Inside International Football

BRASILE 2014, CI SIAMO. Ecco l'Italia di Prandelli

condividi su facebook condividi su twitter 07-06-2014

| | Commenti →
BRASILE 2014, CI SIAMO. Ecco l'Italia di Prandelli

L’Italia è partita per il Brasile. Tra una settimana gli azzurri di Cesare Prandelli esordiranno contro l’Inghilterra in un mondiale che si preannuncia tutto in salita. Potremmo ribattezzarla la coppa del mondo degli illustri assenti: mancheranno Ibrahimovic, Ribery, Reus, Falcao, Llorente, Tevez, Cambiasso, Isco, Carvajal, Borja Valero, Callejon, Terry, Ferdinand, Ashley Cole, Rossi, Totti, Toni e molti altri campioni protagonisti nei loro club ma che per infortuni, scelte tecniche o mancata qualificazione della propria nazionale, non ci saranno. La nazionale azzurra non potrà contare su Montolivo, infortunatosi contro L’Irlanda del Nord ma fedelissimo di Prandelli e, come detto, nemmeno su Giuseppe Rossi, Totti, Toni oppure su Destro, Gilardino, Santon, Criscito, tutti scartati dal commissario tecnico italiano.

Questa è la prima notizia per quanto riguarda la rosa dei 23 che rappresenteranno i nostri colori nella patria del calcio per eccellenza. Prandelli ha molto puntato sul suo codice comportamentale e su un gruppo che ritiene possa dargli garanzie sufficienti per “sconfiggere i più forti, pur non essendo la nostra nazionale la più forte”. Entriamo allora nel merito di queste scelte: in porta la certezza è Gigi Buffon, portiere e capitano dell’Italia. Dietro di lui, Salvatore Sirigu ha una costola rotta ma se dovesse recuperare, sarebbe una validissima alternativa. Il terzo portiere sarà Mattia Perin, giovane portiere in forza al Genoa, che ha vinto il ballottaggio nei confronti di Antonio Mirante, comunque convocato in caso di forfait di Sirigu. Molti dubbi invece hanno lasciato le convocazioni negli altri reparti. La difesa sarà composta sugli esterni da De Sciglio, Darmian ed Abate, tutti scuola Milan ed in grado di giocare su entrambe le fasce ma nessuno dei 3 mancino. Al centro ci saranno gli juventini Barzagli, Bonucci e Chiellini più l’argentino naturalizzato italiano Paletta. Proprio la convocazione del parmense ha generato delle perplessità. Il punto non è la validità del giocatore quanto il suo status di oriundo. Molti si sono chiesti se Astori o Ranocchia, convocato anche lui come riserva poiché Barzagli non è al meglio, non potessero fare ugualmente al caso della nostra nazionale, da sempre famosa per i suoi difensori.

A centrocampo i convocati sono: Pirlo, Marchisio e De Rossi, indiscutibili ed indiscussi, più Aquilani, da sempre a rischio infortunio, Parolo, giocatore affidabile ma non certo una prima scelta, Verratti, giovane dal talento purissimo ma che pare esser stato chiamato più per sostituire Montolivo che non per reale convinzione del ct, Thiago Motta, altro oriundo di origine brasiliana e certo non un fuoriclasse e Candreva, autore di un’ottima stagione in maglia biancoceleste. Davanti ci saranno il capocannoniere dell’ultima serie A, Ciro Immobile, la fantasia rappresentata da Antonio Cassano, l’imprevedibilità che speriamo sia al servizio della squadra di Mario Balotelli, la freschezza di Lorenzo Insigne e la velocità di Alessio Cerci. Prandelli punta molto su Balotelli, chiedendogli giocare molto in area di rigore ed essere un punto di riferimento per il fronte d’attacco. La domanda sorge spontanea: chi meglio di Luca Toni può fare questo lavoro? Perché chiedere a Balotelli di giocare in maniera totalmente diversa da come sa? Stesso discorso per Ciro Immobile. Il napoletano, appena acquistato dal Borussia Dortmund, è un giocatore bravo in area di rigore ma che ama partire lontano dalla porta. In Italia, oltre a Toni, questo ruolo lo sa fare bene Mattia Destro ma anche qui il commissario tecnico azzurro ha fatto altre scelte. Vedremo se sarà premiato nelle gare che affronterà l’Italia. Nell’ultima conferenza stampa prima di partire per il Brasile, Prandelli ha detto che vuole una nazionale “incosciente” ed in grado di battere anche le avversarie sulla carta più forte.

Un altro quesito viene alla mente: solitamente, l’incoscienza non è una caratteristica dei giovani? Allora per quale motivo riproporre Cassano invece di Destro o non affidare le chiavi del centrocampo a Marco Verratti ma relegarlo al ruolo di gregario? Da un punto di vista tattico, l’incoscienza e la spregiudicatezza sono spesso sinonimi ed allora viene strano immaginare un’Italia con 5 centrocampisti e Balotelli come unica punta. Le contraddizioni di Prandelli sono leit-motiv da quando è l’allenatore degli azzurri ma bisogna riconoscere che, nonostante una pessima finale degli europei, Prandelli è sempre riuscito a portare ottimi risultati pur con un gioco rivedibile e con atteggiamenti non sempre condivisibili. La spedizione azzurra parte senza i favori dei pronostici ma il discorso fatto storicamente per la Germania, cioè quello di arrivare quasi sempre in fondo alle competizioni, può essere allargato anche all’Italia.

Obiettivo minimo per considerare il mondiale positivo: i quarti di finale. 

 

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom