In punta di penna

Una Roma tosta, sciupona ma vincente

condividi su facebook condividi su twitter 03-10-2016

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Una Roma tosta, sciupona ma vincente

La più bella Roma della stagione batte l’Inter di De Boer. I giallorossi superano i nerazzurri per 2-1 con una buona prestazione di squadra sia dal punto di vista tecnico che caratteriale. Non è ancora una squadra perfetta ma questa è la strada giusta. Spalletti torna al suo vecchio amore: il 4-2-3-1 con Florenzi alla Perrotta ed una difesa più compatta di quella vista sinora in campionato. Con l’Astra Giurgiu, la difesa romanista ha fatto le prove generali per la gara contro gli uomini dell’ex mister dell’Ajax e, a parte qualche amnesia da rivedere, i miglioramenti sono stati evidenti. La partita è sembrata più da calcio inglese che da serie A soprattutto perché le 2 formazioni non hanno pensato a fare tatticismi estremi, come sempre accade nel nostro campionato, ma hanno provato a ribattere colpo su colpo all’avversario. Ogni minuto c’era un’azione da gol e tutti coloro i quali hanno visto il match si sono divertiti. La Roma ha riproposto Szczesny tra i pali (ormai è ufficialmente lui il portiere per la serie A ed Alisson quello di coppa), linea a 4 con Bruno Peres che aveva licenzia di attaccare, Manolas e Fazio coppia centrale, col primo chiamato a marcare in prima battuta Icardi ed il secondo ad aiutarlo in caso di necessità e Juan Jesus bloccato dietro per impedire che Candreva potesse prendere spazio e velocità. A centrocampo, si è rivisto il miglior De Rossi accanto ad un monumentale Strootman, che ha rubato moltissimi palloni e fatto ripartire la manovra esattamente come nel primo anno in Italia. Davanti, Florenzi sulla trequarti ha corso tantissimo e ha aiutato molto il centrocampo ma è stato bravo anche negli inserimenti senza palla, peccato che sotto porta è mancato in lucidità nel momento decisivo. Buona la prestazione di Salah e Perotti ma l’egiziano continua a litigare con il gol e sbaglia occasioni clamorose che però ha quasi sempre il merito di procurarsi da solo o quasi. L’ex Fiorentina è l’artefice dell’inizio della manovra per l’1-0 dei giallorossi: il suo passaggio nello spazio e con i giri giusti per Bruno Peres dà il la al vantaggio romanista con Dzeko bravissimo ad andare finalmente a farsi vedere sul primo palo da bomber di razza e poi segna con il tallone come solo i giocatori di gran classe sanno fare. Proprio il centravanti bosniaco è l’argomento di discussione principale nella Capitale (Totti a parte, ovviamente) perché è considerato da molti un giocatore quantomeno sopravvalutato e perché davanti alla porta sbaglia troppe occasioni da gol. I numeri di quest’anno, però, dicono che è ad una sola rete dalla vetta classifica marcatori e senza rigori. La Roma ne ha battuti 5 e se li avesse trasformati lui, ora starebbe a 10 gol stagionali dopo 7 partite ma si parlerebbe comunque di quelli che sbaglia. De Rossi, dopo la rete del vantaggio, ha rimproverato proprio questo ai critici “ad oltranza” del compagno di squadra con parole forse troppo forti ma frutto dell'adrenalina del momento e che colpiscono nel segno. Lo stesso numero 16 della Roma ha difeso anche gli ultras romanisti (nel caso specifico anche laziali) che protestano contro le barriere e le restrizioni nelle curve, che poco hanno a che vedere con l’ordine pubblico ma generano solo lontananza dagli stadi e malumore nella gente comune. Per quanto riguarda la gara, finalmente si è vista la Roma di Spalletti. Per la prima volta in stagione, i giallorossi hanno mostrato pregi e difetti tipici del calcio del tecnico toscano: sovrapposizioni, gioco veloce ed armonico, ricerca dello spazio ed azioni da gol a ripetizione non tanto per invenzioni del singolo quanto perché imparate a memoria. L’esemplificazione di tutto questo è la rete dell’1-0 ma non solo. Le verticalizzazioni per Salah, il continuo movimento del pallone da una zona all’altra del campo con la palla a terra per liberare il compagno per un passaggio in profondità o per il tiro, come accaduto quando Perotti ha calciato di poco a lato o Juan Jesus ha mandato in porta Florenzi, che ha calciato fuori, sono tutti dettami tattici puramente di marca spallettiana e rivederli fa sempre piacere. I problemi ci sono ancora ed è inutile negarlo, soprattutto in fase difensiva. La prova dei singoli difensori è più sufficiente con un picco verso l’alto per Manolas ma i movimenti di squadra sono ancora rivedibili così come rivedibili sono i compagni degli altri reparti che poco aiutano gli esterni. Se di fronte hai Candreva e Perisic, non ti puoi permettere di lasciarli 1 contro 1 col diretto avversario perché ne uscirai quasi sempre perdente. Perotti e soprattutto Salah devono mostrare più spirito di sacrificio, quello profuso da El Shaarawy quando è entrato in campo. Il pareggio avrebbe avuto il sapore della beffa per l’ottimo primo tempo ma nella ripresa i nerazzurri si sono impossessati della metà campo romanista poiché alcuni giocatori erano un po’ stanchi e ad esempio, Florenzi-Nainggolan era una sostituzione che poteva esser fatta una ventina di minuti prima del 88’. L’Inter ha mostrato di avere ottime individualità dal centrocampo in su ma dietro soffre in particolare quando Miranda fatica a comandare il reparto e si affida troppo al suo portiere Handanovic, certamente uno dei primi 3 del nostro campionato. Importanti gli acquisti di Joao Mario e Banega, che hanno dato fosforo e classe al centrocampo nerazzurro e davanti Perisic, Candreva ed Icardi sono un trio offensivo pericolosissimo. Il centrocampista argentino è arrivato a Milano dal Siviglia a parametro 0 e si sta imponendo anche in Serie A e poteva esser il sostituto perfetto di Pjanic a basso costo ma ad alto rendimento. L’innesto di Ansaldi darà sostanza alla difesa quando sarà in perfette condizioni ed i nerazzurri potranno dire la loro in questo campionato, forse non per lo scudetto ma saranno avversari da considerare per gli altri 2 posti Champions. Il passaggio a vuoto del Napoli a Bergamo ha allontanato i partenopei dalla vetta e ha avvicinato proprio i giallorossi, che ora distano un solo punto dalla seconda piazza e dopo la sosta andranno al San Paolo per tentare il sorpasso. Se la Roma avrà imparato la lezione, potrà giocarsela alla pari contro la formazione di Sarri e cercare di rimanere in scia in attesa che si assesti la difesa anche con i ritorni di Rudiger, Vermaelen e Mario Rui ed a quel punto, la lotta al secondo posto si farebbe interessante. A patto che la Roma non si smarrisca più in trasferta come in queste prime 3 gare esterne.

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