In punta di penna

Quinta vittoria consecutiva della Roma spallettiana

condividi su facebook condividi su twitter 22-02-2016

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Quinta vittoria consecutiva della Roma spallettiana

La Roma vince la quinta gara consecutiva e resta in scia della Fiorentina terza in classifica a +2. I giallorossi dominano in lungo e in largo per tutta la partita facendo sporcare i guantoni a Szczesny solo in un paio di circostanze tanto per non farlo annoiare. Il punteggio è il più rotondo in stagione, un 5-0 all’Olimpico non si vedeva da 3 campionati, quando la Roma all’epoca guidata da Garcia, travolse con lo stesso punteggio il Bologna. Il primo tempo è un monologo romanista e solo l’imprecisione sotto porta impedisce agli uomini di Spalletti di passare in vantaggio prima della mezz’ora. Ci prova Salah un paio di volte ma i suoi tiri finiscono in curva, Dzeko commette un errore simile a quello di Correa in Samp-Inter un intero girone fa. L’arbitro Giacomelli si fa notare in un match molto facile da gestire per il mancato rigore (che inizialmente aveva concesso) per un fallo evidente di Vazquez su Nainggolan. Maicon, oggi straripante, è una furia sulla fascia destra nella prima frazione di gioco e si propone con costanza dando un fondamentale punto di riferimento offensivo alla manovra della Roma contro l’esordiente Pezzella. Proprio in una di queste progressioni in avanti, il brasiliano trova l’imbucata giusta ma se la prima volta un difensore intercetta il suo cross, la seconda serve Dzeko completamente libero a circa 4-5 metri dalla linea a portiere battuto: il bosniaco non impatta bene col pallone, lo tocca di taglio col piede sinistro spendendolo fuori alla sinistra di Alastra, portiere rosanero che sostituiva Sorrentino infortunato. Probabilmente, tutti i tifosi giallorossi hanno pensato che potesse esser il colpo di grazia di una stagione complicata per l’ex City, che invece viene cercato con insistenza dai compagni ed in particolare dal connazionale Pjanic, che quando gioca da trequartista, si dimostra quasi sempre un calciatore sontuoso. Il numero 15 romanista pennella un cross al bacio per il centravanti giallorosso, il quale stoppa, si gira da vero bomber e col piede sinistro lascia partire un bolide centrale che l’estremo difensore siciliano non riesce a contenere. La Roma passa meritatamente in vantaggio senza però riuscire a trovare il raddoppio nei primi 45’, più equilibrati nel punteggio che nell’andamento dell’incontro. Spalletti è molto agitato perché da quando è tornato a sedere sulla panchina giallorossa, dopo il vantaggio, la Roma tende a rilassarsi ed anche dopo la seconda rete, è sempre a rischio rimonta. Stavolta, non andrà così. La ripresa prosegue sulla falsariga del primo tempo, con gli ospiti costantemente dietro la linea della palla e che tentano di ripartire in contropiede ma con scarsi risultati. Il tecnico toscano ha dato gioco e schemi anche sulle palle inattive alla squadra ed è proprio dagli sviluppi di un corner che arriva il raddoppio. Florenzi mette in mezzo un pallone che arriva sui piedi di Keita, che prima calcia addosso ad un difensore e poi va in maniera decisa con il destro e segna dal centro dell’area di rigore spedendo la palla sotto l’incrocio dei pali. L’esordio da titolare col Palermo allo stadio Olimpico verrà ricordato dal portiere Alastra in maniera agrodolce poiché i padroni di casa non hanno nessuna intenzione di fermarsi ma vogliono divertirsi e dimostrare il loro valore. Dopo un’ora in chiaroscuro, Mohamed Salah decide di far capire anche ai più scettici perché la Roma deve riscattarlo: il 3-0 nasce dal tridente di giornata messo su all’ultimo momento da Spalletti. Pjanic serve in verticale Dzeko, che immediatamente libera l’egiziano con uno splendido tocco e l’ex viola non può far altro che spedire il pallone in fondo al sacco con un bel tiro ad incrociare. Passano poco più di 2 minuti ed il Salah-show mette in scena una puntata indimenticabile per tutti i tifosi. Protagonisti ancora il duo Dzeko-Salah con il bosniaco nuovamente nelle vesti di rifinitore ma in quest’occasione l’ex viola stoppa male di petto ed il pallone sembra destinato ad uscire ed invece, quasi sulla linea di fondo, Salah si inventa una magia e lascia partire un tiro a giro che si accomoda in fondo alla rete. Roma meravigliosa ed attacco finalmente concreto. Dopo un quarto d’ora di accademia, Spalletti decide di regalare un po’ di vetrina a Kevin Strootman, tornato in campo dopo 393 giorni d’inattività. L’olandese è ancora abbastanza lontano dalla condizione e sembra un po’ un elefante in una cristalleria ma la notizia del suo ritorno in campo è una di quelle che fanno entusiasmare la gente. La speranza di tutti è quella di rivedere il giocatore favoloso della prima stagione italiana dove ha dimostrato di non esser inferiore a nessun centrocampista al mondo. A fare spazio all'ex PSV è stato Maicon, arretrando Florenzi sulla linea difensiva. L’ex allenatore dello Zenit ha concesso una ventina di minuti di riposo a Pjanic, uscito tra gli applausi convinti dell'Olimpico, per Iago Falque che sinora con il tecnico toscano ha avuto poche possibilità di mettersi in mostra anche a causa di un infortunio. Il terzo cambio è stato quello di Salah (visibilmente stanco) ed al suo posto è entrato Perotti, che è uno dei calciatori che più facilmente si sono adattati alla Roma nell’era americana. Questa volta, c’ha messo circa 3 minuti per fornire un assist delizioso a Dzeko, che di testa ha realizzato la sua prima doppietta in giallorosso e regalato la quinta rete alla Roma. Questa la cronaca di un match che ha messo in risalto i tanti meriti di Spalletti, il valore della rosa ed alimentato qualche rammarico su una stagione che poteva essere e non sarà per aver temporeggiato troppo quando si doveva prendere la decisione di cambiare allenatore. L’atteggiamento del mister di Certaldo è sicuramente più vicino a quello di Conte che non a quello della prima era spallettiana a Trigoria. Questo modo di fare molto rigido era ciò che serviva e questo è bene precisarlo ma ha provocato anche qualche frizione e se lo scontro è con il giocatore più rappresentativo della storia del club, il rischio di frattura con gran parte della tifoseria e dell’ambiente è alto. Stiamo, ovviamente, parlando di Francesco Totti: il capitano della Roma ha rilasciato un’intervista al Tg1 proprio durante la conferenza stampa del mister alla vigilia di questo incontro ammettendo che i rapporti personali con l’allenatore si limitano al “buongiorno e buonasera”, che gradirebbe maggiore rispetto sia dal tecnico per certe parole dette da Spalletti in conferenza stampa e non al numero 10 giallorosso ma anche dalla società ma che comunque, ha grande stima per il tecnico. Ha continuato dicendo che nessuno potrà impedirgli di continuare a giocare ed il suo desiderio è quello di farlo con la maglia della Roma, l’unico club professionistico con cui abbia mai giocato. Parole forti che non hanno fatto piacere né all’allenatore né alla società. Spalletti aveva ufficializzato la presenza di Totti dal primo minuto contro il Palermo ma ascoltata l’intervista, lo ha fatto chiamare, c’ha parlato e rimandato a casa, escludendolo dai convocati. Questo gesto è apparso a tutti come una rottura definitiva o quasi col campione e bandiera della Roma, che però non ha voluto far mancare l’incitamento ai compagni prima della partita (che dopo quell’intervista Spalletti non aveva visto sereni al riguardo) e si è accomodato nel suo palchetto dello stadio Olimpico per tifare la sua Roma. Prima del match: fischi fragorosi al tecnico e cori ed incitamenti per Totti. Il capitano ha, verosimilmente, sbagliato la tempistica delle sue parole poiché si era a ridosso di una gara importante per la lotta al terzo posto e qualche ragionamento sul minutaggio in campo è giusto che lo faccia ma, come dimostrato dal popolo giallorosso, non sarà facilissimo mettere da parte chi ha dato 24 anni della sua vita calcistica per una sola maglia, anche a costo di non vincere Champions, palloni d’oro e scudetti in serie come avrebbe meritato.

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