Pillole di saggezza

Dzeko flop...anzi no

condividi su facebook condividi su twitter 03-12-2015

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Dzeko flop...anzi no

Nella giornata di ieri sono due le opinioni di noti giornalisti che mi hanno particolarmente colpito, si parla in generale della crisi, speriamo momentanea della Roma, e nello specifico dei bomber del campionato. Ivan Zazzaroni, dalle frequenze di Radio Radio  sintetizza il suo pensiero in questo modo: “Fra i problemi della Roma Dzeko occupa l'ultimo posto. I giallorossi devono risolvere le cose in difesa, i gol li fanno sempre” – il giornalista della domenica sportiva, non dimentica il vero valore del centravanti bosniaco della Roma, spostando il focus su quelli che ritiene essere i principali problemi della squadra guidata da Rudi Garcia, ovvero la difesa ed i tanti gol incassati nelle 14 partite di campionato e nelle 5 di Champions League.

Discorso diverso per Fabrizio Bocca di Repubblica, la sua analisi è più specifica sul valore reale del centravanti nel nostro campionato, partendo dal calcio mercato estivo arrivando ai numeri, ed i gol, realizzati da alcuni dei nostri bomber, in sintesi il pensiero di Bocca: “Ebbene, Eder a parte che è arrivato a 10 gol pur giocando in una Samp problematica, sono pochi, pochissimi quelli che reggono il confronto con l’esplosione dell’attaccante argentino del Napoli. Giusto Kalinic della Fiorentina tiene il passo, gli altri sono attaccanti almeno dimezzati rispetto a Higuain. Bacca del Milan è la controfigura di quello che faceva gol a raffica nella Liga e in Europa League, Dzeko della Roma non pervenuto, Perisic dell’Inter inconsistente. Per non dire che il protagonista dello scorso anno, Mauro Icardi, è scomparso.  Mandzukic s’è svegliato adesso e lo stesso Dybala, che pure è un fenomeno e ha dovuto combattere con la prudenza di Allegri, è a quota sei: la metà appunto di HiguainMagari se Sarri allenasse il Milan, la Roma, o l’Inter assisteremmo a raffiche di gol dei suddetti, ma non ne abbiamo la prova. Diciamo che la grandezza di Higuain e del Napoli è esaltata da rivali nelle peste per aver sbagliato le mosse decisive e direttamente proporzionale agli attaccanti costati pile di milioni e che ora fanno il compitino se non addirittura cilecca…”.

Bocca si dimentica che Higuain, grandissimo giocatore per carità, è stato pagato dal Napoli molti quattrini, in un periodo storico nel quale la squadra partenopea e le casse stesse del Napoli furono inondate dai molti euro arrivati dalla cessione di Cavani al PSG e che nello scorso campionato, proprio il talentuoso centravanti argentino fu la causa della non qualificazione della squadra di De Laurentis al turno preliminare di CL a favore della Lazio di Lotito, ricordate il rigore sbagliato? Ma soprattutto ricordiamo a Bocca, che la maggior parte dei centravanti, da lui menzionati, sono arrivati da pochi mesi nel nostro malandato campionato, che per carità non sarà equiparabile e prestigioso come la Premier o la Liga ma resta sempre una lega molto complessa e difficile almeno dal punto di vista tattico, con una qualità delle difese superiore a quelle di altri campionati più famosi.

Partendo da questo assunto, molti campioni come Rudi Voeller e Michel Platini, non sarebbero mai diventati quei giocatori meravigliosi che poi negli anni hanno portato valore e gloria alla Serie A. Giocatori che furono bollati come bidoni dalla stampa (e dai tifosi) di quel periodo, che si rivelarono invece campioni con la C maiuscola. 

Analizzando poi i numeri di Edin Dzeko vorremmo soffermarci sul fatto che il campione, ex citizens, in questa prima fase della stagione, composta da un totale di 14 partite di campionato e da 5 di Champions League, disputate dalla Roma, ha realizzato 5 reti e due assist decisivi, scendendo in campo in 16 partite (12 di Serie A + 4 di CL) per un totale di 1.190 minuti giocati; oltre ad una rete siglata con la sua nazionale nel match contro l’Irlanda il 13 novembre; ma soprattutto che alcune di queste gare (almeno quelle giocate tra fine ottobre e ½ novembre) furono viziate dal fatto che lo stesso Dzeko rientrò in campo dopo quasi un mese di stop dovuto alla “rottura parziale del legamento collaterale mediale del ginocchio” avvenuto nella gara casalinga contro il Carpi

 

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Aureliano71 03/12/2015 - Ore 14:44

Bocca analizza le situazioni del calcio in modo sempre un po' troppo superficiale. Secondo me non vede mai le partite a differenza di Zazzaroni.

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