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Tanta fatica ma Roma a -2 dal terzo posto

condividi su facebook condividi su twitter 08-02-2016

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Tanta fatica ma Roma a -2 dal terzo posto

La Roma vince 2-1 in casa contro la Sampdoria e si portano a -2 dal terzo posto. I blucerchiati sono quart’ultimi in classifica e sulla carta, il match dovrebbe esser in discesa ed invece i giallorossi rischiano più volte di esser raggiunti. La prima parte di gara inizia con gli uomini di Spalletti vogliosi di fare il match e sono diverse le occasioni da gol create: un colpo di testa di Pjanic parato da Viviano, un cross basso di Maicon sul quale non arriva Florenzi di pochissimo, un tiro alto di El Shaarawy dal dischetto del rigore ed altre azioni da rete non concretizzatesi. Poi, escono gli ospiti. I ragazzi di Montella hanno perso Moisander, infortunatosi nel riscaldamento e “l’aeroplanino” ha dovuto adattare Cassani nei 3 centrali di difesa, scalare Ivan sulla fascia destra ed inserire Barreto a centrocampo. All’inizio, i difensori doriani non trovavano i meccanismi giusti e la manovra romanista non veniva contrastata in modo adeguato. Poi si sono accesi alcuni elementi che hanno dato il cambio di passo come Correa, Fernando, Dodò e Soriano. La Roma non ha ripetuto la prova fornita 5 giorni fa contro il Sassuolo ma qualche movimento spallettiano comincia a vedersi con più continuità, così come i fraseggi tra centrocampisti e punte. E’ stato bravo anche Montella a tenere la Samp sempre in partita e corta. La prima frazione di gioco è stata una gara di scacchi tra i 2 tecnici, che hanno fatto giocare le squadre in 30 metri e si muovevano a fisarmonica. Il tecnico di Certaldo ha cambiato il modulo di gioco diverse volte, partendo col 4-3-3 per poi passare al 3-4-3 con Florenzi impiegato prima come interno destro di centrocampo e poi come esterno sinistro della mediana a 4. Il ragazzo di Vitinia è andato meglio nel primo ruolo, mentre sulla fascia ha trovato difficoltà con Ivan, giocatore dotato di un’ottima corsa e bravo in fase difensiva. All’ultimo respiro del primo tempo, proprio Florenzi riesce a sbloccare un incontro che si stava facendo complicato. Tiro di El Shaarawy, deviazione di Cassani sulla testa del numero 24 romanista e Roma in vantaggio. Posizione regolare poiché Barreto tiene in gioco il giallorosso e seconda frazione di gara che gli uomini di Spalletti avrebbero potuto e dovuto gestire meglio. A far sembrare la partita ancora più semplice è il raddoppio romanista grazie ancora ad El Shaarawy, che con un pallonetto serve Perotti, il quale in area di rigore prima che la palla scenda, la spedisce alla destra di Viviano. Sprazzi di bella Roma ma i blucerchiati non si arrendono ed anzi alzano il baricentro del gioco di una trentina di metri con i padroni di casa che faticano ad uscire dalla morsa della Sampdoria. Bravi Soriano e Correa a mettersi tra le linee giallorosse ed a creare pericoli alla retroguardia della Roma ma Muriel non va oltre qualche scatto e qualche spunto che non mettono mai in pericolo la difesa romanista. Montella trova l’assetto giusto in difesa con Ranocchia che passa centrale dei 3 e Silvestre sul centro-destra e soprattutto l’ingresso in campo di Quagliarella prima e di Cassano poi, non danno più punti di riferimento a Manolas e Rudiger, che faticano molto. Al 56’, arriva la doccia gelata per la Roma: tiro non irresistibile di Fernando ma la deviazione di Pjanic spiazza Szczesny che tenta un miracoloso intervento ma non riesce a toccare il pallone. Gli ospiti ora ci credono e da questo momento il rischio del pareggio è superiore alla possibilità che la Roma torni ad allungare, poiché la squadra sembra stanca e meno fresca mentalmente dei doriani. Spalletti tenta la carta Dzeko per alzare nuovamente il baricentro del gioco ma i compagni lo supportano poco e male ed anche lui sembra intristito. I blucerchiati, probabilmente, non meritano la posizione che occupano in classifica poiché hanno diverse individualità di spessore ma commettono parecchie ingenuità difensive e l’innesto di Ranocchia non sembra aver invertito la rotta come si sperava, però se si accendono alcuni elementi, diventano molto insidiosi. La Roma ha risentito molto dell’assenza di De Rossi come frangiflutti davanti alla difesa, poiché Keita non ha più il passo per poterlo fare e quando i giallorossi venivano puntati in contropiede, Perotti, El Shaarawy e Salah erano costretti ad aiutare in ripiegamento. Maicon e Pjanic, autori di una prova maiuscola a Reggio Emilia col Sassuolo, non si sono ripetuti su quei livelli ed il bosniaco da interno di centrocampo si è nascosto come nel recente passato con Garcia sulla panchina romanista. Il brasiliano non ha più l’autonomia per giocare una gara intera e stavolta ha finito la benzina dopo meno di un tempo, anche se ha resistito fino al 60’. L’idea di mettere Florenzi sulla fascia destra per supportare le progressioni di Maicon era da sviluppare di più ma dall’altra parte Zukanovic veniva spesso preso nel 2-1 avversario ed è anche stato ammonito. L’ultimo quarto d’ora è stato molto intenso per i tifosi della Roma poiché gli uomini di Spalletti erano fermi nelle gambe, forse appesantiti dalla nuova preparazione imposta dal mister ma anche perché timorosi di non vincere la sfida che avrebbe voluto dire andare a -2 dal terzo posto e ad una sola lunghezza dall’Inter. Tanta sofferenza ha dato coraggio agli ospiti, che grazie al duo Quagliarella-Cassano, sono andati vicinissimi al pari all’87’ con la serpentina del barese in piena area di rigore e con un intervento di Szczesny da portiere di pallamano, che di corpo ha chiuso ogni spazio all’ex Parma, che gli ha tirato addosso. La Samp ha aumentato il suo forcing e la Roma non è più uscita dalla sua trequarti, se pensiamo che nei 4 minuti di recupero gli ospiti hanno usufruito di 2 calci d’angolo molto pericolosi e sugli sviluppi del primo Dodò ha messo pallone perfetto sui piedi di Cassani, che in girata ha preso la traversa con la sfera che non è entrata in rete di pochi centimetri e la difesa che ha liberato in corner. A fine partita, mentre tutti festeggiavano la vittoria, Spalletti era furioso e ha richiamato a sé sia Rudiger che Manolas, molto distratti proprio nell’occasione che poteva togliere 2 punti vitali ai giallorossi. Questo è uno degli elementi su cui sta lavorando molto l’ex allenatore dello Zenit San Pietroburgo: l’aspetto psicologico è fondamentale e la squadra deve saper gestire meglio le situazioni di difficoltà e non deve farsi prendere dalla paura. Il percorso di crescita è evidente ma le tappe per realizzarlo sono ancora tante, i 3 punti in tasca sono, in ogni caso, la medicina migliore. La buona notizia è che nel giro di una settimana la Roma ha quasi annullato il gap sulle 2 squadre più vicine e la strada sembra quella giusta ma non bisogna abbassare la guardia proprio ora, poiché 3 vittorie consecutive non sono moltissime se pensiamo che c’è chi ne ha fatte 14 ed ancora non riesce ad esser prima in classifica. Partita per partita, la Roma spallettiana dovrà trovare consapevolezza nei propri mezzi e sicurezza sia in fase di manovra che di ripiegamento, sperando che alcuni elementi fuori forma e sottotono possano tornare a brillare in questo sprint finale che vede 4 squadre contendersi un posto.

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