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Chef Rubio: "In tv mangio di tutto, ma nella vita non riesco proprio a mandar giù l'ignoranza"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Francesca Ceci 28-08-2015 - Ore 11:47

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Chef Rubio:

(Francesca Ceci) Su Facebook ci sono pagine intere dedicate ai suoi (ex) baffi,  c'è pure qualche sua fan che scomoda citazioni poetiche "Rubio senza baffi è come un cielo senza stelle" e su yahoo answer Manuel addiritttura apre a una riflessione globale: 
''Ragazzi un consiglio tecnico come si fa a fare il baffo come quello dell' immagine del profilo tipo chef Rubio? Grazie''

Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, sta per tornare sugli schermi tv con la terza stagione di Unti e Bisunti in onda su DMax (canale 52 del digitale terrestre) a partire dal prossimo 8 settembre, ogni martedì alle 21.10.
Da quest'anno, girerà, come sempre rigorosamente unto e bisunto non solo per le strade delle città italiane alle prese con il cosiddetto street food, ma varcherà i confini fino in Spagna, Germania e Francia, paesi in cui scoprirà piatti e ricette della tradizione. A fargli compagnia un personaggio segreto di cui non sarà svelata l'identità che fino alla fine del ciclo "tormenterà" il viaggio di Rubio per un'edizione che si presenta, è proprio il caso di dirlo, tutta da gustare.

Inizio l'intervista con una richiesta:
"Ciao, possiamo darci del tu?"
"No, assolutamente no".
Silenzio da parte mia
- Scherzo!
Sorridiamo.
Provo ad iniziare "Allora Gabriele"... ma lui da buon rugbista placca e affonda per la seconda volta nel giro di pochi secondi: "Almeno te sei ricordata il nome, è già qualcosa, daje". Mi illumino d'immenso. Sì, perchè il daje tra romani è un messaggio in codice. Il daje, in tutte le sue declinazioni, è rappresentazione poetica di un mondo universale perchè in 4 lettere puoi dire tutto. E’ un passepartout: puoi incoraggiare un amico o esultare con lui, puoi chiudere o iniziare una telefonata o toglierti da una brutta situazione. Puoi addirittura iniziarci un'intervista, come nel mio caso ad esempio. E allora daje, il ghiaccio è rotto. Possiamo iniziare.

Stai per tornare con la terza stagione di Unti e Bisunti che quest'anno varcherà i confini nazionali arrivando in Europa. Ci dai qualche piccolissima anticipazione, per usare un termine culinario, un antipasto di quello che vedremo...?
"Vedrete una persona ancora più dentro la materia, quindi ancora più esigente per se stesso e per gli spettatori, piatti e situazioni sempre più al limite.
Posso dirti che tratteremo le regioni che non sono state trattate in passato e ci saranno belle novità perchè, come hai anticipato tu, varcheremo i confini, per far capire cosa si assaggia per strada in altri posti. L'obiettivo è quello di fare puntate "orizzontali", nel senso che cercheremo di dare un fil rouge per raccontare in maniera omogenea il percorso del malcapitato, ossia io".

Nelle due precedenti edizioni ti abbiamo visto mangiare praticamente di tutto. In generale, c'è qualcosa che proprio non riesci a mandar giù?
"L'ignoranza, la considero una piaga. A livello culinario, invece no, non ho problemi, ingurgito praticamente di tutto".

Hai dichiarato che girare l'Italia con la trasmissione è un'esperienza umana prima che professionale. Ti è capitato di tornare in qualche posto a telecamere spente, semplicemente per fatti tuoi?
"Sono ritornato due settimane fa a Bari per prendere il traghetto per Dubrovnik. Mi sono fatto la giornata tipo, sono partito con un amico alle 5 di mattina, siamo arrivati alle 8.30 per fare colazione col polpo riccio crudo, trattato semplicemente con un procedimento meccanico che consiste nello sbatterlo sugli scogli da morto, - con buona pace degli ignoranti che pensano che il polpo poverino sia vivo mentre lo sbattono -,  poi viene massaggiato in acqua di mare e cullato su una cesta di vimini, il risultato finale è un prodotto unico al mondo, non so se l'hai mai assaggiato.
Ci siamo presi una birra, poi abbiamo passato la giornata passando a salutare quelli che erano reperibili della puntata, mi ha fatto estremamente piacere e sono stato trattato in maniera elegante a dir poco".

In questi ultimi anni, c'è stato un vero e proprio boom di programmi dedicati alla cucina. Sei tra quelli che storcono il naso o sei più della scuola "più siamo e meglio stiamo"?
"Beh, la filosofia del più siamo e meglio stiamo, in generale, non solo in cucina è pericolosa. dipende perchè se la massa ignorante racconta sciocchezze è un bel problema. io mi auguro che, in tv e nella vita, siano sempre di più le persone preparate, di cultura. In verità poi, non mi curo molto di quel che fanno gli altri, mi concentro sulle mie cose e spero che tutti facciano il loro meglio e che si vada in una direzione di crescita e non di abisso a cui sembriamo predestinati visti i tempi".

In cucina, di solito, ci sono delle regole: ad esempio mettere la cipolla nella carbonara sarebbe considerato un tradimento. In cucina sembri avere un rapporto molto passionale col cibo, in amore invece sei uno che segue le regole oppure anche li prevale la passione, quindi metaforicamente metteresti la cipolla nella carbonara?

"Eh...è un problema perchè se la cipolla non ce va...non ce la metto...(sorride, ndr)"

Ho letto della tua personale battaglia, (che io appoggio), anti cupcake. Da dove nasce questo astio verso i dolcetti statunitensi? Che t' hanno fatto di male?
"Non sono anticupcake, ritengo però che il nutrimento sia la prima fonte di salute, prima ancora delle medicine e dei medici, per stare bene è importante mangiare cose buone e sane e se conosco quello che sto mangiando faccio bene al mio corpo. Se mangio cupacake ingerisco tanto zucchero che è dannosissimo e non va bene. Non ho nulla contro a priori, ma trovo che della cultura culinaria americana, non è l'elemento più interessante, ci sono altre cose.
Sono dolcetti graziosi da guardare, guarda, se fossero di porcellana sarebbero ancora meglio, sono miniature carine, simpatiche però io preferisco una fetta di crostata e ciambellone, che ha una gamma molto più ampia di sapori. Poi se me la offrono mi fa piacere, ma non è l'idea che ho di cibo".

Veniamo al primo amore, il rugby. Ogni volta che c'è il Sei Nazioni gli stadi si riempiono, in televisione sempre milioni di spettatori, ma in Italia il calcio ha ancora il monopolio. Di solito da bambini tutti sognano di diventare calciatori, tu hai scelto di giocare a rugby. Anticoformista fin da piccolo?
"No a Frascati quello passava il convento, poi c'è stata un' esigenza terapeautica di fare uno sport che facesse lavorare tutti gli arti e quindi mi hanno suggerito questo. Anticoformista no anzi, a Frascati era la norma, anticonformista sarebbe stato giocare a pallone".

Del rugby si dice che è uno sport bestiale giocato da gentiluomini. Ti riconosci in questa frase o è superata?
"Ce ne sono tante di frasi sul rugby, ma anche il rugby è pieno di stronzi, non ne è esente. E' vero che nella maggior parte dei casi le persone che gravitano nel sistema rugby hanno dei principi interessanti per cui succede che ti prendi a mazzate in campo e tutto finisce lì, al di fuorii ti abbracci. Ma l'autore di questa frase oggi di gentiluomini ne troverebbe ben pochi, in linea di massima la frase lascia il tempo che trova. Nel rugby ci sono brave persone esattamente come in tutti gli sport e io, per fortuna, di belle persone in questo sport ne ho conosciute diverse".

Sono uscite pochi giorni fa le convocazioni della Nazionale, immagino tu abbia seguito. Ci sono state delle esclusioni "eccellenti", che ne pensi?
"La squadra che hanno costruito e convocato mi piace, mi dispiace molto per Barbieri che è un carissimo amico e per me avrebbe meritato, ci sono altri rimasti fuori che mi sarebbe piaciuto vedere in campo, ma non si possono scegliere 40 giocatori. L'allenatore è li per quello, se ha deciso di portare Bergamasco e non Bortolami,  probabilmente avrà  preferito portare una sola pietra miliare piuttosto che due. Sono certo che chi ci sarà non fara sentire la mancanza di chi non c'è e, in tutta sincerità, vedendo i nomi dei convocati difficilmente riuscirei a sacrificarne qualcuno, per questo i discorsi da bar lasciano il tempo che trovano, ma questa  Nazionale mi piace e non poco e spero che i ragazzi riescano a superare il turno perchè lo meritano e perchè in questo modo si può andare in una direzione sempre più ottimistica".

Da 1 a 10 quanto ti da fastidio, se ti dà fastidio, quando vieni definito il sexy chef rugbista?
"Quando me lo dicono?! Non lo so.. (sorride..ndr). Il giudizio degli altri è importante fino a un certo punto, io lascio che ognuno si esprima su di me per come crede o per come mi vede, se mi dicono paninaro, chef, rozzo, energumeno, va bene tanto è vero tutto ma allo stesso non è vero niente. Me ne sono sempre fregato del giudizio degli altri, specie quelli positivi. Se me lo dicono una volta, ok, ma non è che mi fomento, se mi dicono che sono sexy non è che dico wow, sinceramente non me ne frega un c...."

Cosa, invece, ti piacerebbe che dicessero di te per descriverti?
"Quello che dicono di me mi interessa relativamente, alle mie spalle se ne dicono tante belle, brutte ma alla fine contano le persone che ti sono accanto e ti dimostrano con gesti tangibili quello che pensano di te. Posso dirti di essere aperto, eclettico, pieno di contrasti, un ossimoro vivente e posso dirti che ci sono persone che non sono mai state con me a livello di relazione e mi conoscono meglio di mia madre, esattamente come ci sono persone che sono state legate a me e, credimi, non mi hanno mai capito, non sanno niente di me. Questo per dirti che il concetto di conoscere qualcuno è veramente molto relativo".

Inutile negare che tra le donne riscuoti molto successo. C'è una donna famosa o non che, in questo momento, inviteresti a cena?
"Non ho a disposizione una mensa quindi non basterebbero gli spazi...!.(sorride, ndr). Ogni giorno sono tante le persone che mi interessano, non ce n'è una in particolare, non sono nella fase in cui potrei prendere dal mazzo una persona piuttosto che un'altra. Diciamo che mi piace contornarmi di persone il più possibile sane di mente, che in questo momento non è mica scontato".

Nel libro scritto con la nutrizionista Stefania Ruggeri parli di dieta mediterranea e del mangiare sano. Vogliamo dire alle ragazze, specie le piu giovani, ossessionate dal fisico e dall'aspetto, che mangiar bene aiuta a vivere meglio e una buona alimentazione è fondamentale?
"Assolutamente si, bisogna poi applicarsi nell'attivita fisica e se non gli va di correre ma vogliono sudare un bel po' ecco, facessero l'amore cosi smaltite calorie e state in attività"

Veniamo al calcio: ho sbirciato sul tuo profilo twitter e ho visto una maglia di un certo Dzeko che è arrivato da poco nella Capitale.... Sei tifoso?
"Si....molto anche..."
Della Roma?
"E te credo..."

Facciamo un gioco, proiettiamoci alla fine del campionato e "serviamo" i primi tre posti come fossero un menù.
Antipasto - terzo classificato
"Milan"
Secondo piatto
"Juventus"
Primo - piatto principale
"Lazio...vince lo scudetto, sicuro 100%, ormai sono lanciatissimi verso la vittoria".

Il menù è servito. Parola di Chef Rubio. 

L'intervista è finita. Gabriele ci ha raccontato molto di sè, con garbo e schiettezza, ma come in ogni piatto che si rispetti, noi ci siamo divertiti a scovare l'ingrediente segreto. Vuoi vedere che Chef Rubio è un po' scaramantico?! O almeno q.b.

Fonte: Insideroma.com

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