ed un assist vincente per un totale di 5 punti. I tifosi presenti allo stadio attendevano qualche altra magia del numero 10 romanista che prima ha regalato perle di alta classe per fare dei cambi di campo e poi ha consegnato un pallone al bacio a Pjanic con un lancio di esterno da 30 metri, che ha portato al gol-vittoria degli uomini di Spalletti. Il bosniaco lo ha stoppato spalle alla porta, ha servito Maicon sullo stretto ed in pieno area di rigore, che a sua volta lo ha ceduto a Salah, che dopo un paio di tocchi sublimi, lo ha servito in maniera elegantissima all’accorrente Nainggolan, che lo ha piazzato alla sinistra di un incolpevole Reina. La Roma ha vinto un match tutt’altro che semplice e contro una squadra rocciosa sia come impostazione di gioco che come singoli giocatori, quasi mai fermi ai box per problemi fisici in tutto l’arco della stagione, coppe comprese. Questo successo permette ai romanisti di guardare con interesse alle ultime 3 sfide prima della chiusura della stagione poiché ora il secondo posto, ancora occupato dal Napoli, dista solo 2 punti. I rimpianti per il doppio pari contro Bologna ed Atalanta sono tanti ma non dovranno influire sulle prossime partite con la speranza che i partenopei possano incappare in una giornata storta a patto che la Roma le vinca tutte sino al termine della stagione. La vittoria dei giallorossi ha permesso alla Juventus di laurearsi campione per il quinto anno consecutivo con 12 punti di vantaggio sui partenopei (per ora) e 14 sui giallorossi (anche qui, per adesso). I bianconeri erano sotto la Roma di 11 punti dopo il derby capitolino d’andata e se qualche pareggio casalingo si fosse trasformato in vittoria, la lotta al titolo per la compagine giallorossa l’avrebbe vista protagonista, come ha sottolineato lo stesso Nainggolan a fine incontro.

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom