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Quando il calcio fa rima con social...

condividi su facebook condividi su twitter 23-03-2013

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Quando il calcio fa rima con social...

I social media, da tempo sotto i riflettori della comunicazione online, comprendono al loro interno le dinamiche relazionali tra le persone. Si parla dunque di etnografia o più nello specifico, di arrivare ad analizzare come si trasforma la comunicazione in un contesto incredibilmente dinamico. Cercare di capire come queste dinamiche vengono traslate nei vari contesti di relazione e di aggregazione tra le persone rappresenta sicuramente un argomento di grande interesse.

Ecco come ad esempio le chiacchiere da bar sport diventano pubbliche, in un unico grande luogo dove, i protagonisti diretti possono dire la loro così come l'ultimo arrivato. Cambia il modo di parlare delle persone sul calcio, ma anche il modo in cui i calciatori si misurano con i propri fan. L'indiscrezione da spogliatoio, lo stato di salute o qualsiasi altro particolare può uscire in qualsiasi momento con un tweet. Senza contare che non basta essere su un social network per essere "socievoli", quindi anche questo mondo ha la sua particolare classifica di persone che è bello seguire anche fuori dal campo e senza la mediazione di nessuno. Lo sfruttamento dei principali social network è la nuova frontiera per la comunicazione dei club di calcio, soprattutto nel rapporto con le tifoserie, attente alle novità tecnologiche e alle applicazioni dell'abbinamento sport & entertainment. 

Le società inglesi, con Manchester United, Liverpool, Chelsea ed Arsenal in prima fila, sono anni luce avanti rispetto al resto dell'universo-football, ma tedeschi e spagnoli stanno recuperando velocemente, mentre le realtà francesi ed italiane (ad eccezione dell'A.c. Milan che si è affidata alla piattaforma dell'advisor Infront) stanno cercando ancora di capire come sfruttare al meglio questi nuovi mezzi, e, soprattutto, come trarne ricavi a fronte di investimenti tecnologici indispensabili per mettere in campo servizi e piattaforme di comunicazione. Nella top 30 "Social Media Football Team" (fonte: Sporteconomy), la leadership, considerando insieme i dati di Facebook e Twitter, è saldamente nelle mani del Barcellona (55.992.476)*, seguito dal Real Madrid (43,6 milioni), e, sul gradino più basso del podio, dal Manchester United (32,2 milioni). La prima società italiana è il Milan (15.626.789) al quinto posto (l'AS Roma è stabilmente al 28° posto della classifica mondiale e punta per la prossima stagione a fare il grande salto di qualità in questo settore). Sta cambiando, più in generale, il modo di comunicare, sia all'esterno, sia nel delicato rapporto con le community dei tifosi, vere e proprie "miniere d'oro" per le società di calcio. Chi saprà comunicare in modo giovane, dinamico e attento al linguaggio dei teen-ager, potrà conquistare nuove quote di mercato e sbaragliare la concorrenza, nel confronto europeo/internazionale. I club più marketing oriented – più ricercati nel mercato – che cercheranno di catturare friend ad altre società concorrenti, portandoli inevitabilmente ad acquistare prodotti di merchandising e seguire tutte le iniziative speciali destinate anche al target dei sostenitori di secondo livello (i cosiddetti tifosi non diretti). La sfida futura per tutte le società, italiane ed europee, è riuscire a trasformare questi fan e follower in clienti-tifosi attivi.

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