Pillole di saggezza

Moratti e le Sensi, così vicini eppure così lontani

condividi su facebook condividi su twitter 01-10-2016

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Moratti e le Sensi, così vicini eppure così lontani

GABRIELE NOBILE - Sorprende che alla vigilia di Roma-Inter il focus dei giornali e dei media in generale sia puntato sul passato anziché sul presente. Tra ieri ed oggi si è consumata una scorpacciata di revival con le dichiarazioni dell’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti, che ha scelto di parlare (ieri) con Mediaset ed oggi con la Gazzetta dello Sport, mentre la sig.ra Maria Sensi ha scelto l'emittente Radio Radio e, in serata, sono arrivate anche le parole della figlia Rosella direttamente sulla sua “fan page” di facebook, entrambe in seguito riprese sui media nazionali.  Si possono notare delle differenze sostanziali e di approccio tra quelle che sono le dichiarazioni di Moratti e delle Sensi: l’ex patron nerazzurro usa toni morbidi, ponendosi nella condizione migliore, ovvero quella di proporsi per rientrare nell’Inter, svelando che la nuova proprietà cinese stia facendo pressioni per rivederlo nell’organigramma del club: «Se il gruppo Suning mi chiedesse di tornare presidente? Me l’hanno già chiesto. È sempre un onore e un privilegio essere il presidente dell’Inter ma non so cosa risponderei. Ho nostalgia del sentimento dei tifosi» Diverso l’approccio di Maria Sensi che utilizza lo strumento mediatico per gettare benzina sul fuoco rivolgendosi in maniera polemica nei confronti del capitano del club giallorosso per il mancato invito di sua figlia Rosella al mega party dove Totti ha festeggiato i suoi “primi” 40 anni: “Totti come uomo mi ha deluso, deve assumersi le sue responsabilità e non sentire altri che impongono certe cose (…) una persona si dovrebbe assumere certe responsabilità, soprattutto perché a quarant'anni si è uomini e non più ragazzi. Totti ha dato tantissimo alla Roma, ma anche la famiglia Sensi. E’ il terzo o quarto errore che fa nei confronti della mia famiglia, non è venuto nemmeno quando l’associazione benefica di mia figlia lo ha invitato e lui non si è presentato: raccogliamo il sangue per chi ne ha bisogno, mi è dispiaciuto che non si sia presentato". Polemica poi stemperata dall’intervento della stessa figlia che attraverso una nota social, ha voluto minimizzare quanto detto dalla mamma poche ore prima: “Comprendo le parole di amarezza di mia madre che manifestano tutto l'affetto che da sempre ha avuto per lui.  Il nostro rapporto si è sempre basato su un affetto imprescindibile che è sempre andato oltre l'aspetto professionale. Ora pensiamo a vincere perché è questo che con Francesco e la mia famiglia abbiamo sempre voluto e per cui abbiamo sempre lottato e per cui ci abbiamo messo tutti noi stessi: la nostra amata Roma”.

Senza entrare nel merito di quanto sia Moratti che la famiglia Sensi abbiano rappresentato nella storia dei rispettivi club, entrambi certamente degli eccellenti protagonisti della storia recente che hanno  contribuito in maniera decisiva alla crescita ed ai successi dei due team di Milano e Roma, ci sorprende e, giornalisticamente ci stuzzica, provare a cercare alcune differenze nel modo di esternare i loro pensieri.  Massimo Moratti si è sempre posto nella condizione di potersi rendere utile alla causa nerazzurra, spesso anche in maniera critica, ma sempre e comunque senza prevaricare il confine tra il suo ruolo attuale da spettatore di lusso con quello del nuovo management orientale, mentre la Sensi (madre e figlia) almeno fino a prova contraria, mai si sono espresse positivamente sul nuovo corso americano, anzi, non hanno mai perso l’occasione di dedicare a Pallotta ed ad altri membri della cordata americana, frecciatine impietose e decisamente poco eleganti, arrivando addirittura a coinvolgere il loro “figliol prodigo” Francesco Totti, tirandolo dentro in polemiche che probabilmente non servivano a nessuno.  

Di contro e per onestà, nella similitudine tra le due grandi famiglie, pesa sicuramente anche il diverso approccio delle nuove proprietà, con la Suning e prima ancora con Erick Thohir  che hanno sempre fatto sentire importante Moratti, dedicandogli quell’attenzione che James Pallotta non è mai andato a ricercare nel rapporto con la signora Sensi e la figlia Rosella. In questo caso forse sarebbe un bel gesto se l’uomo di Boston e massimo dirigente romanista, facesse il primo passo, cancellando tutte le incomprensioni del passato

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