In punta di penna

Tutto sbagliato, tutto da rifare

condividi su facebook condividi su twitter 29-08-2016

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Tutto sbagliato, tutto da rifare

La Roma pareggia 2-2 a Cagliari dopo esser passata in vantaggio di 2 reti ad inizio ripresa. Gli uomini di Spalletti erano partiti bene e subito sull’acceleratore e dopo 5’ sono passati meritatamente avanti grazie al fallo di Isla su El Shaarawy ed alla trasformazione perfetta di Perotti, che spiazza Storari. I giallorossi provano a raddoppiare e vanno vicini al secondo gol con Salah che a botta sicura tira fuori di poco. Quindi, esce fuori il Cagliari e la Roma si ritrae in difesa facendosi mettere in difficoltà da una formazione sarda orgogliosa ma non molto organizzata. L’unica vera occasione dei padroni di casa arriva su un cross dalla sinistra di Murru che trova Borriello al centro dell’area, l’ex romanista colpisce di testa indisturbato ed il pallone batte sul palo e torna al centro dell’area con la difesa che allontana. L’azione, però, nasce da un fuorigioco del centravanti napoletano non segnalato dal guardalinee ma la Roma invece di riprendere in mano il gioco, si fa schiacciare ancora di più nella propria metà campo. Il tecnico toscano attende la fine del primo tempo e ad inizio ripresa fa entrare Dzeko al posto di El Shaarawy per dare centimetri al reparto offensivo e dare un po’ di respiro ad una difesa in grande sofferenza. La mossa è giusta e l’attaccante bosniaco si presenta con un assist perfetto di testa per Strootman, che di destro porta la Roma sul 2-0. Partita in ghiaccio? Assolutamente no. I giallorossi tornano a soffrire contro un Cagliari generoso e mai domo ma è evidente che agli ospiti manchi un palleggiatore che detti i tempi di gioco, soprattutto in una gara che vede Nainggolan in affanno e De Rossi in profonda crisi post-eliminazione col Porto. I sardi producono il massimo sforzo intorno al 10’ del secondo tempo e dopo vari tentativi di sfondare con cross e passaggi in profondità, approfittano di una disattenzione di Vermaelen, che si gira su una finta e Sau mette a sedere Manolas e Florenzi e tira a botta sicura, Szczesny devia ma proprio sui piedi di Borriello, che per la quinta volta in 4 gare, trafigge i giallorossi. Al 64’, Spalletti inserisce Fazio per dare una mano alla coppia Manolas-Vermaelen, molto in difficoltà con l’ex Juve e compagni e le cose sembrano andar meglio anche perché Florenzi e Bruno Peres possono allontanarsi dalla linea difensiva ed esser più utili alla mediana per dare superiorità numerica. A far posto all’ex Siviglia è l’amico Perotti, certamente stanco ma più ispirato di Salah, che evidentemente l’allenatore romanista considera un insostituibile. La Roma sbanda ed il Cagliari è padrone del campo ed a quel punto Spalletti tenta la mossa Paredes per dare ordine e cercare di tener palla e rilanciare le punte con più precisione. Stupisce non tanto l’ingresso dell’argentino, poiché è l’unico che ha caratteristiche simili a Pjanic, ma la sostituzione di Strootman che era sembrato il più lucido del reparto. Nainggolan veniva regolarmente saltato come non gli accade quasi mai, De Rossi ha sbagliato molti palloni in fase di rilancio e non ha mai fatto da schermo come sa fare e l’effetto del cambio invece di migliorare le cose, ha prodotto un ulteriore arretramento della squadra. A 2 minuti dal 90’, Florenzi fa prima un grande recupero e poi decide di fare l’assistman per il Cagliari commettendo un errore banale per un calciatore ormai esperto come lui: passa il pallone dall’esterno al centro, che diventa facile preda per i sardi ammassati da quelle parti. Bravo Isla a crossare in mezzo un pallone che supera Fazio e trova il piccolo Sau che di testa anticipa Szczesny, piantato sulla linea di porta come spesso gli succede. Negli ultimi minuti, gli uomini di Spalletti tentano di tornare in vantaggio e creano 2 occasioni importanti: prima Dzeko si gira bene in area ma di sinistra tira alto e poi Bruno Peres mette in mezzo il suo miglior cross di giornata per Florenzi, che a differenza di Sau colpisce sì di testa ma manda a lato. Dopo il pesante ko col Porto e la conseguente eliminazione dalla Champions League, la Roma sarebbe dovuta ripartire con una vittoria, possibilmente convincente ed invece si è incartata su se stessa, si è messa paura. Il tecnico ha parlato di mancanza di personalità, di poco carattere, di atteggiamento che non gli “garba” quando si perde palla, di “braccino”. Tutto vero ma non dovrebbe esser compito dell’allenatore evitare che questo accada? Non dovrebbe esser Spalletti a dare personalità al gruppo? Si dice sempre che le grandi squadre abbiano l’impronta del proprio tecnico ed allora ci si chiede non solo se la Roma sia una grande squadra o se possa diventarlo ma anche se il suo mister sia in grado di portare questi risultati. Dare sempre la responsabilità ai giocatori, che a Cagliari più che col Porto ne hanno eccome, non è forse uno scaricare le proprie? Emerson Palmieri proposto  come primo cambio col Porto è un giocatore che può esser utile alla causa-Roma in questo momento? De Rossi in campo senza fascia al Sant’Elia dopo le critiche ricevute per l’eliminazione dalla Champions League, che senso ha? Non si poteva dare un turno di riposo al centrocampista provando dal primo minuto Paredes visto che lo stesso Spalletti ne ha tessuto le lodi definendolo più forte di Pjanic? Quando è arrivato alla Roma l’ex Zenit, il centrocampista bosniaco non ha saltato mezza gara, era anzi il punto di riferimento costante ed il fulcro e perché uno con caratteristiche simili ma più forte non gioca se non spezzoni di partita o quando De Rossi viene arretrato in difesa? Alcuni giocatori non erano in forma, Nainggolan su tutti. A Cagliari, il belga aveva faticato anche 2 anni fa, possibile che l’allenatore della Roma non se ne sia accorto? Davanti, poi, nelle rotazioni sono usciti tutti tranne Salah: Perotti non poteva rimanere in campo visto che è l’unico che sa fare da raccordo tra centrocampo ed attacco? Uscito lui, tra questi 2 reparti c’erano distanze abissali e Di Gennaro sembrava Pirlo versione Milan o Juve e nessuno che riusciva a contenerlo. Capitolo portieri: l’alternanza tra 2 estremi difensori non ha mai prodotto effetti positivi dalle nostre parti e la scelta del polacco (voluto fortemente da Spalletti) sa di bocciare per Alisson, apparso non perfetto con i piedi ma più bravo tra i pali. L’infortunio di Mario Rui è stato un duro colpo e società e tecnico hanno pensato che bastassero Emerson Palmieri e nell’emergenza Juan Jesus più una soluzione tampone come lo spostare Bruno Peres sulla corsia di sinistra. Murru ha dimostrato che il vecchio “fluidificante” che sappia crossare col piede giusto può fare la differenza. Stesso discorso vale per il centrocampo: serve un giocatore alla Pjanic perché Strootman è eccezionale ma non ha quelle caratteristiche e soprattutto, se non ci si fida di Gerson perché troppo giovane, la Roma ha soli 4 centrocampisti da far ruotare ed a lungo andare sarà un problema. Mancano poco più di 2 giorni alla fine del mercato e questi 2 buchi vanno colmati per dare al tecnico una rosa completa e togliergli ogni alibi. I giallorossi hanno le capacità tecniche per lottare per il primato ma bisogna uscire dal solito tunnel dello scaricabarile sugli altri e cominciare tutti a prendersi le proprie responsabilità: società, tecnico e leader carismatici della squadra.

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