Red Carpet

Walter Bukowski...

condividi su facebook condividi su twitter 12-11-2015

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Walter Bukowski...

(PIERO TORRI) - Amo Charles Bukowski. Quindi, amo Walter Sabatini. Forse perché amo la follia che è l'esatto opposto della banalità. Bukowski amava le donne, l'alcool, le corse dei cavalli. Uolter, come lo chiamava Luis Enrique, ama le donne, la nicotina, le corse inseguendo un pallone. I due, in più, hanno anche una certa rassomiglianza fisica, la barba incolta, lo sguardo intelligente, i tratti del vizio. E poi c'è quella sensazione di fregarsene del mondo, di giustificata presunzione, di coraggio nel dire le proprie idee, di piacere nello sfruttare il potere delle parole, chissenefrega se bisogna buttarla giù dura e più di qualcuno si offenderà.

Ogni volta che lo vedo o lo ascolto, Sabatini mi fa sempre tornare in mente Bukowski. E' stato così anche stavolta. Dopo una vita di nevrastenici e forzati silenzi, è tornato a far sentire la sua voce, a rivendicare il suo ruolo di direttore sportivo della Roma, a spiegare, magari solo in parte, il mercato di ieri e quello di domani, a spedire frecciate, soprattutto a qualche giornalista, che i diretti interessati non vi diranno mai che ne hanno avvertito la punta acuminata.

A dare, pure, tra le righe, una serie di notizie che da uno come lui nessuno si aspetterebbe. Che la Roma a gennaio sostanzialmente non tornerà sul mercato. Che Benatia rimarrà a Monaco di Baviera. Che il prossimo anno ci sarà un altro portiere, per il polacco non sarà facile convincere Wenger, quindi il portiere del futuro lo ha già preso. Che Totti tornerà tra un mese. Che a gennaio potremo probabilmente rivedere in campo Strootman. Che Gerson quando arriverà all'inizio del prossimo anno, potrebbe pure rimanere a Trigoria a scuola di Roma per quattro mesi. Che proverà a riscattare Ucan. Che DoumbiaCina o non Cinagli restituirà i soldi con gli interessi. Che Castan è un giocatore destinato a riprendersi la Roma. Che Iturbe deve ritrovare il suo calcio adolescenziale e che a gennaio preferirebbe non darlo via, in caso contrario arriverebbe un esterno offensivo. Che il mercato lo fa lui ed i summit a Boston in sua assenza sono poco plausibili. Che De Rossi urlando il nome dei suoi compagni in tribuna ha dato il segnale inconfutabile di una stagione molto diversa dalla precedente. Che Maicon è incommensurabile. Che Rudiger è un nazionale tedesco e Gyomber slovacco. Che Emerson Palmieri è il vice Digne. Che Dzeko lo vorrebbero tutti. Che su Gervinho ha avuto ragione Garcia e lui è stato contento di dargli retta per la seconda volta. Insomma, ha difeso la sua squadra, che Uolter considera il primo dovere di un direttore sportivo.

Ha detto una valanga di cose. Non nascondendosi mai dietro le parole. Non lo ha fatto neppure sulla questione curve che poi, potete scommetterci, sarà l'argomento di cui si discuterà maggiormente soprattutto da parte di chi, e non sono pochi, non vuole bene a questa Roma. Se non altro perché Uolter non ha fatto sconti, non ha usato quella diplomazia che del resto non gli appartiene, non ha cercato vigliacche scorciatoie. Ha detto quello che pensa. Cioè che il suo rapporto con la curva è cambiato, certamente non in meglio, da quando i suoi giocatori, la sua Roma, furono chiamati sotto la curva per essere insultati e presi a sputi. Arrivando a dire che quello è stato il momento più basso della sua esperienza romanista. Parole chiare, senza ritorno, quelle che sono esclusiva delle persone con la schiena dritta, indipendentemente se si è d'accordo o meno con loro.

Anche per questo sono felice di cominciare questa rubrica stendendo il “red carpet” a Charles, Uolter, Sabatini

Fonte: a cura di Piero Torri

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giampaolo 12/11/2015 - Ore 11:55

Condivido tutto!!!!

Michele Bianchi 12/11/2015 - Ore 14:22

Piero Numero 1 semplicemente..

Andrea Pasquali 12/11/2015 - Ore 15:04

Immenso Piero...articolo bellissimo

GIANLUCA 12/11/2015 - Ore 21:31

TUTTO OK.GIUSTO!

Andrea P. 13/11/2015 - Ore 12:02

Brava INSIDE ROMA a dedicare una rubrica alle perle di Piero.

Alfredo 13/11/2015 - Ore 12:29

Ciao Piero, complimenti per il tuo articolo....adesso possiamo leggerti..oltre che ascoltarti in radio e vederti in tv !!!!

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