Pillole di saggezza

Roma, quando la critica supera l'immaginazione

condividi su facebook condividi su twitter 30-03-2016

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Roma, quando la critica supera l'immaginazione

GABRIELE NOBILE - La critica, anche quella aspra, al management della proprietà americana, fa parte della normalità in questa città. Capita ormai da almeno 5 anni: radio, giornali, tifosi da social. Tutto giusto, come il fatto che in questo quinquennio la società guidata da James Pallotta non ha alzato nessun trofeo anche se è in buona compagnia, visto che dal 2011 anche Inter e Milan, almeno allo stato attuale non hanno vinto neanche la “coppa del nonno”.

Certo i 2 secondi posti in campionato e la partecipazione alle ultime 2 edizioni di Champions League non mitigano gli insuccessi del club di piazzale Dino Viola, come il fatto che ad ottobre 2016 la Roma stessa sarà la secondo squadra, dopo la Juventus, come fatturato complessivo. Numeri e discorsi che poco appassionano i tifosi giallorossi che vorrebbero alzare qualche trofeo e non sentirsi gratificati da numeri e bilanci che sono argomenti più da commercialisti.

Tutto giusto, ma leggere i giornali ed ascoltare alcune radio in questi giorni che sono di avvicinamento al derby di domenica prossima, fa riflettere. Sembra infatti che la Romanon abbia alcun tipo di futuro, con metà della rosa, già sul mercato: Nainggolan già al ChelseaManolas all’ArsenalPjanic tra PSG e Real Madrid e così via. Si analizzano in maniera superficiale quelle che potrebbero essere alcune operazioni in entrata e si evidenziano alcuni fallimenti ed errori del DS dimissionario Walter Sabatini, per alcuni giocatori da riscattare ed altri di ritorno dai vari prestiti,  senza ancora avere la controprova  di quello che molto probabilmente accadrà, ovvero che l’istrionico Sabatini, come ha sempre fatto nei 5 anni precedenti, piazzerà questi stessi giocatori in esubero ad altri club senza influire sulle casse della Roma…anzi

LjajicIturbeDoumbia e magari lo stesso Ibarbo rientrano tra quei giocatori che, secondo i media cattivi, non avranno un futuro e saranno un peso per la Roma e per i suoi bilanci. Senza entrare nei singoli casi, vorremmo ricordare ai più che Ljajic ha un suo mercato bene specifico e che la Roma ha abbondantemente  ammortizzato il suo cartellino, che Iturbe era stato acquistato proprio perché era un crack di quel mercato 2014 e che tutti i club (Juve compresa) si erano tuffate sul talento paraguaiano: ok non è riuscito ad esprimere il meglio di se con la maglia della Roma e con quella del Bournemouth in Premier, ma ritenerlo un giocatore finito è forse eccessivo. Doumbia una squadra la troverà, forse tornando a calcare i campi gelidi in Russia. Discorso a parte per Ibarbo: è verissimo che il colombiano è stato strapagato, ma al tempo stesso andrebbe considerato che il cartellino dell’ex Cagliari rientra nel vorticoso giro relativo alla compravendita di Nainggolan e pazienza se la cessione del povero Ibarbo creerà una consistente minusvalenza (una delle rare eccezioni per la gestione firmata da Sabatini) ricordiamoci sempre che spesso il fine giustifica i mezzi e questo vale anche per chi, come Sabatini, aveva come obbiettivo di portare nella capitale un talento come Nainggolan e strapparlo alla Juventus che aveva puntato fortissimo sul nazionale Belga.

Leggendo gli stessi giornali ed ascoltando alcune di queste radio, sembra che alcune delle squadre competitor dei giallorossi come il Milan, l’Inter il Napoli viaggino verso un futuro meravigliosamente positivo, se paragonato a quello del club di Trigoria. Il Napoli non venderà nessuno e si terrà il suo diamante Higuain, il Milan sta già programmando una campagna di rafforzamento incredibile con il ritorno del figliol prodigo Ibra, con l’Inter che si affiderà al suo allenatore manager Roberto Mancini che sta tentando di convincere giocatori del calibro di Benzema & co, senza ricordare ai più che proprio lo stesso Mancini ha montato e rimontato la rosa dei nerazzurri attraverso operazioni di calciomercato molto costose e poco redditizie, che il club di Berlusconi sta ancora aspettando i soldi di mr. Bee e che nel frattempo ha speso tanti di quei quattrini per giocatori ed allenatori (Mihajlović  docet) che hanno portato il Milan in posizioni di classifica ben distanti dalla zona Champions. Sul Napoli e su Higuain vorremmo aspettare la fine della stagione, qualche “uccellino” ci racconta di come il fuoriclasse argentino sia ben distante dal rinnovare il contratto con il club di Aurelio De Laurentis per essere messo sul mercato come pezzo pregiatissimo.

Discorso a parte vale per la Juventus: il club di Torino esce da ogni classifica. Da quando la squadra è guidata da Andrea Agnelli e dal binomio Marotta-Paratici non hanno sbagliato una mossa, con un calcio mercato bene equilibrato ed i bilanci in forte ascesama soprattutto con una bacheca sempre più gonfia di trofei. 

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