In punta di penna

Spalletti trova la sestina vincente e la Roma batte l’Empoli

condividi su facebook condividi su twitter 28-02-2016

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Spalletti trova la sestina vincente e la Roma batte l’Empoli

La Roma più bella della stagione batte l’Empoli al Castellani per 3-1. I giallorossi devono fare a meno dei lungodegenti Gyomber e De Rossi ed all’ultimo momento, anche di Dzeko febbricitante, Manolas e Florenzi non al meglio. Gli ultimi 3 vanno comunque in panchina con il bosniaco ed il greco che si renderanno utili a partita in corso. Spalletti decide di giocarsela con Perotti centravanti di movimento e con il 4-3-3 come sistema di gioco molto variabile. In difesa, il tecnico toscano dà spazio a Maicon e Zukanovic più i confermati Rudiger e Digne. Il brasiliano non ripete la meravigliosa prestazione precedente dove aveva annichilito l’avversario diretto e commette qualche sbavatura in fase di copertura ma quando spinge è sempre una risorsa importante per il gioco della squadra. Non affiatata l’inedita coppia formata dall’ex Sampdoria e l’ex Stoccarda, che concedono poco o nulla al duo empolese Pucciarelli-Maccarone, entrambi sostituiti ed autori di una prova incolore. Bene anche il francese sull’out mancino, soprattutto in difesa ma sta dando una maggiore continuità alla spinta offensiva ed i cross sono più interessanti di qualche mese fa. A centrocampo, Keita vince il ballottaggio con Vainqueur al posto di De Rossi, mentre ai suoi fianchi agiscono Pjanic a destra e Nainggolan a sinistra. Buona la prestazione del maliano in fase d’impostazione, meno in quella di interdizione facendo sentire un po’ l’assenza del numero 16 giallorosso. Il bosniaco è un diesel: comincia sbagliando qualche pallone in mezzo al campo ma poi sale in cattedra sino alla splendida ribattuta della punizione da lui stesso tirata, per la verità non in maniera eccezionale. Più che sufficiente anche la partita del belga, finché non è costretto a chiedere il cambio per il riacutizzarsi del problema al polpaccio che lo tormenta da qualche tempo. I medici hanno parlato di affaticamento muscolare e se la diagnosi sarà confermata, avrà solo bisogno di qualche giorno di riposo. Al suo posto, entra Iago Falque che ormai fatica a giocare da esterno alto come nel Genoa e si sta riadattando nel ruolo di interno sinistro in un centrocampo a 3. I risultati per lo spagnolo, finora, sono altalenanti ma contro i toscani ha fornito una prova di duttilità, qualità tecnica e voglia di far parte di un gruppo importante. Davanti, l’ex allenatore dello Zenit ha puntato sui 2 nuovi acquisti di gennaio, El Shaarawy e Perotti più Salah e tutto si può dire, tranne che avesse sbagliato scelte. L’egiziano veniva costantemente raddoppiato e faticava a liberarsi dell’uomo, ragion per cui i giallorossi hanno insistito molto sulla corsia opposta con il Faraone in grande spolvero sia in fase di costruzione della manovra, sia quando doveva aiutare Digne e Nainggolan o Iago Falque a raddoppiare sull’avversario in possesso di palla. Senza contare che l’ex Milan ha realizzato una rete come nel miglior periodo della carriera in maglia rossonera facendo partire un tiro a giro sul secondo palo da 30 metri che Skorupski non ha potuto parare. Roma in vantaggio e partita che sembra mettersi sui binari giusti. Piccola sbavatura difensiva di Maicon che arriva in ritardo nella marcatura su Mario Rui, che riesce a crossare, il pallone sembra poter finire in maniera innocua tra le braccia di Szczesny, che invece decide di respingere coi pugni proprio sulla faccia di Zukanovic con la sfera che termina in rete per il più classico degli autogol. Fino ad un paio di mesi fa questo sarebbe stato un segnale funesto, la Roma si sarebbe messa paura anche della sua ombra ed avrebbe avuto più possibilità di perdere che vincere questo match. La mentalità che Spalletti sta insegnando alla sua squadra è ben diversa ed attraverso un gioco fluido ed armonioso, si possono superare anche le più grandi avversità. Certo, gli innesti di Perotti, Zukanovic e dello stesso El Shaarawy aiutano tantissimo ad alzare il livello qualitativo della rosa ed il mister romanista si può permettere anche di far riposare Manolas e Dzeko se non al meglio e non sentire la mancanza di Gervinho, ormai felice in Cina. Maicon e Keita sembravano vicini alla pensione e le chance di un rinnovo contrattuale erano pari a 0, ora l’ex terzino dell’Inter sembra potersi guadagnare il rinnovo automatico alla 25° presenza, sempre più vicina, mentre il maliano si sta giocando nel migliore dei modi le sue carte per discutere del suo prolungamento a fine campionato. Con Spalletti in panchina, subire gol non significa più crisi ma è solo un momento sfortunato dal quale si può uscire. Esattamente come con il Carpi, dopo l’1-1, la Roma ha ritrovato forza ed energia per cercare il nuovo vantaggio. Perotti riceve palla al limite dell’area di rigore, viene spinto palesemente da Croce e Gervasoni, buona la sua direzione di gara, concede la punizione dal limite. Se ne incarica, ovviamente, Pjanic anche se il connazionale Zukanovic vorrebbe provare a battere a rete. Il centrocampista è irremovibile e calcia in porta ma il suo tiro viene ribattuto dalla barriera ed a quel punto scarica il probabile nervosismo per la discussione precedente e la trasforma in rabbia positiva facendo partire un tracciante a giro che Skorupski non vede partire e quando se ne accorge, è troppo tardi ed il tuffo alla sua sinistra risulta inutile. Giallorossi nuovamente avanti in maniera meritata. L’Empoli è ben messo in campo, impedisce agli ospiti le linee di passaggio facili sin dal portiere ed in possesso del pallone, si riversa nella metà campo avversaria con un discreto numero di giocatori ma non è più quella squadra frizzante e fresca del girone d’andata e le 7 partite senza vincere la condizionano anche a livello psicologico. Le assenze di Costa, Tonelli e Saponara si fanno sentire e Paredes sembra molto emozionato e non appare al top della forma. Gran merito va a Spalletti, che ha preparato in maniera esemplare l’incontro, come se l’avesse già giocato 100 volte nella sua testa. Nella seconda frazione di gioco, l’Empoli dovrebbe attaccare per cercare il pari e prova a farlo quando vede che i 2 giocatori più anziani nella Roma sono in difficoltà: Maicon si perde spesso in neo-entrato Livaja e Keita non fa filtro nella maniera migliore, soprattutto da quando è uscito Nainggolan che lo aiutava molto in questo compito. Il tecnico di Certaldo intuisce il pericolo ed invece di inserire subito Dzeko, tira fuori il difensore brasiliano sostituendolo con Manolas, spostando Rudiger sulla fascia, smorzando ogni speranza di pareggio con un’unica mossa. Se fosse una partita di scacchi, con questa mossa Spalletti avrebbe dato scacco matto a Giampaolo e la dimostrazione arriva pochi minuti dopo quando i toscani si perdono Salah per la prima ed unica volta nella gara, l’egiziano non si fa sfuggire l’occasione e si invola verso l'area di rigore empolese, poi non si capisce bene se volesse tirare in porta o crossare, fatto sta che Skoruspki respinge il pallone proprio sui piedi di El Shaarawy, che ringrazia e segna il definitivo 3-1 con una doppietta personale, la prima con la maglia della Roma. Nonostante il momentaneo gol del pareggio ed il risultato finale non sia così ampio, la partita non è mai stata messa in discussione. La strada è quella giusta, oltre ai 3 punti la squadra giallorossa sta mostrando anche un bel gioco, idee, movimenti, schemi e voglia di vincere ma bisognerà comunque attendere test più probanti perché la sesta vittoria consecutiva è la prima contro una squadra non in zona retrocessione ed i facili entusiasmi a Roma si manifestano tanto velocemente quanto altrettanto velocemente lasciano spazio allo sconforto. Testa bassa e pensiero ai viola, prossima rivale in campionato e più vicina tra le squadre che precedono gli uomini di Spalletti. Questa giornata, però, è molto importante poiché la Juventus ospita l’Inter allo Stadium e la Fiorentina se la vedrà col Napoli e potrebbe esser un turno spartiacque per capire se le prime 2 sono così irraggiungibili o se la lotta-scudetto potrà riservare delle sorprese nelle ultime 11 gare di campionato.

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