In punta di penna

La Roma trionfa in un derby a senso unico

condividi su facebook condividi su twitter 04-04-2016

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La Roma trionfa in un derby a senso unico

La Roma vince 4-1 il derby contro l’ultima Lazio di Pioli, esonerato ieri sera. Gli uomini di Spalletti hanno dominato interamente il primo tempo, andando al riposo con una sola rete di vantaggio ma costruendo almeno altre 3-4 palle-gol importanti ed impedendo ai laziali di tirare nello specchio della porta. La Roma passa in vantaggio dopo 15’ di gioco, quando Rudiger recupera palla a metà campo e lancia per El Shaarawy, che allarga bene per Digne e si butta nello spazio in area di rigore, il francese calibra il cross alla perfezione ed il Faraone segna la rete dell’1-0 all'esordio nella stracittadina romana staccando di testa e piazzando il pallone alla sinistra di Marchetti, incolpevole nell’occasione. La Lazio non riesce a produrre nessun tipo di pericolo alla porta di Szczesny, se non una punizione regalata da Seydou Keita per un fallo su Candreva al limite dell’area di rigore. Il tiro di Biglia, però, finisce alto sopra la traversa. Per il resto, è un monologo giallorosso che non produce il gol del raddoppio. Rudiger ai microfoni di Roma Radio dirà che anche secondo lui la Roma sarebbe dovuta andare al riposo sul 3-0, questa era, in effetti, la sensazione di tutti quelli che hanno visto il match. Un esempio per tutti è il palo colpito da Miralem Pjanic con l’estremo difensore biancoceleste immobile e battuto. Il secondo tempo comincia sulla falsariga del primo ma con l’ingresso in campo di Edin Dzeko per El Shaarawy i giallorossi appaiono più concreti ed al 63’ raddoppiano proprio col centravanti bosniaco. Pjanic batte una punizione nella sua metà campo, serve Rudiger, che lancia Nainggolan il quale è bravo ad anticipare nettamente Hoedt, che commette un fallo da rosso e sarà graziato con un cartellino giallo, l'arbitro Banti fa proseguire perché il pallone finisce sui piedi di Perotti, che arriva al limite dell’area di rigore e fa partire un destro che coglie il palo, Marchetti è battuto ma la sfera torna in campo e va sui piedi di un liberissimo Dzeko, che mette dentro con un tap-in vincente e meno facile di quanto si creda. Poi c’è stato un improvviso e per certi versi inspiegabile black-out dei giallorossi. Gli uomini di Spalletti hanno subìto il ritorno dei biancocelesti e per quasi 20’ sono stati in balia degli eventi. L’ingresso in campo di Keita Balde e Klose hanno messo in allarme la difesa romanista, con Florenzi che faticava e non poco a controllare l’esterno senegalese e con l’attaccante tedesco che dava maggiori pensieri alla coppia Manolas-Rudiger di quanto non avesse fatto un evanescente Matri o un nervoso Candreva. L’ex canterano del Barcellona è un brutto cliente per tutti ed il ragazzo di Vitinia se n’è reso conto quasi subito: doppi passi, dribbling e cross che veniva contenuti a fatica e grazie ai raddoppi dei compagni ma in un paio di circostanze Keita è riuscito a mettere il pallone in mezzo e se nella prima Digne ha anticipato Klose, nella seconda l’ex Bayern Monaco ha vinto il contrasto aereo col francese ma soprattutto ha approfittato di un’uscita a vuoto di Szczesny e ha fatto da sponda a Parolo, che ha accorciato le distanze. Gol laziale molto simile a quello preso nel derby di ritorno dello scorso campionato. Poco minuti prima, lo stesso portiere polacco era stato autore di una splendida partita da giocatore di pallamano stile Neuer deviando la sfera sulla traversa, sempre su Parolo e Hoedt aveva colpito un palo di testa colpendo a pochi passi dalla riga di porta. I laziali hanno protestato per un doppio intervento in area di rigore di Manolas e Florenzi: pulitissima la scivolata del greco che colpisce solo il pallone, da rivedere la spinta del numero 24. Anche nella prima frazione di gioco gli uomini di Pioli avevano chiesto un rigore per un fallo di Rudiger su Felipe Anderson ma in quel caso l’arbitro ha preso indubbiamente la decisione giusta. Quando una partita dominata sembrava essersi messa sui binari peggiori, la Roma si riaffaccia dalle parti di Marchetti e sugli sviluppi di un corner, si porta sul 3-1. Pjanic si incarica di battere l’angolo, il pallone finisce in mezzo e Seydou Keita subisce un intervento palesemente da rigore per una trattenuta di Bisevac, l’arbitro lascia proseguire e, dopo un colpi di testa della difesa laziale, il pallone finisce tra i piedi di Florenzi che lascia partire un tiro al volo ad incrociare che si insacca alla destra del portiere biancoceleste. A quel punto, la Lazio scompare dal match e la Roma ricomincia da dove aveva finito con il gol di Dzeko. Domina l’avversario in lungo ed in largo, Perotti recupera palla sulla trequarti lato destro, si accentra ed arrivato al limite dell’area di rigore, lascia partire un sinistro preciso che si infila a fil di palo per la rete del 4-1. Apoteosi giallorossa in una partita che ha visto una squadra nettamente superiore all’altra. Il punteggio e l’andamento della gara hanno ricordato il derby di Torino, con la Juventus in difficoltà per un quarto d’ora ma padrona del campo per il resto del match, al netto dei torti arbitrali palesi subiti dai granata e che non ci sono stati all’Olimpico di Roma. Una piccola pecca del derby, ammessa anche dallo stesso Spalletti, quella di non aver visto in campo neanche per un minuto Francesco Totti. Probabilmente, quella andata in scena ieri è stata l’ultima stracittadina per il capitano romanista e sarebbe stato bello vederlo giocare ma il risultato non ha permesso che questo accadesse ed il terzo cambio è stato quello di Zukanovic per Salah per dare più sostanza alla difesa che stava soffrendo. Allargato Rudiger da terzino con il difensore bosniaco a fare coppia con Manolas e spostato Florenzi più avanti, la Roma è tornata a far male ed a non soffrire più le accelerazioni di Keita Balde e  compagni. I giallorossi possono guardare allo sprint finale con grande ottimismo, visti anche i risultati delle dirette concorrenti in questa giornata. Il Napoli, sconfitto ad Udine e con un Higuain in gol ma nervoso ed espulso, si trova ora a +4 e con lo scontro diretto a Roma tra 4 giornate; la Fiorentina fermata sul pareggio dalla Sampdoria in cerca di punti salvezza è in questo momento a 7 lunghezze, mentre l’Inter ridotta in 9 ha perso in casa contro il Torino ed ora dista 8 punti dal terzo posto della Roma. Non ci si deve sedere sugli allori né sentirsi appagati da quanto accaduto in questa giornata, poiché la squadra c’è e può fare meglio e l’accesso alla Champions League in maniera diretta sarebbe una manna dal cielo sia per le casse societarie, sia per la rosa che avrebbe a disposizione nei preliminari visto che alcuni saranno reduci dalla Coppa America e dagli Europei ed altri non sarebbero ancora arruolabili a causa delle Olimpiadi, vedi il nuovo portiere Alisson o Gerson.

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