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Roma, sconfitta amara contro il Real ma la squadra c’è

condividi su facebook condividi su twitter 18-02-2016

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Roma, sconfitta amara contro il Real ma la squadra c’è

La Roma perde 2-0 in casa contro il Real Madrid la gara d’andata degli ottavi di finale di Champions League. Messa così, sembra che i blancos abbiamo dominato l’incontro ma in realtà, il punteggio è decisamente bugiardo. Nel primo tempo, le 2 squadre si sono affrontate mettendo in campo entrambi le proprie qualità: miglior palleggio ed ottime individualità per gli spagnoli, buona fase difensiva e ripartenze fulminanti e pericolose i giallorossi. Spalletti ha puntato sulle doti da contropiedisti di El Shaarawy, Perotti e Salah a discapito della fisicità di Dzeko, mentre Zidane ha semplicemente schierato “l’artiglieria pesante”, cioè tutto il suo potenziale (Pepe e Bale esclusi). A parte una bella triangolazione Cristiano Ronaldo-Marcelo terminata col tiro del brasiliano uscito di pochissimo, qualche corner e qualche progressione sulla trequarti, il gioco del tecnico francese non aveva prodotto grandi frutti. Meglio la Roma, che ha affrontato i 10 volte campioni d’Europa ribattendo colpo su colpo e senza timori. C’era il pubblico delle grandi occasioni, anche se era assente la parte “calda” del tifo romanista e la squadra si è sentita comunque aiutata e sorretta nei momenti di difficoltà. Nella prima frazione di gioco, è stata buona la prova della difesa, agevolata dalla prestazione maiuscola di Vainqueur, da molti considerato poco più che un rincalzo ma calciatore utilissimo ogni volta che è stato chiamato in causa. Bene anche Digne, che sta imparando a fare le diagonali e ha partecipato molto alla manovra in fase di spinta con i tempi giusti e ben coadiuvato da El Shaarawy in fase difensiva. Più duro il compito di Florenzi, che dopo Neymar, ha dovuto vedersela anche con Cristiano Ronaldo, certamente tra i peggiori clienti al mondo. Il ragazzo di Vitinia ha giocato un’ora ad ottimi livelli ma alla prima piccola distrazione, è stato punito dal genio del numero 7 portoghese ed anche sfortunato per la deviazione che ha impedito a Szczesny di arrivare sul pallone che ha regalato il vantaggio al Real Madrid. Senza sbavature la prova di Manolas, sia nella difesa a 4 che in quella a 3, meno bene Rudiger , soprattutto dopo il cambio di modulo, quando ha dovuto vedersela con CR7: in pochi minuti lo ha perso 3-4 volte in zone di campo molto pericolose. Pjanic ha provato a fare il Modric ma il suo dirimpettaio sembra danzare per il campo con una leggerezza tipica dei giocatori di un livello superiore. Sufficiente, comunque, la prova del bosniaco che ha provato a fare da raccordo tra i reparti con alterne fortune. Luci ed ombre anche per Nainggolan, meno incisivo del solito nei recuperi ed un po’ pasticcione quando era in possesso palla. I 3 davanti hanno svolto un compito difficilissimo riuscendo a creare molto scompiglio nella difesa madridista ma senza concretizzare. Questo è uno degli aspetti su cui deve lavorare il tecnico di Certaldo: il cinismo sotto porta. Arbitro a parte, decisamente il peggiore in campo, se Spalletti dovrà fare un rimprovero a questa squadra è proprio la mancanza di lucidità in zona-gol. Le merengues sono andate al tiro in maniera pericolosa non più di 4 volte e hanno segnato 2 reti, i giallorossi forse 6 o 7, senza mai impensierire seriamente Keylor Navas, in situazioni potenzialmente più ghiotte di quelle del Real Madrid. Salah, in particolare, ha giocato una partita di spessore ma davanti al portiere o sbaglia scelta (passando la palla quando sarebbe il caso di tirare e viceversa) o si fa anticipare al momento della battuta a rete o va troppo morbido sul pallone e non lo addomestica nel modo giusto per segnare. L’egiziano ha avuto una palla d’oro nel secondo tempo: assist dalla trequarti di Florenzi, che lo ha servito all’ingresso dell’area di rigore e se solo fosse riuscito a stoppare quel pallone, si sarebbe trovato completamente libero di tirare a tu per tu con l’estremo difensore madridista. Sullo 0-0, è stato El Shaarawy a non esser perfetto nell’aggancio pur essendo stato molto bravo a partire in contropiede anticipando Carvajal ma facendosi anticipare da Keylor Navas al momento del tiro. Da segnalare, però, che nella circostanza il portiere costaricano ha toccato il piede del “Faraone” prima dell’impatto col pallone e se l’arbitro Kralovec se ne fosse accorto, ci sarebbero stati gli estremi per il rigore e l’espulsione. L’esempio del penalty non concesso è stato lo sliding door del match: in pochi minuti si è passati da un possibile vantaggio ed uomo in più per la Roma, allo 0-1. Gli uomini di Spalletti hanno avuto qualche istante di sbandamento dopo il gol subito ma poi hanno ricominciato a macinare gioco ed azioni pericolose, poiché si sono sentiti defraudati nel punteggio e dalla sorte ed anche qui il direttore di gara della Repubblica ceca c’ha messo lo zampino. All’80’, la Roma protesta ancora ed anche stavolta a ragion veduta. L’intervento di Carvajal su Florenzi è scomposto e prende nettamente il romanista ma anche stavolta Kralovec lascia proseguire. La punizione diventa più pesante a 5’ dal termine del match: Jesè (appena entrato al posto di un evanescente James Rodriguez) chiude la partita in una bella ripartenza, che si conclude con il suo destro ad incrociare che passa sotto le gambe di Digne e sul quale Szczesny può fare ben poco. Roma punita oltre misura da un Real certamente meno spettacolare del Barcellona ma molto concreto anche in fase difensiva anche se con un direttore di gara all’altezza dell’evento il risultato sarebbe stato diverso ed ora si starebbe parlando di impresa giallorossa. Spalletti ha molto da lavorare, però si può già dire che in un mese questa rosa ha acquisito una consapevolezza nei propri mezzi che le ha permesso di giocarsela contro una delle 3 migliori squadre d’Europa come non aveva fatto contro le altre 2 e che può guardare al campionato con rinnovato ottimismo. La strada tracciata è quella giusta ma non si deve abbassare la guardia e pensare ad una gara alla volta, mettendo nel mirino la squadra davanti in classifica senza mai distrarsi perché chi sta dietro in campionato non mollerà sino alla fine. Il match con il Palermo sarà un’altra occasione per capire se la Roma sta continuando la fase di crescita ed a che punto è arrivata. Magari il prossimo anno anche le grandi d’Europa avranno ancora più rispetto e timore di una squadra che sta ancora cercando la sua identità ma che mister Spalletti sta costruendo con basi solide.

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