In punta di penna

La Roma vince grazie a testa ed orgoglio

condividi su facebook condividi su twitter 09-01-2017

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La Roma vince grazie a testa ed orgoglio

La Roma supera il Genoa per 1-0 a Marassi grazie ad un autogol di Izzo. I giallorossi sono un po’ meno belli rispetto ad inizio stagione ma sono più concreti. Stavolta, la squadra di Spalletti rimane concentrata sul match per tutto l’incontro e non si fa rimontare come a Bergamo o Cagliari e non si smarrisce come a Torino con i granata, trovato il vantaggio, lo gestisce nel migliore dei modi. La gara contro i rossoblu è sempre molto insidiosa per i giallorossi e gli uomini di Juric in casa hanno già sconfitto Juventus, Fiorentina e Milan e pareggiato contro il Napoli ma la Roma dimostra il suo valore sin dai primi minuti quando Strootman pennella un pallone perfetto per Dzeko, che di prima intenzione indirizza sul secondo palo ma Perin compie una parata strepitosa e salva i padroni di casa dallo svantaggio. Il portiere genoano, però, nel respingere il pallone si infortuna gravemente al ginocchio sinistro e probabilmente ha concluso la sua sfortunata stagione. Al suo posto, entra Lamanna che dopo pochi secondi rischia di subire un gol ma Nainggolan non trova la porta e tira fuori. I liguri sono orfani di Pavoletti (passato al Napoli), Rincon (trasferitosi alla Juventus) e Miguel Veloso (infortunato) e sono costretti ad arretrare in mediana Rigoni in coppia con Cofie in attesa che possano entrare nelle rotazioni i nuovi arrivati Beghetto e Morosini. Nonostante questo, Laxalt si rende pericoloso con un bel tiro di destro a giro ma Szczesny è in giornata di grazia e devia in angolo. Poco dopo, lo stesso portiere polacco compie un vero miracolo sul tiro di Ocampos deviato da Fazio ma l’ex Arsenal ha dei riflessi eccellenti e riesce a respingere la palla con la mano destra. Gli ospiti passano in vantaggio grazie ad un tiro-cross di Bruno Peres sul quale arriva Izzo, che svirgola e la sfera finisce nell’angolino alla destra di Lamanna e la Roma è così in vantaggio. Il Genoa non ci sta e cerca il pari ma i giallorossi sono bravi a contenerli ed a non farli avvicinare quasi mai alla loro area di rigore. Verso la fine del primo tempo, Strootman compie un intervento avventato su Rigoni: l’olandese viene anticipato dall’ex centrocampista del Palermo e lo tocca col piede sul ginocchio, il genoano cade a terra e reclama la massima punizione ma Rizzoli lascia proseguire. Il direttore di gara bolognese non è in giornata e lo conferma la mancata sanzione nei confronti di Ocampos per una gomitata a metà campo a Rudiger. Le proteste dei romanisti (De Rossi in particolare che verrà anche ammonito e salterà la trasferta di Udine, così come Rudiger) sono veementi quando Munoz colpisce in faccia Fazio in piena area di rigore ma l’arbitro ed i suoi assistenti non ravvisano gli estremi per assegnare la massima punizione. Da segnalare che Rizzoli è lo stesso arbitro che quest’anno non ha assegnato un rigore ancora più solare a Dzeko in Fiorentina-Roma e ha convalidato la rete di Badelj, pur essendoci Kalinic in posizione di fuorigioco attivo. La Roma, in ogni caso, ha continuato a comandare la gara e non si è fatta distrarre dalle circostanze anche se qualche suo interprete è apparso in condizioni psico-fisiche non ottimali. Ottima la prova difensiva di Federico Fazio, sempre più a suo agio nel campionato italiano, molto criticato ad inizio stagione da una piazza ultimamente più brava nel distruggere che nel costruire. L’ex capitano del Siviglia ha respinto 22 tiri avversari e si è reso protagonista di un incontro da vero leader. E’ andata bene tutta la fase difensiva giallorossa ma anche i singoli sono stati all’altezza, compreso Juan Jesus, tanto criticato sinora e qui con qualche motivazione plausibile in più. Di grande fattura la prestazione della coppia mediana formata da De Rossi e Strootman, sempre più a loro agio e sempre meno perforabili. La Roma è diventata la seconda difesa della serie A con sole 4 reti in più della Juventus ma con anche un match in più giocato quando fino a novembre era stabilmente tra il settimo e l’ottavo posto. Il mister toscano ha virato sulla difesa a 3 soprattutto da quando è tornato Rudiger e questo ha permesso a Fazio di esser ancora più decisivo ed a suo agio con 2 mastini in aiuto. Bruno Peres è ancora molto discontinuo ma contro il Genoa ha dato un’alternativa più concreta allo sviluppo della manovra. In crescita evidente Emerson Palmieri, migliorato molto in fase difensiva e nelle chiusure ed in grado di dare anche un buon aiuto in fase di spinta e nei cross. Nainggolan si è reso disponibile a giocare in diversi ruoli nel corso del match: trequartista in coppia con Perotti dietro Dzeko, poi largo a destra nella ripresa per contenere le avanzate di Laxalt ed anche tuttofare di centrocampo e primo nel far ripartire le azioni romaniste dalla mediana ma non sempre tutto questo ha coinciso con una grande lucidità nel momento dei passaggi e nelle conclusioni a rete. La nota stonata della gara è stata la prestazione decisamente incolore e quasi svogliata di Diego Perotti, una rarità per lui, sempre molto in partita e uomo in grado di creare superiorità numerica ogni volta che ha il pallone tra i piedi. Ottima, invece, la partita giocata da Edin Dzeko: il centravanti bosniaco cerca il gol nei primi minuti e nel finale ma la sua gara è soprattutto di sponda per i compagni, fa salire la squadra, lotta su ogni pallone, dà respiro al reparto arretrato quando il Genoa prova a mettere pressione alla difesa giallorossa, cerca anche qualche assist. E’ vero, per un bomber la rete è tutto ma quando si gioca in questo modo, anche se il suo tabellone rimane immacolato, nessuno può fargliene una colpa o criticarlo. Spalletti ha reso questa squadra molto più solida anche se non è più così spettacolare ma i risultati gli stanno dando ragione anche se decide di fare i cambi spesso in maniera tardiva, come ad esempio l’inserimento del primo giocatore che avviene al minuto 78, quando entra in campo El Shaarawy per Perotti. Il Faraone non farà molto meglio dell’argentino ma sembra più vivo del compagno di squadra, che forse si è preso una giornata di pausa dopo le tante partite giocate ad altissimi livelli. Nel finale, c’è spazio anche per Paredes al posto di Nainggolan, apparso un po’ stanco e per Manolas, out per scelta tecnica e poiché era reduce da un infortunio, che sostituisce Bruno Peres leggermente claudicante. La Roma vince una gara difficile, di quelle che solitamente vengono definite “trappole” per i giallorossi. L’ex tecnico dello Zenit ha definitivo questa vittoria: “cazzutissima” e forse è la parola più giusta per parlare del match vinto dalla Roma. Il rammarico è aver lasciato qualche punto per strada di troppo proprio per non aver sempre portato a casa i 3 punti in questo modo. Una menzione speciale, poi, va a Wojciech Szczesny, autore di 3 parate meravigliose. Le prime 2 sono già state descritte ma la terza è sicuramente valsa la 13° vittoria stagionale quando ha deviato in angolo il tiro di Ocampos, bravo a girarsi ed a tirare immediatamente ma l’estremo difensore polacco si è allungato sul suo lato sinistro e ha allungato la traiettoria mettendo il pallone fuori dalla porta. La Juventus continua a fare il suo dovere, vince in casa da 26 gare consecutive e riprenderla sembra una vera e propria impresa ma se la formazione di Spalletti continuerà a giocare così le gare complesse, la speranza in un passo falso (magari già dalla prossima a Firenze) può tenere quantomeno vivo questo campionato dato per terminato da molti addetti ai lavori ancora prima di cominciare. Le inseguitrici hanno vinto tutte ma negli ultimi minuti e faticando tanto, molto più della Roma, che forse aveva la partita più insidiosa della giornata e dimostrando il proprio valore. Ultima postilla riguarda il mercato: il vice-Salah può esser un’arma in più visto che spesso col Genoa la Roma giocava più dalla parte di Perotti ed a destra non c’erano molti sbocchi e prima lo si prende e meglio è. Da non sottovalutare anche la rosa corta in mediana, poiché Gerson non ha dato le garanzie sperate e comunque 5 uomini per 3 posti appaiono pochi, soprattutto se si vuole andare avanti in tutte le competizioni in cui i giallorossi sono impegnati.

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