In punta di penna

Una Roma in smoking passeggia sull’Astra Giurgiu

condividi su facebook condividi su twitter 30-09-2016

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Una Roma in smoking passeggia sull’Astra Giurgiu

La Roma vince per 4-0 sull’Astra Giurgiu la seconda gara del girone di Europa League. I giallorossi adottano il 4-2-3-1 con Totti dietro Salah prima ed Iturbe poi nel ruolo di “falso nueve”. Gli uomini di Spalletti non affrontano una delle formazioni più temibili d’Europa ma entrano in campo col piglio giusto anche se le cose in difesa non sono ancora registrate a dovere. La prima occasione, infatti, è degli ospiti che approfittano di una disattenzione di Juan Jesus che non fa il fuorigioco nel modo adeguato e mette Nicolae davanti ad Alisson, ormai portiere di coppa. L’estremo difensore brasiliano esce coi tempi giusti e ha ottimi riflessi, impedendo all’attaccante rumeno di segnare la rete del vantaggio e respinge il pallone 2 volte prima che lo stesso Juan Jesus lo mandi in angolo. Da quel momento in poi è un monologo della Roma. L’Astra Giurgiu è entrata in campo per prendere meno gol possibili con un 5-4-1 molto chiuso ed il solo Alibec a fare a sportellate con l’intera retroguardia romanista. Difficile trovare sbocchi con la palla in movimento ed ecco che diventano fondamentali i palloni da calcio piazzato. Totti è in stato di grazia e pennella una punizione perfetta al centro dell’area di rigore, con Strootman pronto a portare in vantaggio i padroni di casa grazie anche all’intervento a vuoto del portiere rumeno ed all’ingenuità della retroguardia ospite. Il capitano della Roma distribuisce cioccolatini per il campo sia per Salah che per Bruno Peres ma nessuno dei 2 riesce a trovare la rete del raddoppio. L’arbitro concede un minuto di recupero e proprio nell’ultima occasione disponibile, i giallorossi raddoppiano. Ancora da calcio di punizione ed ancora grazie a Totti, la Roma trova il 2-0. Il numero 10 batte un tiro da fermo dalla destra verso la porta quando tutti si aspettavano un nuovo cross in area, il portiere salva miracolosamente deviando la sfera sulla traversa ma sulla respinta il gigante Fazio è più scaltro di tutti e di testa mette in gol. La ripresa prosegue con lo stesso spartito della prima frazione di gioco e dopo un quarto d’ora, la Roma segna il 3-0 grazie all’autorete di Francioso devia nella sua porta un assist di Perotti. Esce Bruno Peres per un problema fisico ed entra Florenzi, che ha tanta voglia di riscatto dopo la prova opaca fornita contro il Torino e si fa vedere con diverse azioni pericolose sulla destra che creano superiorità numerica e fanno applaudire il poco pubblico presente. Qualche minuto più tardi, Totti decide che le sue magie non sono terminate e di esterno destro mette un pallone delizioso per Salah, che solo davanti all’estremo difensore rumeno, lo beffa di controbalzo al volo e porta l’incontro sul 4-0. Il secondo cambio vede uscire proprio l’egiziano, al primo gol europeo stagionale ed entrare Nainggolan, apparso in crescita rispetto alle ultime gare anche se l’avversario non era dei più attendibili. La Roma non spinge più sull’acceleratore e cerca più che altro di mandare in gol Iturbe, incitato anche dai tifosi per incoraggiarlo visto il grande impegno messo in campo ma la rete non arriva. Florenzi e Nainggolan hanno più di una possibilità per calciare in porta ma provano a far sbloccare il numero 7 giallorosso con scarsi risultati. Iturbe ci prova anche con iniziative personali ma non riesce mai a rendersi pericoloso. La soluzione potrebbe esser affidarsi al solito capitan Totti, che lo lancia con un’altra perla di esterno destro solo davanti al portiere ma entrato in area, l’ex veronese pensa di marcare il difensore avversario invece di tirare e l’azione sfuma. Molte le note positive che si possono trarre da questo match ma non bisogna illudersi come accaduto contro il Crotone, poiché i rivali di giornata non sono apparsi superiori alla compagine calabrese. Bene Paredes, che finalmente fa una partita di personalità in cabina di regia in coppia con Strootman e sgravato da eccessivi compiti di copertura. Imposta la manovra con lucidità e verticalizzando più del solito come richiesto dal tecnico. Migliora a vista d’occhio l’intesa Manolas-Fazio, che si integrano alla perfezione col greco che va in prima battuta sull’avversario ed a campo aperto e l’argentino pronto in raddoppio ed in chiusura ma è anche il primo a far ripartire l’azione. Comincia male Juan Jesus che però si fa apprezzare nel corso della partita con alcune progressioni sulla fascia ed un paio di diagonali determinanti per mantenere la porta inviolata. Buona la prova di Bruno Peres in fase di possesso palla dei giallorossi con continue sovrapposizioni che creano scompiglio nella difesa ospite ma ancora incerto in fase difensiva quando ci sono i cambi di campo è sempre in ritardo sull’avversario diretto. Perotti e Salah non sono ancora quelli dello scorso anno soprattutto per costanza di rendimento nel corso dell’incontro ma hanno spunti fondamentali per spaccare le partite. Come detto, l’unica nota stonata nello spartito spallettiano è Juan Manuel Iturbe, che si impegna come e più degli altri ma gioca sempre a testa bassa e si ostina a dribblare più del necessario e perde sempre il tempo per concludere a rete. Il ragazzino con la maglia numero 10 ha ricevuto gli auguri per i suoi 40 anni da tanti atleti di tante discipline ed anche da personaggi di vario genere ma i ringraziamenti li devono continuare a fare tutti gli amanti di questo sport perché alla sua età riesce a fare cose che molti grandi campioni non hanno mai fatto in tutta la loro carriera. Nell’intervista post-partita ha detto di sentirsi più in forma ora che a 25 anni e non sembra esser molto lontano dalla verità. Chiaramente, non sempre avrà di fronte Crotone ed Astra Giurgiu che si chiuderanno a riccio nella loro area di rigore e quindi non potrà giocare tutte le gare per 90’ ma vederlo giocare fa appassionare a questa disciplina anche chi solitamente non segue o non ama particolarmente il calcio. Questo accade solo a pochi geni che vanno oltre quel particolare sport come Michael Jordan, Bolt, Federer ed altri che sono più famosi dello sport in cui si sono distinti. Il cammino in Europa League è lungo e dopo il girone arriveranno sfide più impegnative ma è una competizione che la Roma deve perseguire “ferocemente” (usando un termine alla Sabatini) perché vincere vorrebbe dire portare a casa un trofeo europeo e sarebbe il più bel regalo per Francesco Totti e tutti i tifosi romanisti. Adesso, bisogna rituffarsi sul campionato e dare un po’ di continuità di risultati e di gioco per rilanciare una stagione iniziata col piede sbagliato.

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