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Le manovre finanziarie della Roma, tra James Pallotta, Unicredit e la ricerca di nuovi partner

condividi su facebook condividi su twitter 08-09-2013

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Le manovre finanziarie della Roma, tra James Pallotta, Unicredit e la ricerca di nuovi partner

La campagna acquisti della Roma con le cessioni di Marquinos, Osvaldo e Lamela e gli acquisti di Strootman, Benatia, Gervinho e Ljajic si è chiusa con un forte attivo (oltre 30 milioni). In questi casi, la tifoseria tende a storcere il naso. Chiaramente il giudizio finale dipenderà molto dipenderà dal rendimento sportivo del team nel corso della stagione. La gestione del calciomercato estivo va letta però anche alla luce della manovre finanziarie messe in atto dalla società tra fine luglio e l’inizio di agosto e che possono sintetizzarsi in un maggiore coinvolgimento finanziario di James Pallotta e in un distacco di Unicredit dalle future sorti giallorosse.
Il 1° agosto scorso, dunque, As Roma ha emesso un comunicato finanziario per annunciare la cessione da parte di Unicredit del 9% del capitale di NEEP Roma Holding alla alla Raptor Holdco LLC (società che fa capo a James Pallotta), che entra così a far parte dell’azionariato del club giallorosso.
In realtà, le operazioni messe in atto tra i due soci (Unicredit e Pallotta) che “controllano” la Roma sono sostanzialmente tre e definiscono in maniera netta i futuri impegni delle parti, anche prefigurando l’ingresso di nuovi partner.

D’altro canto, dall’inizio del sodalizio Unicredit-Pallotta la ricerca di nuovi investitori è stato un obiettivo dichiarato, anche se doveva riguardare solo l’istituto di credito di Piazza Cordusio che aveva “ereditato” gli impegni nella società di calcio. Viceversa negli ultimi mesi la stessa cordata Usa ha ammesso, di fatto, la necessità di coinvolgere altri soggetti nel progetto. Il fallimento delle prime due stagioni sportive, con il mancato accesso alle competizioni europee, sta, infatti, mettendo a dura prova le casse del club. Al momento però non risultano trattative di rilievo in corso (se non si vuole considerare tali i generici interessamenti manifestati da alcune aziende, i cui nomi in ogni caso non corrispondono a quelli fatti circolare nelle ultime settimane).

Per tornare alle operazioni del 1° agosto, che segnano una svolta nella recente storia della Roma, al primo punto del comunicato viene indicata la cessione ad ASR TD SPV di “tutti i crediti derivanti, rispettivamente, dal contratto di finanziamento e dall’accordo di Vendor Loan sottoscritti da A.S. Roma, con Unicredit e Roma 2000 Srl (società controllata sempre da Unicredit) rispettivamente il 18 e il 9 agosto 2011″.

Di cosa parliamo? Nel primo caso, come precisa il rendiconto di gestione al 31 marzo 2013 (l’ultimo disponibile che certifica un rosso di 36 milioni nei primi nove mesi dell’esercizio 2012/13), si tratta di un finanziamento di 30,9 milioni di euro erogato direttamente da Unicredit (cosiddetto Term Loan) nel mese di agosto 2011. Nel secondo caso di un finanziamento di 21,6 milioni di euro erogato da Roma 2000 Srl nella forma di Vendor Loan, sempre nell’ambito degli accordi inerenti la cessione del pacchetto di controllo di A.S. Roma.
Dunque, James Pallotta attraverso la ASR TD SPV si è “accollato” questi crediti nei confronti del club (per 52,5 milioni di euro) e lo ha fatto “pro soluto”, cioè senza la possibilità di rifarsi nei confronti di Unicredit qualora la As Roma non sia in grado di “ripagarli”.
Nell’ambito della gestione e recupero dei crediti è molto in uso e rientra nella normale operatività la pratica della loro cessione pro soluto. Ciò viene effettuato al fine di conseguire l’obbiettivo dell’incasso immediato, anticipando in tal modo i normali tempi di recupero ed i flussi di cassa. Di solito, nella cessione dei crediti (pro soluto) chi cede il credito lo fa dietro il pagamento di un prezzo. Il comunicato però non esplicita se ed eventualmente quanto James Pallotta abbia abbia versato a Unicredit per acquisire questi crediti.

Al secondo punto del comunicato del 1° agosto 2013 di As Roma si fa riferimento poi al contratto di compravendita con cui è stato “trasferito alla Raptor Holdco LLC il 9% del capitale di NEEP Roma Holding”. Nell’informativa sugli assetti societari contenuta nella semestrale al 31 dicembre 2012 si precisava che il capitale della As Roma, non sul mercato borsistico, è per il 78% nella mani di NEEP Roma Holding (partecipata per il 60% dalla AS Roma SPV LLC e per il 40% da UniCredit) e per il 3,4% apparteneva a Tikal Plaza S.A., società con sede in Lussemburgo (le cui azioni con diritto di voto, sussisteva un sequestro penale preventivo da parte dell’autorità giudiziaria).
Per cui, in seguito all’accordo del 1° agosto, i soci della NEEP Roma Holding sono la AS Roma SPV LLC al 60%, Unicredit al 31% e la Raptor al 9%. Le due società che fanno capo a James Pallotta controllano perciò il 69% della società proprietaria (al 78%) del club giallorosso.

Il capitale di NEEP Roma Holding Spa è stato “aumentato a 160.008.905 di euro e sottoscritto dai soci, in proporzione alle rispettive partecipazioni, mediante conversione in “Versamenti in Conto Futuro Aumento di Capitale”.
James Pallotta, in definitiva, come annunciato nei mesi scorsi, ha deciso di giocare in prima persona la “partita” giallorossa (ora la sua quota di capitale di NEEP Roma Holding copre circa 110 milioni). Una partita che, come detto, probabilmente non vorrà però affrontare da solo. Pallotta, in parallelo, al disimpegno di Unicredit intende trovare nuovi soci, preferibilmente stranieri, per accelerare il percorso di internazionalizzazione del club e di valorizzazione del marchio. La ricerca del (o dei) partner è aperta.

L’istituto di credito di Piazza Cordusio dopo l’era Sensi e queste due stagioni difficili, vuole ridurre drasticamente l’”impegno” diretto nella Roma (molto più proficua si è rivelata invece la sponsorizzazione della Champions league). Non a caso “in connessione con queste operazioni, AS Roma SPV, LLC e Unicredit SpA – chiarisce al terzo punto il comunicato del 1° agosto scorso – hanno sottoscritto una modifica ai patti parasociali di NEEP Roma Holding, sottoscritti in data 18 agosto 2011, in modo da dispensare Unicredit da ulteriori obblighi di partecipazione al capitale della stessa”.
Obblighi, evidentemente, necessari a sostenere l’As Roma. Unicredit comunque ha messo a disposizione di As Roma, fin dal momento della nascita del nuovo club, anche una linea di credito factoring legata a anticipazioni sui diritti tv per 25 milioni di euro. Gli apporti di capitale che si sono resi necessari in questi due anni, inoltre, non sono stati di poco conto. Il 30 gennaio 2012, meno di sei mesi dopo la nascita della nuova società, è stato deliberato un aumento di capitale suddiviso in tre tranche fino ad un massimo di 80 milioni di euro. Nelle more delle deliberazioni relative a queste operazioni (ora formalmente decadute) Neep Roma Holding ha effettuato versamenti in conto futuro aumento di capitale pari a 50 milioni nel corso dell’esercizio 2011/2012, a 6,1 milioni il 28 gennaio 2013 e a 9 milioni il 15 febbraio 2013. Infine, nel corso mese di aprile 2013, Neep Roma Holding ha effettuato ulteriori versamenti, per complessivi 7,4 milioni di euro, portando il totale dei versamenti effettuati a 72,5 milioni di euro.
In ogni caso, il patto parasociale tra Unicredit e As Roma SPV LLC, cui ha aderito Raptor Holdco, è stato rinnovato tacitamente non essendo intervenuta disdetta e scadrà il 18 agosto 2017. Tra le clausole di questo patto poi Unicredit ha conservato alcuni poteri di veto. Per esempio, a meno che un’operazione di acquisto di un calciatore non sia prevista nel budget annuale in vigore non potrà essere decisa dal Cda della Roma, in assenza del voto favorevole di almeno un rappresentante della banca, se dovesse prevedere un costo del cartellino superiore a 15 milioni e un impatto in termini di costi del personale complessivamente superiore ai 10 milioni di euro all’anno (circa 5,5 milioni netti).

Fonte: Marco Bellinazzo - Sole 24 Ore

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