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Amarcord: Verona-Roma 1986

condividi su facebook condividi su twitter 19-08-2015

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Amarcord: Verona-Roma 1986

Verona-Roma e Roma-Juventus: una sequenza non nuova nei campionati della Roma. Successe già nell’annata 1985-86, anche se in una fase più avanzata della stagione, con i giallorossi in piena corsa per il titolo all’inseguimento di una Juventus che era partita velocissima e nel girone di ritorno tirava un po’ il fiato. Al contrario della Roma, che nel girone di ritorno, al netto di un pareggio a Firenze, aveva sempre vinto. Era la squadra che finalmente dava corpo alle idee di Eriksson e mandava a memoria quegli schemi che solo fino a pochi mesi prima sembravano impraticabili.
Così, il 9 marzo del 1986, la Roma è pronta a continuare la sua serie positiva al Bentegodi contro il Verona campione in carica. Giornata cupa, campo appesantito, la radio che ha problemi di ricezione tra una galleria e l’altra del treno che mi riporta a casa dopo un compleanno festeggiato fuori città. Dopo soli ventuno minuti, però, la voce di Ameri registra il primo sussulto della gara: è Pruzzo che, con uno dei suoi classici colpi di testa, porta la Roma in vantaggio. La gara, nonostante le condizioni del terreno, è concitata. Gli attacchi si susseguono con frequenza da entrambe le parti. Cerco di tranquillizzarmi con il gol appena segnato ma faccio fatica: infatti, dopo tre minuti, arriva il pareggio di Di Gennaro, che risolve una mischia in area. Il tempo della delusione dura cinque minuti, quando ancora Pruzzo segna un altro gol da antologia che non concede repliche a Giuliani. La squadra gioca bene, il ping pong di voci che si susseguono negli interventi dai campi è monopolizzato da Ameri e Ciotti, collegato da Torino, dove la Juventus sta giocando contro il Napoli. La tensione si smorza per l’intervallo.
Quando si ricomincia, il copione non cambia: la partita rimane vivace, il Verona, col tricolore sul petto, ha l’orgoglio di chi vuol dimostrare di essere ancora il più forte pur essendo lontano in classifica. I ragazzi di Eriksson volano, fanno sovrapposizioni, creano occasioni. Ma non basta: dopo sei minuti l’arbitro concede un rigore per un contrasto in area della Roma. Galderisi va sul dischetto e la voce di Ameri scompare all’ingresso di un tunnel. Teso come una corda, mi aggrappo a tutti i santi sperando che il ripristino del collegamento possa regalare il racconto di un miracolo di Tancredi. La galleria è breve, per cui il boato che fa da sottofondo alle parole della cronaca quando il collegamento riprende mi lascia intuire che siamo di nuovo in parità. La battaglia continua, la Juventus non vince: arrivare a un solo punto di distacco nello scontro casalingo diretto della prossima settimana sarebbe un sogno da gustare per una settimana. Però adesso bisogna vincere. I minuti passano, la situazione non si sblocca. L’ansia mi divora, ogni palla che sembra arrivare ai limiti dell’area è un sussulto che toglie mesi di vita. Nonostante i reiterati tentativi di Boniek e compagni, il 2-2 sembra ormai risultato acquisito. Comincio a far pace con questo pensiero, rimandando allo scontro diretto le possibilità di avvicinarsi ai bianconeri. Un’altra galleria, si entra che Ciotti sta raccontando gli ultimi secondi del match del Comunale, fermo sull’1-1. Questa volta è più lunga delle altre. “Che strazio ‘ste gallerie” penso tra me. Ecco, il bagliore dell’uscita e la radio che riprende a gracidare. E’ un gracidio confuso, sovraeccitato. Non capisco se è la cronaca di Verona o di Torino ma, in ogni caso, non sono buone notizie. In pochi attimi tutto si fa più chiaro: i giocatori della Roma stanno protestando per un gol all’ultimo minuto di Briegel, un missile scagliato a fil di palo appena dentro l’area di rigore che, per la potenza del tiro e la velocità acquisita sul terreno pesante, annichilisce Tancredi. L’ultima speranza che l’arbitro possa annullare il gol muore nel momento stesso in cui nasce. La delusione mi copre il volto con le mani mentre capisco di non essere solo in questo momento per il moccolo strozzato di un passeggero che a stento riesco a percepire.
Solo il 3-0 contro la Juventus della settimana successiva lenirà questa frustrazione. Ma quella sarà un’altra storia. 

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