In punta di penna

Ottimo pareggio della Roma a Napoli ma viene scavalcata dalla Juve

condividi su facebook condividi su twitter 14-12-2015

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Ottimo pareggio della Roma a Napoli ma viene scavalcata dalla Juve

La Roma pareggia 0-0 a Napoli e scende al quinto posto. Tante le chiavi di lettura di questa gara: i giallorossi sono l’unica squadra a non aver preso gol al San Paolo, hanno annullato completamente Higuain ma ora è stata scavalcata anche dalla Juventus in classifica. Analizzando questo incontro solo dal punto di vista del risultato, senza pensare alla posizione che occupa in campionato, il pareggio non può che esser preso in maniera positiva. Non era questo il campo più facile per accorciare sulle prime, non era il Napoli la squadra da sconfiggere come se nulla fosse. Ricordiamo che i partenopei venivano da una striscia di vittorie casalinghe che durava dalla seconda giornata, quando all’esordio tra le mura amiche, si fecero raggiungere sul 2-2 dalla Sampdoria. Da lì in poi, di fronte ai propri tifosi, la formazione di Sarri ha vinto sempre anche contro le dirette avversarie per la lotta al titolo, come la Fiorentina, la Juventus e l’Inter. E’ vero, gli uomini di Garcia hanno giocato una partita molto difensiva ma se c’è stata una squadra che aveva fatto gol (poi annullato poiché per il sostituto guardalinee Barbirati il cross di Rudiger era finito fuori), quella era la Roma. Entrando nello specifico del match, il primo tempo ha visto uno sterile dominio territoriale dei padroni di casa, pericolosi in un paio di circostanze con Insigne, che ha peccato di egoismo ma non ha mai centrato la porta. Gli ospiti, hanno creato 3 occasioni da gol con Salah, che ha tirato a lato di poco, il debole colpo di testa di Dzeko, anch’esso finito sul fondo ed un tiro da fuori di Pjanic. La ripresa, invece, ha avuto ritmi più alti ed i partenopei pressavano maggiormente la difesa giallorossa. Al 59’, Hamsik riceve una splendida palla da Higuain ed approfitta di una indecisione di Florenzi, stoppa e di sinistro tira verso Szczesny ma il pallone termina di poco fuori alla sinistra del portiere polacco. All’80’, l’episodio più discusso del match: la Roma sviluppa la migliore trama di gioco dell’incontro e quando il pallone arriva al centro dell’area, De Rossi non si accorge che alle sue spalle c’era Iturbe in ottima posizione che stava già pregustando il tiro a botta sicura e lo anticipa mandando il pallone sulla fascia destra. Il primo ad arrivare Antonio Rudiger, in una inedita posizione di ala destra, eccellente il suo cross al centro dell’area, che trova il centrocampista di Ostia in posizione ideale per colpire di testa e lo fa magistralmente schiacciando il pallone a terra e superando Reina. Barbirati, però, alza la bandiera perché, a suo modo di vedere, la sfera era completamente uscita dal campo al momento del cross del difensore tedesco. Nessuna moviola ha potuto stabilire con certezza se avesse o meno ragione ma nel dubbio, come a Torino, la Roma viene punita. Passano 5’ ed il Napoli approfitta di una stanchezza sia fisica che psicologica della retroguardia giallorossa e rischia di passare in vantaggio. Mertens pesca ancora Hamsik nel corridoio centrale ed a tu per tu con Szczesny indirizza il pallone alla destra del portiere romanista, bravo a respingere il primo tiro ed a coprire col corpo in stile pallanuoto, il secondo. Rizzoli, che è stato molto “morbido” nelle sue decisioni sia con Mertens, a rischio secondo giallo, sia con Koulibaly, autore di diverse entrate pericolose su Dzeko, concede 3 minuti di recupero. Proprio durante l’extra time, arriva l’ultima insidia per la porta romanista: Mertens tira in porta da dal lato destro, Szczesny respinge ma sui piedi del neoentrato El Kaddouri, che da pochi passi spedisce il pallone a lato, anche grazie ad una bella diagonale di Digne. Secondo molti, questo risultato è un brodino, sia per la posizione in classifica, diventata scadente, sia per la produzione offensiva, praticamente nulla. La Roma, però, non ha preso reti in trasferta e per la seconda gara consecutiva ha mantenuto la porta inviolata, calcolando la Champions ed anche questo è un dato da analizzare. Gli attaccanti faticano moltissimo e Dzeko ne è la massima espressione ma le assenze di Gervinho e Salah hanno fatto il resto, anche se l’egiziano era presente al San Paolo ma ancora non nella condizione di prima dell’infortunio. La fatica nella costruzione del gioco e quindi nella finalizzazione è dovuta a 2 aspetti principali: la scarsa forma degli interpreti che l’hanno trascinata nella prima parte di stagione, Pjanic, Florenzi, Digne e Nainggolan su tutti e soprattutto un’assenza di schemi offensivi. Lì davanti ci si affida soprattutto alla genialità dei singoli, cosa che non favoriva Dzeko comunque ma che permetteva a Gervinho e Salah di sprigionare tutta la loro corsa e nel secondo anche doti tecniche molto importanti. Iago Falque è costretto a fare il terzino di supporto a Florenzi, adattato in un ruolo che non è mai stato il suo e dove palesa evidenti lacune. Iturbe si impegna sempre molto ma non riesce a migliorare nessuno dei suoi difetti e sembra sempre un giocatore regalato agli avversari. Garcia non si fida di alcuni giocatori, che vengono fatti giocare solo in caso di emergenza e spesso fuori ruolo. Gli esempi più lampanti sono quelli di Gyomber, Emerson Palmieri, Ucan e Vainqueur, tenuti quasi a margini della squadra e soprattutto gli ultimi 2 in maniera piuttosto opinabile, poiché quando impiegati, si rendono utili alla causa. Non era la partita di Napoli a dover dare la scossa alla squadra ma le 3 gare precedenti contro Bologna, Atalanta e Torino nelle quali si sono ottenuti solo 2 punti con evidenti responsabilità del tecnico francese, che ha sbagliato le scelte di formazione iniziali ma soprattutto nei cambi finali, che hanno prodotto diversi danni o non hanno dato la svolta richiesta. Lo stesso match del San Paolo ha visto la Roma fare interdizione con giocatori più abili all’impostazione, lasciando fuori chi era forse in grado di spezzare il gioco avversario; alcuni calciatori avrebbero bisogno di un turno di riposo ma Garcia gli continua a chiedere uno sforzo, vedi Iago Falque, sofferente sia per il duro lavoro che è costretto ad eseguire, sia per le condizioni fisiche non ottimali. L’ingresso di Gyomber nell’ultimo quarto d’ora al posto di Florenzi ha ricordato molto quello di Torosidis a Bologna. Il greco è un terzino destro di ruolo ma vive un periodo no, mentre lo slovacco ha già giocato esterno basso ma essendo molto alto, fatica contro i giocatori rapidi e brevilinei come Insigne prima e Mertens poi. Stavolta, la sorte e soprattutto Szczesny hanno rimediato a questa mancanza, sia del tecnico ma soprattutto della società non in grado di consegnare a Garcia un terzino destro naturale almeno del valore di Digne. Il prossimo incontro sarà in Coppa Italia contro lo Spezia e ci sarà un ampio turnover in una competizione che non va sottovalutata, perché sarebbe il caso di tornare a vincere ed alzare qualche trofeo, cosa mai accaduta da quando sono giunti nella Capitale gli americani. L’ultimo match del 2015 vedrà la Roma giocare in casa contro un Genoa in crisi di risultati più che di gioco e potrebbe esser un’insidia in più per i giallorossi ma se si vuole pensare in grande, bisogna cercare di portare a casa i 3 punti e vedere cosa faranno le altre, in attesa della sosta rigeneratrice e di un mercato invernale che possa coprire le voragini che si sono mostrate in questa prima parte di stagione.

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