In punta di penna

La Roma vince col brivido ed è seconda nel girone di Champions League

condividi su facebook condividi su twitter 05-11-2015

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La Roma vince col brivido ed è seconda nel girone di Champions League

La Roma vince i per 3-2 contro il Bayer Leverkusen soffrendo più del dovuto. I giallorossi hanno superato i tedeschi nella quarta gara del girone E di Champions League in un incontro dominato dalla formazione di Garcia per i primi 45’. Il primo tempo è terminato sul punteggio di 2-0 ma i padroni di casa hanno avuto tante occasioni per aumentare il distacco dagli uomini di Schmidt. Salah ha portato in vantaggio la Roma grazie ad un meraviglioso contropiede. L’azione è partita dai piedi di Nainggolan, che ha scaricato per Dzeko, il quale ha fatto una splendida veronica lanciando poi l’egiziano che si è fatto più di 50 metri di campo palla al piede ed appena entrato in area, ha tirato in porta ma Leno non è riuscito a respingere. La Roma era totalmente padrona del campo ed il tridente offensivo sembrava in grado di regalare azioni pericolose costantemente. Al 20’, Edin Dzeko realizza la prima rete in Europa con la maglia giallorossa: splendido passaggio in verticale di Salah per il centravanti bosniaco, che di fisico copre bene il pallone dall’arrivo degli avversari e corre verso la porta avversaria, a pochi passi dall’ingresso in area di rigore, piazza il pallone sul palo alla sinistra dell'estremo difensore tedesco permettendo così alla Roma di raddoppiare. Il monologo giallorosso è proseguito per tutta la prima frazione di gioco con la possibilità di dilagare. Quasi tutte le ripartenze romaniste avevano comun denominatore: Mohamed Salah, che ha una velocità impressionante unita ad un ottimo controllo anche quando i passaggi del compagni non sono perfetti. L’egiziano, però, ha peccato di egoismo perdendosi proprio nel momento in cui avrebbe dovuto servire il compagno meglio piazzato e nell’unica occasione in cui lo ha fatto, Dzeko non è stato freddo sotto porta e ha spedito alto. Nel primo tempo, il Bayer Leverkusen non è pervenuto e solo la buona sorte e l’imperizia romanista hanno impedito ai tedeschi di tornare negli spogliatoi con un passivo pesantissimo. Tutt’altra musica la ripresa o almeno i primi 5’ di essa. Roger Schmidt ha effettuato un cambio ed alzato il pressing e queste 2 sole mosse hanno stravolto tutte le certezze della formazione giallorossa. Fuori Kiessling e dentro Bellarabi e la Roma ha perso la compattezza del primo tempo. Il Leverkusen ha tolto il centravanti classico, alto e potente, lasciando il solo Chicharito Hernandez come punta centrale avanzata con dietro 3 trequartisti che si scambiavano spesso posizione e la Roma è andata in difficoltà poiché veniva attaccata alta e non aveva punti di riferimento. Il copione sembrava identico a quello dei primi 45’ ma a parti invertite: Bayer costantemente in avanti a cercare l’errore dell’avversario e giallorossi pasticcioni. A complicare le cose, l'incertezza della difesa romanista che, nell'azione del primo gol, ha pensato che il pallone fosse andato oltre la linea del fallo laterale e così il neoentrato Bellarabi è potuto avanzare e scaricare il pallone a Kampl, che dalla linea di fondo ha servito l’accorrente Mehmedi, che come all’andata, ha punito Szczesny. Nella circostanza, male sia Rudiger che De Rossi, che non hanno stretto le marcature in area di rigore sui diretti avversari ma soprattutto il portiere polacco, che non ha avuto riflessi pronti per parare un tiro non irresistibile sul primo palo. A quel punto, sono spuntati i fantasmi dell’andata: lo stato confusionale dei giocatori romanisti era palese e i rossoneri tedeschi ne hanno approfittato prendendo d’infilata la retroguardia giallorossa con Florenzi che tiene in gioco Hernandez. Il Chicharito era un po’ defilato sulla destra ma ha incrociato bene il tiro sul secondo palo trovando anche qui Szczesny non esente da colpe. Tiri in porta degli ospiti sino a quel momento: 3, reti realizzate 2. Dato statistico molto preoccupante, considerando che in Italia un vecchio adagio vuole solitamente vincenti le squadre con la miglior difesa. Al danno si aggiunge la doppia beffa: prima si infortuna Florenzi che per non rischiare chiede il cambio e poi anche Maicon, suo sostituto, deve uscire poiché in un allungo ha sentito una fitta alla coscia. Il brasiliano è costretto ad abbandonare il terreno di gioco ed al suo posto chiuderà l’incontro Torosidis, che cercando di fermare Calhanoglu, si è fatto ammonire. Stavolta, il blackout non è arrivato nei minuti finali come all’andata, quando non si è potuto rimediare ma ad inizio ripresa e così, arrivato il pareggio degli ospiti, i giallorossi si sono rimessi a cercare la vittoria a testa bassa. Questa è sicuramente un’altra nota positiva: la Roma non si è data per vinta. Certo, Garcia non ha aiutato con l’unico cambio tattico che ha avuto la possibilità di fare: ormai Gervinho esce sempre mentre prima non usciva mai e ad Iturbe vengono sempre concessi una decina di minuti nei quali gira per il campo dannandosi ma non creando nulla di interessante. Iago Falque è passato da giocatore indispensabile per equilibrare la squadra a quarta scelta dei 4 esterni senza un motivo reale. Questa volta, Dzeko è rimasto in campo sino al termine del match e proprio grazie ad uno dei cross che con altre punte sarebbero stati considerati persi, nasce l’azione porta al rigore decisivo ed all’espulsione di Toprak. Il centravanti ex City, controlla un pallone difficilissimo con grande eleganza in area di rigore e tira in porta, sulla respinta interviene Pjanic, che tenta un sombrero, il pallone arriva sui piedi di De Rossi, che tira a botta sicura ma Leno respinge proprio in direzione di Salah, bravo ad anticipare il centrocampista turco, che lo spinge nel momento in cui l’ex viola stava calciando a rete sulla linea di porta. Toprak ha anche rischiato di far sbattere Salah contro il palo per impedirgli di segnare e l’espulsione è sembrato il provvedimento più corretto, oltre al fatto che era una chiarissima occasione da gol. Non c’è capitan Totti, non c’è Kevin Strootman, sul dischetto va Miralem Pjanic. La freddezza del centrocampista è olimpica, per lui punizioni dal limite o rigori pari sono. Il risultato è sempre lo stesso: la palla in fondo al sacco. Stavolta, di fronte aveva uno dei migliori pararigori in giro per l’Europa, quasi ai livelli di Neuer e Handanovic ma per il numero 15 giallorosso è bastato un tiro forte e rasoterra per portare nuovamente la Roma in vantaggio. I giallorossi soffrono anche in superiorità numerica negli ultimi 8’, recupero incluso ma portano a casa i 3 punti e si posizionano al secondo posto con 5 punti nel girone E, dietro il Barcellona, che è a quota 10. Non è ancora deciso nulla ma per la prima volta in stagione, la Roma vince in Europa e non è più fanalino di coda. Da verificare le condizioni di Maicon e Florenzi ma anche quelle di De Rossi, che è uscito malconcio pur restando in campo sino al fischio finale. Molte le note positive di questo match ma c’è un aspetto sul quale bisognerà assolutamente migliorare: la concentrazione per l’intero incontro. A volte, i giallorossi sono entrati in campo svagati e hanno pagato dazio, altre volte erano già convinti di aver portato a casa il risultato dopo mezz’ora di gioco e hanno rischiato la rimonta, in altre circostanze sono stati bravi nella parte centrale delle gare ma distratti ad inizio ed alla fine. Continuando di questo passo e nonostante il grande potenziale, in Europa non si fa tanta strada ed in Italia si rischia di compromettere una stagione che potrebbe esser piena di soddisfazioni. Nota a margine: se si vuole ricreare un buon rapporto con la tifoseria, le parole di Garcia prima e Sabatini poi non aiutano. E’ vero, manca l’apporto della parte calda del tifo romanista, forse potrebbero fare un passo indietro per il bene della Roma ma rimproverare i gruppi organizzati di non esser presenti allo stadio e di non creare una bolgia per supportare i giocatori, è chiudere entrambi gli occhi per una battaglia che probabilmente va oltre il gioco del calcio.

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