In punta di penna

La Roma vince col brivido a Genova e resta a -2 dal Napoli

condividi su facebook condividi su twitter 03-05-2016

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La Roma vince col brivido a Genova e resta a -2 dal Napoli

La Roma vince a Marassi contro il Genoa per 3-2 e resta in scia del Napoli per il secondo posto. I giallorossi giocano 100 partite in una e ne escono vincitori. Gli uomini di Spalletti sembrano esser entrati in campo con un paio di minuti di ritardo rispetto al fischio d’inizio: l’approccio alla gara non è dei migliori ed i rossoblu sono molto arrembanti spinti dal loro pubblico. Quando, però, si sveglia la Roma è subito gol. Bella azione manovrata sul lato destra offensivo romanista con Perotti che serve uno splendido pallone a Salah, che solo davanti a Lamanna resta lucido e freddo e realizza la rete dell’1-0. A quel punto, De Rossi e compagni appaiono padroni del match ed infatti vanno vicini al raddoppio con Nainggolan che riceve un pallone stile lob tennistico proprio dal centrocampista di Ostia ma la sua girata non centra la porta difesa da Lamanna. Anche stavolta, nel momento in cui una squadra pare dominare la partita, è l’altra a segnare. Rincon vince un contrasto col rientrante Strootman e serve Laxalt sulla fascia sinistra, che arriva sul fondo superando un appesantito Maicon e mettendo la palla al centro dell’area di rigore dove Tachtsidis è talmente solo da soffrire di solitudine. Il greco non può far altro che tirare sul secondo palo e spedire la sfera in gol neanche fosse un incontro di biliardo e dovesse spedire la pallina in buca d’angolo. Troppo facile per i Grifoni segnare il pari e troppo brutta la difesa romanista per esser vera. La Roma si ributta in avanti ed il più convinto delle punte giallorosse è El Shaarawy che ingaggia un duello personale con l’estremo difensore genoano, uscendone sconfitto per tutto il primo tempo. Prima, il suo tiro finisce a lato di pochi centimetri alla sinistra del portiere dei padroni di casa, poi la conclusione termina fuori di poco rispetto al palo opposto, quindi Lamanna respinge un altro tiro (nella circostanza, il Faraone parte da una posizione di leggero fuorigioco) ed infine, l’arbitro Gervasoni non vede una “sbracciata” poco amichevole di Izzo proprio ai danni dell’ex milanista che avrebbe meritato il rigore e forse anche un cartellino rosso. Si chiude così la prima frazione di gioco con i giallorossi che si possono rammaricare con loro stessi per le tante occasioni sprecate ed anche con il direttore di gara e dai suoi collaboratori poco attenti. La ripresa comincia nuovamente con un Genoa aggressivo pur privo di alcuni elementi-chiave ma diffidati che vengono risparmiati in vista del derby della prossima giornata. Suso è molto bravo a partire da destra e rientrare ed è abile nelle ripartenze, quando può sfruttare velocità e spazi ampi per liberare il suo mancino. L’ex Liverpool tenta un paio di volte il colpo ad effetto ma non trova mai la porta anche se è il più pericoloso insieme a Laxalt. Proprio un’azione sulla trequarti dei 2 svoltasi a ritmi cadenzati permette ai genoani di passare in vantaggio: lo spagnolo si libera della marcatura di Manolas e girandosi serve nello spazio l’ex Inter, che prende nuovamente in controtempo Maicon e mette il pallone sul primo palo dove arriva Pavoletti, che anticipa nettamente Rudiger e porta avanti gli uomini di Gasperini. La Roma non ci sta ed il mister di Certaldo suona la carica con l’inserimento di Totti e Dzeko al posto di Maicon e Perotti. Il brasiliano non ha disputato la sua migliore gara ma a sorprendere è stata la decisione di togliere l’argentino, che pur giocando per la prima volta contro la sua ex squadra e non disputando un match ai livelli abituali, poteva risultare un pericolo costante. L’ingresso in campo del centravanti bosniaco al posto di El Shaarawy ha caratterizzato una costante spallettiana nelle ultime esibizioni romaniste ma stavolta l'ex mister dello Zenit ha preferito tenere ancora il Faraone sul terreno di gioco e la scelta si è rivelato determinante. Il capitano storico dei giallorossi ha portato quelle geometrie di cui aveva bisogno la squadra in assenza di Pjanic e Keita e Dzeko ha dato peso all’attacco romanista, che ha potuto effettuare maggiori lanci lunghi, che hanno permesso alla squadra di salire compatta. La partita non sembrava voler cambiare direzione ed allora Totti si è messo in proprio: al limite dell’area di rigore, ha tentato un dribbling contro 3 avversari e quando un difensore gli è andato incontro, ha allontanato il pallone subendo un fallo che si è cercato ma piuttosto evidente. In assenza di Pjanic, da quella posizione il tiro del numero 10 giallorosso era scontato ma la potenza e la precisione dell’esecuzione hanno permesso alla Roma di tornare in parità. Quarto gol nelle ultime 4 partite di quello all’estero viene definito “leggenda” con una media di una rete ogni quarto d’ora, stile Messi o Cristiano Ronaldo dei momenti migliori. Gli ospiti, però, devono e vogliono vincere e portano il pallone sul dischetto di centrocampo il più rapidamente possibile. In campo è tornato Kevin Strootman e si nota sia per la grinta che mette nel recuperare palla sia per le incursioni nell’area avversaria ma soprattutto quando va a difendere i compagni in tutte le discussioni che si accendono a metà campo, distribuendo successivamente calci a chiunque si sia permesso di toccare i suoi compagni. Rivedere giocare l’olandese con questa convinzione è bello quanto vedere la Roma vincere perché dà un senso di forza e sicurezza che la squadra non aveva da 2 anni. In questa gara, Spalletti ha indovinato tutte le sostituzioni ed anche i minutaggi: se Totti lo ha ricompensato con la punizione del 2-2, Rudiger spostato sulla fascia destra, De Rossi arretrato in difesa e la cerniera di centrocampo formata da Nainggolan e Strootman con davanti Salah a destra, Totti al centro dietro Dzeko ed El Shaarawy a sinistra, sono stati la chiave giusta per scardinare la retroguardia genoana molto protetta. Il numero 16 giallorosso ha giocato una delle migliori gare in stagione: duro nei contrasti, ordinato e preciso nei lanci e proprio uno di questi ha pescato il centravanti bosniaco in posizione di ala sinistra. L’ex City ha messo un delizioso pallone al centro dell’area di rigore con i movimenti che lo hanno esaltato sia in Germania che in Inghilterra e l’accorrente El Shaarawy non ha dovuto far altro che indirizzare il pallone sul secondo palo per il settimo sigillo in maglia romanista. Prima del fischio finale, la Roma ha voluto regalare un ultimo brivido ai suoi tifosi: Digne era stato impeccabile sino a quel momento ma si è perso Capel a circa un minuto dal termine ma per fortuna dei giallorossi, l’ex Siviglia ha tirato addosso ad un attento Szczesny e poi lo stesso terzino francese ha messo in corner di testa. Vincere a Genova contro i Grifoni non è mai facile, soprattutto se si considera che in questa stagione a Marassi il Genoa ha conquistato 33 dei suoi 43 punti e nelle precedenti 5 partite casalinghe aveva sempre vinto. Le amnesie difensive dovute a cali di concentrazione ed errori dei singoli sono i problemi maggiori su cui dovrà lavorare quest’estate Luciano Spalletti con la speranze che proprio quello possa esser il reparto con più acquisti sia sulle fasce che al centro con il solo Manolas punto fermo e con l’innesto di giocatori bravi ma soprattutto esperti e di personalità. Per vincere dei titoli non si possono prendere più di 40 gol, media superiore ad una rete a partita ed il continuo inserimenti di calciatori provenienti da altri campionati e di età troppo giovane non permette un inserimento rapido ed una compattezza difensiva alla base per la conquista dello scudetto. Mancano ancora 2 giornate al termine del campionato e la Roma dista 2 punti dal Napoli, quei punti che la formazione di Spalletti ha buttato a Bergamo quando era sopra di 2 gol rischiando anche di perdere una gara già vinta. Il gap di punti dalla Juventus rimane praticamente invariato: 17 lunghezze di svantaggio nei primi 2 anni di Garcia e 14 in questa stagione sono veramente tante se si pensa che alla 10° giornata del girone d’andata i bianconeri dovevano recuperare 11 punti dai giallorossi. In Italia, gli scudetti si vincono costruendo una difesa solida ed esperta e se consideriamo che la Roma ha probabilmente il miglior centrocampo della serie A insieme a quello della Juve ed il miglior attacco (nonostante Higuain abbia segnato 32 gol in 33 gare giocate), gli altri reparti andrebbero confermati in blocco, con al massimo l’innesto di qualche ricambio. Arrivare secondi darebbe garanzie economiche alla società ma tranquillità nel lavoro estivo al tecnico che altrimenti dovrebbe conciliare Europei, Coppa America, Olimpiadi, tournèe estive e preliminari di Champions League con poche possibilità di assemblare un gruppo che si ritroverebbe al completo ad inizio agosto e con il calciomercato in pieno fermento.

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