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L'analisi del bilancio 2015-16 di AS Roma: plusvalenza di Pjanic necessaria per il Settlement Agreement

condividi su facebook condividi su twitter 17-10-2016

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L'analisi del bilancio 2015-16 di AS Roma: plusvalenza di Pjanic necessaria per il Settlement Agreement

LUCA MAROTTA - L’esercizio 2015/16 di AS Roma SpA è stato condizionato dal Settlement Agreement stipulato con l’UEFA in data 8 maggio 2015 e che fissava un Aggregate break-even result per il periodo 2014/15-2015/16 di 30 milioni di Euro. Per raggiungere l’obiettivo è apparsa decisiva la plusvalenza di € 28.272.000 realizzata con la cessione di Pjanic alla Juventus.

Il Bilancio consolidato al 30 giugno 2016 di AS Roma Spa si è chiuso con una perdita netta di € 13,98 milioni (€ -41,16 milioni nel 2014/15) e con un Patrimonio Netto negativo per € 117 milioni (€ -102,3 milioni nel 2014/15).

L’indebitamento finanziario netto, è aumentato al 30 giugno 2016 a 192,8 milioni di Euro, rispetto ai 142,3 milioni di Euro al 30 giugno 2015. Sono stati determinanti, le cessioni di diritti pluriennali alle prestazioni sportive di alcuni calciatori, come Romagnoli, Destro e Gervinho, oltre a quella di Pjanic.

Per l’esercizio 2016/17 la gestione aziendale, dovrà contare anche sul supporto dell’azionista di riferimento, che consentirà di reperire adeguate risorse finanziarie per continuare la normale operatività. Infatti, dopo la conclusione dell’esercizio 2015/16, l’azionista di riferimento ha già effettuato versamenti in conto futuro aumento di capitale per complessivi 57,2 milioni di Euro, che hanno permesso alla Società di fare fronte ai propri fabbisogni derivanti dall’attività operativa e dagli investimenti effettuati, e di pagare regolarmente le retribuzioni dovute ai tesserati e le imposte correnti.

Tali versamenti hanno altresì determinato un incremento del Patrimonio netto rispetto a quanto registrato al 30 giugno 2016, che ha di fatto permesso alla Società di risolvere significativamente le problematiche generate nel corso del precedente esercizio.

Il Problema dell’Accordo transattivo con l’UEFA

Con il Club Financial Control Body dell’UEFA, in data 8 maggio 2015, AS ROMA SpA ha stipulato un “Settlement Agreement”, ossia un accordo transattivo. In sintesi, A.S. Roma SpA, dopo aver riconosciuto e ammesso lo “sforamento” per il periodo di monitoraggio 2014/15, si è impegnata ad avere un deficit aggregato di bilancio massimo di Euro 30 milioni per gli esercizi 2014/2015 e 2015/2016 e si è impegnata a raggiungere il Pareggio di Bilancio, inteso come surplus o come perdita nei limiti della soglia di tolleranza, per il periodo di monitoraggio della stagione sportiva 2017/18 (relativo agli esercizi 2014/15, 2015/16 e 2016/17).

Oltre a subire delle limitazioni nella Rosa per le competizioni europee, A.S. Roma si è impegnata a pagare una sanzione di 6 milioni Euro, che già è stata trattenuta, per la parte non condizionata, dai ricavi conseguiti per le competizioni UEFA, a partire dalla stagione 2014/15. La parte non condizionata ammonta a € 2 milioni. La parte condizionata pari a € 4 milioni, non sarà dovuta se saranno soddisfatte le condizioni previste nell’Accordo.

La continuità aziendale.

Il Regolamento del Fair Play Finanziario richiede che il bilancio consolidato sia certificato da un revisore esterno, e non presenti eccezioni relative alla continuità aziendale (‘going concern’).

Per Continuità Aziendale si può intendere la capacità di onorare gli impegni, ovvero l’attitudine dell’impresa a durare nel tempo.

La Società di Revisione BDO, nella Relazione al Bilancio Consolidato, non ha evidenziato rilievi nelle proprie Relazioni.

Per attestare i presupposti della continuità aziendale, il Consiglio di Amministrazione della Società ha predisposto un revised budget per l’esercizio 2016/17 che prevede che la gestione aziendale, anche con il supporto dell’azionista di riferimento, consentirà di reperire adeguate risorse finanziarie per continuare la normale operatività.

Dopo il 30 giugno 2016, e fino al 6 Ottobre 2016, l’azionista di maggioranza Neep ha già effettuato versamenti in conto futuro aumento di capitale per complessivi 57,2 milioni di Euro.

Tali versamenti hanno permesso di far fronte ai fabbisogni derivanti dall’attività operativa e dagli investimenti effettuati, e di pagare regolarmente le retribuzioni dovute ai tesserati e le imposte correnti. Inoltre, gli stessi versamenti hanno determinato un incremento del Patrimonio netto, che ha permesso alla Società di risolvere significativamente le problematiche generate nel corso degli esercizi precedenti.

Come già scritto nella Relazione al precedente bilancio 2014/15, gli Amministratori hanno evidenziato, che qualora servisse della liquidità il club potrebbe vendere alcuni calciatori importanti, il cui valore contabile è ampiamente inferiore al valore di mercato.

Pertanto, la società ed il Gruppo sono stati considerati in una situazione di continuità aziendale e su tale presupposto è stata redatto il bilancio.

Gli Amministratori hanno tenuto ad evidenziare che “l’azionista di riferimento, per il tramite della controllante Neep Roma Holding S.p.A., ad oggi non è mai venuto meno agli impegni assunti”.

Il Revised Budget.

Il Revised Budget, in genere, rappresenta una revisione del budget già approvato ed è redatto successivamente alla fase di programmazione ordinaria iniziale.

Il giorno 6 ottobre 2016, il Consiglio di Amministrazione di AS Roma SpA ha predisposto ed approvato il Revised Budget, che prevede che la gestione aziendale, anche con il supporto dell’Azionista di maggioranza, “consentirà di reperire adeguate risorse finanziarie per continuare la normale operatività”.

Per il 2016/17, il risultato economico previsto risentirà dei mancati proventi da UEFA Champions League, tuttavia, seppur evidenziando ancora una perdita, dovrebbe evidenziare un miglioramento.

Tuttavia, il risultato 2016/17 dipenderà in gran parte dai risultati sportivi conseguiti nel Campionato di Serie A, nella Uefa Europa League e nella TIM Cup, nonché dalle operazioni di calciomercato, dall’evoluzione dei ricavi commerciali, dai ricavi della biglietteria, e dall’andamento del costo del personale e degli ammortamenti.

Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, non si prevede una diminuzione dell’indebitamento.

Il perimetro di consolidamento.

L’area di consolidamento del bilancio consolidato comprende i bilanci della Capogruppo A.S. Roma S.p.A. che controlla le partecipate Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl, al 99,98%,  e ASR Media and Sponsorship Srl, all’11,34%. A sua volta, Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl controlla all’88,66%  ASR Media and Sponsorship Srl.

La Struttura Patrimoniale

La struttura patrimoniale mostra il prevalere delle passività sulle attività, con un patrimonio netto consolidato negativo. E’ presente una fortissima incidenza del valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari al 56%.  Il capitale circolante netto è negativo per 122,7 milioni di Euro.

 

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,75 (0,74 nel 2014/15), ciò vuol dire che il valore contabile dei beni risultanti dal bilancio non è sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei calciatori è superiore al valore contabile.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,48 (0,60 nel 2014/15), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.

Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.

Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,47, superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

Il Patrimonio Netto.

Uno degli indicatori del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario riguarda il Patrimonio Netto, che non deve essere negativo e qualora lo fosse, non dovrebbe evidenziare una situazione di deterioramento. Per quanto riguarda il bilancio consolidato 30 giugno 2016, il Patrimonio netto, comprensivo delle interessenze dei terzi, è negativo € 117 milioni. Oltre ad essere negativo presenta una situazione di deterioramento rispetto al 2014/15; infatti, nel 2014/15 il Patrimonio netto consolidato era negativo per 102,3 milioni di Euro.

Nel 2013/14 era negativo per 81,3 milioni di euro, nel 2012/13 era negativo per 66 milioni di euro, nel 2011/12 era negativo per  52,5 milioni di euro e nel 2010/11 era negativo per 44 milioni di euro. Il trend è quello di un Patrimonio Netto negativo in peggioramento, nonostante l’aumento di capitale.

La variazione rispetto all’esercizio precedente è stata negativa per € 14,7 milioni, a causa principalmente della perdita di 13,98 milioni di Euro, e alla riserva “Riserva utili (perdite) attuariali” che ha registrato una variazione negativa di 590 mila Euro per l’Attualizzazione IAS 19.

La “Riserva utili (perdite) attuariali” risulta negativa per 979 mila Euro (€ 389 mila nel 2014/15), e accoglie gli adeguamenti operati al Fondo benefici futuri ai dipendenti, determinato da professionisti esterni e qualificati in base al principio contabile citato.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione è negativo, a causa del patrimonio netto consolidato negativo.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.

I debiti iscritti in bilancio al 30.06.2016 ammontano a € 452 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 236,8 milioni.

Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,91, comunque inferiore alla soglia massima consentita del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

L’Indebitamento Finanziario Netto.

La Posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2016, è negativa per 170,3 milioni di Euro e risulta in peggioramento rispetto al dato 2014/15 che era negativo per 129,9 milioni di Euro.

La presenza di una posizione finanziaria netta negativa significa che i debiti finanziari pari a € 190,7 milioni superano le disponibilità liquide pari a € 8,7 milioni e i crediti finanziari pari a 11,7 milioni di euro.

L’indebitamento finanziario lordo, pari a 190,7 milioni di Euro (€ 176,6 milioni nel 2014/15), riguarda per la maggior parte il debito verso Unicredit SpA per € 162,6 milioni di euro, di cui € 13,4 milioni a breve termine, relativo al contratto di finanziamento sottoscritto nel mese di febbraio 2015;  € 17,9 milioni di euro, per finanziamenti bancari di breve periodo, nella forma di scoperti temporanei di conto corrente ed € 7 milioni, verso la controllante Neep Roma Holding S.p.A..

Il debito verso Neep Roma Holding S.p.A. ha come scadenza aprile-giugno 2018 e potrebbe fruttare interessi in futuro al raggiungimento di una predeterminata redditività da parte del Gruppo NEEP Roma Holding.

I crediti finanziari, pari a Euro 11,7 milioni, riguardano le riserve relative al contratto di finanziamento sottoscritto con Unicredit e Goldman Sachs nel mese di febbraio 2015.

Per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, in base all’art. 62 comma 4 del Regolamento, la U.E.F.A. può richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentano un indebitamento finanziario (inclusi i crediti/debiti verso società calcistiche per la campagna trasferimenti) superiore ai ricavi. L’indebitamento finanziario netto, derivante dalla differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide, aumentato del saldo tra crediti e debiti da calciomercato non deve superare il totale dei ricavi. Pertanto, alla posizione finanziaria netta bisogna aggiungere il saldo tra debiti e crediti verso squadre di calcio, che, rispettivamente, sono debiti e crediti di funzionamento.

 

I crediti correnti verso società di calcio ammontano a € 46,1 milioni, di cui € 32 milioni verso la Juventus. I crediti non correnti verso società di calcio ammontano a € 2,5 milioni. Il club verso cui la Roma vanta il credito è il Bologna.

I debiti correnti verso società di calcio ammontano a € 77.097.000 (€ 91.963.000 nel 2014/15), di cui € 13 milioni verso il Milan ed € 4,5 milioni verso il Fluminense. I debiti non correnti verso società di calcio ammontano a circa € 44,26 milioni (€ 17,8 milioni nel 2014/15), di cui € 9,6 milioni verso il Fluminense.

La posizione finanziaria netta negativa aumentata del saldo a debito verso squadre di calcio ammonterebbe a 243,4 milioni di Euro e risulterebbe superiore ai ricavi di esercizio.

La posizione finanziaria netta in rapporto all’EBITDA, che è positivo per € 66.289.000 (€ 11.617.000 nel 2014/15), nel 2015/16 migliora da 11,18 a 2,57. In altre parole, la differenza tra ricavi e costi operativi, senza considerare gli ammortamenti, determinatasi nel 2015/16, se si ripetesse negli anni successivi, riuscirebbe a rimborsare il debito netto in meno di tre anni. Tuttavia occorre ricordare che i ricavi operativi 2015/16, si giovano della partecipazione alla Champions League.

Rendiconto Finanziario

La gestione 2015/16 ha determinato un flusso monetario complessivo negativo per € 40.396.000, che ha determinato il peggioramento dell’indebitamento finanziario netto da € 129.917.000 a € 170.313.000.

Infatti, il risultato prima delle imposte è negativo per € 6.750.000; il Flusso Monetario da Attività Operativa è stato positivo per € 26,9 milioni; gli Investimenti netti in diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori hanno determinato un flusso di liquidità negativo per € 46,9 milioni, determinato da acquisti, cessioni e variazioni di debiti e crediti verso società di calcio; il Flusso monetario dell'attività di investimento è stato positivo per € 5.141.000 e il Flusso monetario da attività di finanziamento è stato negativo per € 18,3 milioni, a causa degli oneri finanziari.

Le attività finanziarie risultano diminuite di € 26.333.000 e il debito lordo risulta aumentato di € 14.063.000.

Altri Debiti.

AS Roma SpA, ai fini del Fair Play Finanziario non presenta problemi di “overdue payables”, perché gli Amministratori nella Relazione hanno scritto per quanto riguarda i Debiti Tributari che alla data di pubblicazione della Relazione Finanziaria Annuale “sono state regolarmente pagate imposte e ritenute correnti e rateizzate, e non risultano debiti tributari scaduti”; mentre, per quanto riguarda i Debiti verso Tesserati risulta corrisposta la retribuzione relativa alla mensilità di luglio 2016.

I debiti tributari, al 30 giugno 2016, risultano pari a € 17,8 milioni, di cui € 6.400.000 per IRPEF corrente per ritenute su emolumenti; € 5.774.000 per IVA corrente oltre a € 460 mila per IVA rateizzata ed € 5.208.000 per IRAP.

I debiti verso il personale ammontano a 21 milioni di euro (€ 22,8 milioni nel 2014/15). Gli emolumenti dovuti al personale tesserato sono pari a € 18.236.000 (€ 20.252.000 nel 2014/15), per le mensilità relative a giugno 2016 oltre ai premi. Gli emolumenti dovuti al personale dirigente e dipendente sono pari a € 2.812.000 (€ 2.622.000 nel 2014/15) e sono relativi alla mensilità di giugno, a residue ferie maturate e a quota parte della 13^.

I Debiti verso Istituti Previdenziali sono pari a 985 mila euro (€ 1.66 milionu di euro, al 30 giugno 2015).

Esistono dei contenziosi importanti come quello con ‘BASIC ITALIA’, che si trova allo stato iniziale e per il quale gli Amministratori ritengono che non sia possibile effettuare una previsione sull’esito.

Il Valore della Rosa

Il valore netto dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 192.592.000, nel 2014/15 era pari a € 134.709.000.

La variazione è stata causata da investimenti per € 125,9 milioni (€ 118,6 milioni nel 2014/15); da cessioni per un valore contabile netto € 21,5 milioni (€ 36,6 milioni nel 2014/15) e da ammortamenti per € 46,5 milioni (€ 36,4 milioni nel 2014/15).

Il valore di cessione dei calciatori è stato di € 98.113.000 (€ 73.048.000  nel 2014/15).

Dal punto di vista finanziario gli investimenti nella rosa calciatori al netto dei disinvestimenti e delle variazioni dei crediti e debiti verso società calcistiche ed enti di settore hanno inciso sui flussi di cassa per un importo pari a € 47.398.000 (€ 20.866.000 nel 2014/15).

Tra gli investimenti effettuati risultano capitalizzati € 4.066.000 (€ 13.607.000 nel 2014/15) per oneri accessori di diretta imputazioneper l’acquisizione dei diritti alle prestazioni sportive di calciatori, non condizionate alla permanenza degli stessi presso la Società. Al 30.06.2016, il costo storico di tali oneri, per i calciatori in organico è pari a 17.631.000 Euro (€ 20.307.000 nel 2014/15).

Gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei diritti pluriennali dei calciatori, è superiore al valore contabile.

Al 30 giugno 2016, tra i calciatori col valore residuo contabile più elevato ci sono 10 calciatori oltre il valore contabile residuo di  9 milioni di Euro, precisamente: Gerson per € 18,9 milioni; Salah per € 16.653.000; Dzeko per € 14.810.000; Iturbe per € 14.594.000 ed El Sharawy per € 13 milioni e Doumbia per € 11.434.000, Manolas per € 9.620.000 e Perotti per € 9.235.000; Rudiger per € 9,2 milioni e Nainggolan per € 9.011.000.

La Gestione Economica

La gestione economica registra, costantemente negli anni, il prevalere dei costi operativi sui ricavi operativi. Nell’ultimo esercizio, i Ricavi consolidati, al netto dei risultati della gestione operativa del parco calciatori, sono pari a € 219.429.000 (€ 180.626.000 nel 2014/15) e segnano un incremento del 21,5%. I Costi Operativi consolidati al 30 giugno 2016, sono pari a € 217,31 milioni (€ 196,66 milioni nel 2014/15) e segnano un incremento del 10,5% circa.

In definitiva, nel 2015/16, l’aumento dei costi operativi è risultato meno che proporzionale all’aumento dei ricavi operativi.

 

I Ricavi 

La composizione del fatturato di AS Roma non mostra una struttura equilibrata tra le varie fonti di ricavo, a causa della bassa incidenza dei ricavi commerciali, quindi è “teledipendente”, a questo si deve aggiungere che una parte dei proventi UEFA sono classificati tra i ricavi da gare.


I ricavi della Roma, come la maggior parte delle squadre italiane, dipendono principalmente dai diritti TV, che risultano pari a € 133,46 milioni (€ 102,8 milioni nel 2014/15) ed incidono per il 60,8%, con un incremento di € 30.642.000. Occorre dire che AS Roma, per quanto riguardi i proventi UEFA, contabilizza nei ricavi per diritti TV solo la quota parte del Market pool; mentre, la quota rimanente è considerata come ricavi da gare.

Pertanto, per quanto riguarda i diritti TV, la quota parte del Market pool riconosciuta per la partecipazione alla Champions League, ha fruttato € 48 milioni (€ 31.506.000 nel 2014/15). Inoltre, sono stati contabilizzati € 4 milioni, come conguaglio per la partecipazione alle competizioni UEFA nella stagione sportiva 2014/2015 (di cui € 3,9 milioni relativi alla Uefa Champions League ed € 100 mila alla Uefa Europa League). I proventi TV Serie A e di Tim Cup sono pari ad € 73 milioni (€ 63,7 milioni nel 2014/15). La commercializzazione della Library A.S. Roma e del canale tematico “Roma TV” ha fruttato rispettivamente ricavi per € 4,1 milioni (€ 3,5 milioni nel 2014/15), ed € 2,4 milioni (€ 1,7 milioni nel 2014/15). La commercializzazione dell’accesso al segnale delle gare casalinghe della squadra, ha determinato ricavi per € 1,5 milioni (€ 1,6 milioni nel 2014/15).

I ricavi da gare aumentano del 19,5%, precisamente di € 8,5 milioni, segnando la cifra di € 52,1 milioni (€ 43,6 milioni nel 2014/15). Tali ricavi incidono sul fatturato per il 23,8%.

Tra i ricavi da gare sono contabilizzati: il ‘participation bonus’ della Champions League per € 12 milioni (€ 8,6 milioni nel 2014/15); il ‘performance bonus’ per € 8,5 milioni (€ 2 milioni nel 2014/15), e i ricavi da biglietteria delle gare casalinghe di Champions League per € 8,5 milioni (€ 7,1 milioni nel 2014/15).

I ricavi da biglietteria delle gare di Campionato sono stati pari a € 9,5 milioni (€10,6 milioni nel 2014/15). I ricavi da abbonamenti della stagione sportiva 2015-2016, con circa 24.157 tessere, hanno determinato un ricavo di € 9,7 milioni (€9,8 milioni nel 2014/15 con 28.289 abbonamenti).

La Tim Cup ha permesso di incassare € 125 mila (€ 544 mila nel 2014/15), invece le amichevoli hanno permesso di ricavare € 3.779.000 (€ 2.507.000 nel 2014/15).

I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 5.064.000 (€ 5.060.000 nel 2014/15) e hanno un’incidenza del 2,3%, con una variazione positiva dello 0,1%. Tali proventi si riferiscono esclusivamente alla sponsorizzazione NIKE.

I proventi pubblicitari risultano in aumento da € 8.615.000 a € 10.633.000. L’incidenza sul fatturato è del 4,8%. I proventi pubblicitari sono inclusivi della vendita dei pacchetti “Premium Seats” dello Stadio Olimpico.

Gli Altri ricavi delle Vendite e delle prestazioni, risultano pari a € 5,4 milioni (€ 6,2 milioni nel 2014/15) ed incidono per il 3,3% sui Ricavi consolidati. Tali ricavi riguardano le attività commerciali di Merchandising e Licensing della Soccer SAS e registrano un decremento di € 759 mila.

Gli altri proventi diminuiscono da €14.351.000 a € 12.730.000. Tale voce include indennizzi assicurativi infortuni calciatori per € 3.675.000 (€ 2,26 milioni nel 2014/15) e il contributo della Lega Nazionale Professionisti per € 1.950.000 (€ 3.763.000 nel 2014/15).

La Gestione Economica del Parco Calciatori.

La Gestione operativa del parco calciatori vede il prevalere dei componenti positivi per 64,2 milioni di Euro (€ 27,65 milioni nel 2014/15).

Le plusvalenze sono pari a € 77,5 milioni (€ 36,6 milioni nel 2014/15) e hanno riguardato i seguenti calciatori: Pjanic (Juventus) ceduto per € 32.000.000, con una plusvalenza di € 28.272.000; Romagnoli Alessio (Milan) , ceduto per € 25.000.000, con una plusvalenza di € 23.864.000; Gervais Yao Kouassi (Hebei Fortune), ceduto per € 17.550.000, con una plusvalenza di € 12.506.000; Mattia Destro (Bologna) , ceduto per € 6.500.000, con una plusvalenza di € 4.407.000 e Mazzitelli Luca  , ceduto per € 3,5 milioni, con una plusvalenza di pari importo.

Le Minusvalenze ammontano a 0,9 milioni di Euro (2 milioni nel 2014/15) e riguardano Torosidis (Bologna), per € 283 mila; Di Mariano (Novara), per € 59 mila e Pettinari (Delfino Pescara), per € 333 migla.

I proventi relativi ai prestiti ammontano a 6,5 milioni di Euro e riguardano: Ibarbo (Watford FC) per  € 1,9 milioni; Ljajic (Inter) per € 1,75 milioni, a Ljajic (Inter); Iturbe (Bournemouth AFC) per € 1.152.000; Doumbia (Newcastle) per € 624 mila;   di euro, Doumbia (CSKA Mosca) per €  478 mila; Paredes (Empoli) per € 500 mila e Politano (Sassuolo) per € 100 mila.

Gli oneri per l’acquisizione temporanea di calciatori ammontano a € 16,9 milioni (€ 8.772.000 nel 2014/15) e riguardano principalmente i calciatori: Ucan, per € 2.375.000; Ibarbo (Cagliari), per € 5 milioni; Sadiq (Spezia), per € 350 mila; Gyomber (Catania), per 1 milione di euro; Nura (Spezia), per € 350 mila; Digne (Paris Sant Germain), per € 2.398.000; Rudiger (Stuttgard), per € 3,9 milioni; Falque (Genoa), per € 140 mila ed El Shaarawy (Milan), per € 1,4 milioni.

I Costi.

In base all’art. 62 del Regolamento del Fair Play Finanziario, la U.E.F.A. può richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentano un costo del personale tesserato (rappresentato da stipendi e ammortamenti) superiore al 70% dei ricavi.

Il costo del personale ammonta a € 154.985.000 (€ 136.069.000 nel 2014/15) ed incide per il 70,63% sui ricavi operativi e per il 71,3% sui costi operativi. Il costo del Personale tesserato ammonta a € 141.831.000 (€ 125.485.000 nel 2014/15) ed incide per il 64,6% sui ricavi operativi.

Nell’esercizio sono stati effettuati Ammortamenti e svalutazioni consolidati per € 54.581.000 (€ 40.215.000 nel 2014/15), di cui € 46.480.000 (€ 36.423.000 nel 2014/15) riferiti a diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori.

L’incidenza degli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori sul fatturato è del 21,2%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.

Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.

Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.

Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,86 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, che è di 0,9.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI

Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 68,3% (70,3% nel 2014/15), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 68,3 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa 17 mesi, superiore all’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI

Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.

Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 11,5 milioni e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 3,6 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero persi circa 11,5 Euro.

Le Spese per godimento beni di terzi ammontano a € 8.302.000 (€ 7.988.000 nel 2014/15), e riguardano principalmente l’affitto dello Stadio Olimpico per € 3.390.000; i Canoni di locazione degli “A.S. Roma Store” per € 470 mila (€ 424 mila, nel 2014/15) e l’affitto di Trigoria, riconosciuto ad A.S. Roma Real Estate, per € 2.700.000 (€ 2.700.000 nel 2014/15). Il contratto di affitto scadrà il 31 dicembre 2018, con facoltà di tacito rinnovo per un ulteriore periodo di sei anni.

I costi specifici tecnici, pari a € 5.863.000 (€ 5.404.000 nel 2014/15), comprendono i costi per consulenze tecnico-sportive e collaborazioni tecniche, per € 3.067.000 (€ 3.286.000 nel 2014/15).

Le spese generali ed amministrative, risultano aumentate da € 17.242.000 a € 20.138.000, di cui  € 1.354.000 per Emolumenti al Consiglio di Amministrazione (€ 1.261.000 nel 2014/15) ed Euro 6.630.000 (€ 4.253.000 nel 2014/15) per Spese per consulenze professionali. Tali spese includono compensi per € 60 mila riconosciuti alla controllante NEEP Roma Holding per servizi Corporate, come nel 2014/15.

Negli oneri diversi di gestione pari a € 4.933.000 (€ 8.260.000 nel 2014/15) figurano anche gli oneri di progettazione del nuovo stadio per € 58 mila (€ 541 mila nel 2014/15 ed € 415 mila nel 2013/14). Nel 2014/15, figurava anche la sanzione di € 2 milioni, prevista nell’accordo transattivo sottoscritto con l’UEFA in data 8 maggio 2015.

Nel 2015/16, aumenta di molto il peso negativo della Gestione finanziaria da € 7,8 milioni a € 18,3 milioni. La voce principale riguarda gli Interessi passivi finanziamento Unicredit per € 16.103.000 (€ 6.139.000 nel 2014/15)

Il Break-even result.

Il bilancio consolidato 2015/16 unitamente a quello relativo al 2014/15 e 2013/14 costituisce bilancio oggetto del quarto periodo di monitoraggio ai fini del Fair Play Finanziario.

Sottoscrivendo l’atto di transazione con l’UEFA, AS ROMA SpA si era impegnata a registrare un “aggregate breakeven result” per il 2014/15 e 2015/16, con una perdita inferiore ai 30 milioni di Euro.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 6.750.000, nel 2014/15 era negativo per € 37.218.000 e nel 2013/14 era sempre negativo per € 35.059.000. Pertanto, l’aggregato del risultato prima delle imposte, relativo al quarto periodo di monitoraggio, è negativo per € 79.027.000, da tale aggregato bisogna escludere i costi non rilevanti, e rispettare la soglia di tolleranza dei 30 milioni di Euro.

In ogni caso, per AS Roma, bisognava rispettare quanto previsto nell’atto di transazione, ossia l’impegno a presentare un risultato aggregato 2014/15 e 2015/16 con una perdita aggregata entro i 30 milioni.

L’aggregato del risultato prima delle imposte 2014/15 e 2015/16 è negativo per € 43.968.000; escludendo i costi non rilevanti, come gli ammortamenti diversi da quelli per i diritti pluriennali, pari complessivamente a circa 5,8 milioni, le spese per il settore giovanile e altri costi non rilevanti, come la sanzione UEFA, pari a 2 milioni di euro (rilevata nel 2014/15), potrebbero far scendere il break-even result al di sotto della soglia di tolleranza.

Quindi appare fondamentale rispettare quanto previsto nell’atto di transazione, per il quinto periodo di monitoraggio, ossia l’impegno a presentare un risultato aggregato 2014/15, 2015/16 e 2016/17 con una perdita aggregata entro i 30 milioni, Pertanto il 2016/17, si dovrà chiudere con un risultato sostanzialmente in pareggio al netto dei costi non rilevanti, il che significa anche con una perdita determinata dai costi non rilevanti ai fini del Fair Play Finanziario.

Il Nuovo Stadio.

Nella Relazione Finanziaria Annuale sono riportate alcune notizie sul Nuovo Stadio.

In data 16 maggio 2016, è stato sottoscritto un contratto di finanziamento, tra Stadio TDV SpA e Goldman Sachs International, per i costi preliminari di sviluppo connessi al progetto “Stadio della Roma”.

Il 30 maggio 2016 i rappresentanti di Stadio della Roma ed Eurnova hanno consegnato formalmente al Comune di Roma e alla Regione Lazio la documentazione definitiva del progetto Tor di Valle.

"AEG Facilities, branca di AEG, azienda leader a livello mondiale nel mondo dello sport e dell’intrattenimento, nel mese di agosto2016 ha ufficialmente avviato le attività operative nell’ambito di un accordo di lungo termine che prevede la fornitura di servizi pre-apertura e gestionali dello Stadio della Roma".

Conclusioni.

Per il 2016/17, è facile prevedere una riduzione per i proventi UEFA che nel 2015/16 hanno registrato proventi derivanti dalla partecipazione alla UEFA Champions League 2015/16, compresi i biglietti, pari a € 77 milioni (€ 49,3 milioni, nel 2014/15), cui si debbono aggiungere 4 milioni di conguaglio 2014/15.

L’eliminazione ai play-off di Champions League 2016/17, ad opera del Porto, garantirà solo il 10% del Market Pool 2016/17.

Gli Amministratori prevedono un Risultato economico, ancora negativo, ma in miglioramento rispetto all’esercizio chiuso al 30 giugno 2016.

sostegno finanziario ad opera dell’azionista di riferimento, manifestatosi già all’inizio dell’esercizio, per circa 57,2 milioni di Euro. 

 

Fonte: a cura di LUCA MAROTTA

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