In punta di penna

Una Roma in versione Barcellona passeggia contro la Fiorentina

condividi su facebook condividi su twitter 05-03-2016

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Una Roma in versione Barcellona passeggia contro la Fiorentina

La Roma vince contro la Fiorentina per 4-1 e conquista la settima gara di fila. Spalletti ripropone l’attacco senza centravanti di ruolo, mettendo in crisi la statica difesa viola. Gli uomini di Paulo Sousa pressano a tutto campo portiere giallorosso incluso e solo nel primo quarto d’ora la pressione dei toscani crea dei grattacapi alla retroguardia romanista ma in maniera sterile e non producendo nessuna palla-gol. Cresce Miralem Pjanic e cresce anche il resto della squadra. In molti chiedono una continuità di rendimento al centrocampista bosniaco, che da quando è arrivato l’ex allenatore dello Zenit San Pietroburgo, sta inanellando partite sempre più convincenti. Sontuoso l’assist nello spazio per Salah in stile Totti, che permette all’egiziano di correre verso l’area di rigore avversaria e fornire un pallone perfetto per El Shaarawy sul quale c’è scritto: spingere. Roma meritatamente in vantaggio anche se il gol nasce da un fuorigioco millimetrico dell’ex esterno del Chelsea non rilevato dal guardalinee. La Fiorentina prova a fare il suo gioco fatto di fraseggi a centrocampo e verticalizzazione per Ilicic e Kalinic ma con scarsi risultati. I giallorossi si chiudono bene e ripartono ancora meglio con il tridente offensivo romanista sempre molto insidioso. Dopo appena 3’ dall’1-0, la Roma raddoppia. Stavolta, Salah decide di mettersi in proprio e dopo aver duettato con Perotti sulla trequarti lato destro del campo, lascia partire un tiro a giro, suo marchio di fabbrica. Decisiva la deviazione di Astori, che alza la parabola e non permettendo così l’intervento a Tatarusanu, che può solo guardare il pallone entrare in porta.  Dopo 25’, i giallorossi sono in pieno possesso del match. La squadra ospite è alle corde e la Roma le infligge il colpo del ko poco prima del 40esimo minuto. Rudiger rilancia per Digne, che di petto serve El Shaarawy con Roncaglia fermo a protestare per un fuorigioco inesistente ed il Faraone si invola verso la porta avversaria e Gonzalo Rodriguez che pensa di entrare in scivolata a campo aperto. L’ex giocatore del Milan lo supera con un bel dribbling ed entrato in area di rigore, anticipa l’intervento di Astori passando la palla di esterno ad un liberissimo Perotti, che si traveste da centravanti d’area d’altri tempi e sigla la rete del 3-0. I viola appaiono tramortiti ed in balia dei giallorossi ma la difesa romanista un errore a partita lo fa sempre e così Tello, entrato al posto dell’infortunato Borja Valero, supera in velocità Digne, che lo stende con una scivolata in area totalmente inutile. Calcio di rigore solare che Ilicic trasforma nonostante Szczesny lo avesse intuito. Si chiude sul punteggio di 3-1 il primo tempo con il rammarico di questa sbavatura che non fa andare gli uomini di Spalletti completamente sereni negli spogliatoi. La ripresa si apre con la Fiorentina vogliosa di accorciare ancor di più le distanze ma di fronte ha una Roma mai così in giornata di grazia. Il vero metronomo dell’incontro è Pjanic, che regala un’altra magia: con 4 giocatori in pressione e senza guardare la posizione di Salah, serve un pallone sulla corsa al numero 11 romanista, suo pane quotidiano. Salah brucia sullo scatto Astori e solo davanti a Tatarusanu, lo batte con un tiro sotto le gambe del portiere rumeno. La Roma dilaga ed il tecnico romanista può iniziare la girandola di sostituzioni per far riposare alcuni suoi elementi. Il primo ad uscire è Perotti, autore di un’altra gara di grande livello ma un problema alla coscia sinistra consiglia al mister di Certaldo di lasciarlo al riposo. Al suo posto entra Vainqueur, che dà maggiore copertura in fase difensiva ed avanza Pjanic dietro El Shaarawy e Salah. Ad un quarto d’ora dalla fine, spazio a Francesco Totti, accolto dall’ovazione dei presenti. Fuori El Shaarawy, che ha speso molto anche in fase di copertura. Il capitano giallorosso regala qualche colpo dei suoi e nel primi minuto di recupero si procura una punizione dal limite con una progressione old style per lui. Da quella posizione, il tiratore principe è Miralem Pjanic ma il risultato è in cassaforte e Totti ha ancora voglia di stupire e divertirsi. Il tiro a giro che produce è imparabile per Tatarusanu, che resta immobile e deve ringraziare la parte alta del palo se i giallorossi non fanno pokerissimo. L’ultimo cambio effettuato da Spalletti ha visto l’ingresso in campo di Dzeko, per tenere maggiormente il pallone nella metà campo viola e per permettere alla tifoseria romanista di omaggiare con la standing ovation la seconda doppietta casalinga consecutiva di Mohamed Salah. I viola, dal canto loro, sono stanchi per aver giocato il turno precedente 48 ore dopo i giallorossi e gli infortuni di Borja Valero e Vecino hanno costretto Paulo Sousa a far 2 cambi già nella prima frazione di gioco, togliendogli anche qualche variazione tattica dalla panchina. Sfortuna e qualche decisione arbitrale hanno contributo a non far rientrare in partita i toscani ma in questo incontro la Roma ha dimostrato di esser più forte, come ha ammesso lo stesso tecnico portoghese a fine match. L’ultima mezz’ora dell’incontro è pura accademia con i padroni di casa in pieno controllo e la Fiorentina non in grado di raddrizzare un risultato totalmente compromesso. Sousa prova anche la carta Mati Fernandez al posto di uno spento Ilicic ma la differenza non si nota. L’unico giocatore viola in grado di creare scompiglio alla retroguardia di Spalletti è l’ex Barcellona Tello, dotato di buon dribbling ma soprattutto di uno scatto bruciante nel breve. Kalinic resta incastrato nel morsa di Rudiger e Manolas ed i compagni lo servono poco e male. Molto fumosi Bernardeschi ed Alonso, sufficiente la prova di Vecino prima e Badelj poi, meno quella di Tino Costa, non ancora entrato nei meccanismi di Paulo Sousa. Borja Valero era il vero spauracchio per la formazione giallorossa ma ha dovuto alzare bandiera bianca al 29’ anche se erano già da 5-6 minuti che non giocava più con la stessa fluidità di prima del contrasto con El Shaarawy, che andava probabilmente punito con un cartellino giallo. Eccezion fatta per l’incolpevole Tatarusanu, il resto della difesa viola ha dimostrato il perché la Fiorentina in questi anni non riesce ad esser competitiva per le posizioni Champions. Roncaglia è un marcatore duro ma non sempre attento, Astori e Gonzalo Rodriguez hanno un buon piede e sono bravi ad impostare l’azione ma in marcatura hanno lacune piuttosto importanti (vedi il retropassaggio errato dell'ex giallorosso che serve Perotti che prende il palo a tu per tu con Tatarusanu), che la velocità e la tecnica del trio offensivo giallorosso ha fatto risaltare. La Roma vista con la Fiorentina regala una gioia infinita ai propri tifosi ma aumenta i rimpianti per una stagione che poteva esser trionfale o quantomeno di grande esaltazione. Oltre ad esser molto concreti, i giallorossi sembrano aver chiuso a chiave la difesa (amnesia dei singoli escluse), ridato vigore a giocatori che sembravano dei pensionati come Keita, riportato a livelli straordinari giocatori di classe purissima come Salah e Pjanic e l’intervento sul mercato di gennaio ha prodotto dei vantaggi enormi con gli innesti di El Shaarawy e Perotti, sempre più nel vivo di questa squadra. Quando tutto gira per il meglio, Florenzi terzino destro è un valore aggiunto poiché poco deve fare in fase di non possesso palla, se non prestare attenzione al suo dirimpettaio e dare continuità alla spinta offensiva, sulla falsariga di quanto visto fare da Maicon con Sassuolo ed Empoli. Questa Roma spallettiana è molto più cinica di quella della prima era del mister toscano (certo, la qualità superiore in alcuni giocatori aiuta), c’è un maggiore dinamismo ed il modo di giocare ricorda molto il Barcellona dell’epoca di Guardiola, con alcune differenze dovute alla classe immensa di molti interpreti blaugrana. Qualcuno comincia a parlare di secondo posto ma gli uomini di Spalletti sembrano ben concentrati a voler aumentare il più possibile il vantaggio sulle inseguitrici al terzo posto ed una volta messo al sicuro l’obiettivo minimo, si potrà pensare a guardare più in alto. I dettami di Spalletti sono molto chiari sia in campo che nelle interviste pre e post-match dei giocatori e se i ragazzi continueranno a seguirlo, i tifosi romanisti potranno divertirsi davvero tanto da qui al termine della stagione ma soprattutto in quelle future.

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