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La scommessa sullo sponsor: Meglio niente che poco

condividi su facebook condividi su twitter 12-11-2013

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La scommessa sullo sponsor: Meglio niente che poco

È un’occasione perduta più per la Roma, che in bilancio segna «zero» alla voce main sponsor, o per chi non ha speso una cifra «di mercato» per legarsi alla squadra prima in classifica, unica ancora imbattuta tra le 20 di serie A? La risposta, banale ma veritiera, è: doppia sconfitta. La Roma perde soldi, le aziende visibilità. Fino alla stagione scorsa, i giallorossi erano legati al marchio Wind: un triennale (5 milioni, 5,5 e 6 per il 2012-2013) legato anche agli ottimi rapporti tra la famiglia Sensi e Naguib Sawiris, il magnate egiziano delle telecomunicazioni che, quando Rosella Sensi ha dovuto passare la mano, era stato indicato come uno dei possibili nuovi presidenti.

Ci sono stati contatti, tra Wind e la Roma, anche per un accordo annuale fino al 2014: peccato che l’offerta (3,5 milioni) fosse circa un terzo del valore di mercato stimato dalla proprietà statunitense. Meglio poco che niente? L’idea di Pallotta è che la maglia non si «svenda». Sarebbe un precedente pericoloso. Così si è scelto di pubblicizzare la fondazione Roma Cares, per altro non ancora operativa. Male che vada il nome servirà per maglie da collezione, visto che la Roma non ha neppure lo sponsor tecnico. O meglio, ha un accordo importante e innovativo con la Nike che partirà, però, solo dalla prossima stagione.

La marca con il baffo non poteva produrre in breve tempo le maglie per la vendita ai tifosi. Ci ha pensato la Asics, ma, per motivi di contratto il marchio non appare sulle casacche, peraltro molto belle e gradite dai tifosi-clienti. Lo sponsor tecnico precedente era Kappa, con cui la Roma ha un contenzioso per la rottura dell’accordo da 7 milioni l’anno. L’Inter riceve 13,2 milioni da Pirelli, la Juve 13 da Jeep e il Milan 12 da Fly Emirates (fonte: SportEconomy). Il prezzo di un buon giocatore sul mercato o due stipendi da top player. La Roma, per ora, ne fa a meno. Sperando che, in un futuro vicino, la scommessa sul valore della maglia sia vincente

L.Valdiserri (Corriere della Sera)

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