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Conferenza Di Francesco: "Con Montella ci siamo dati appuntamento in finale"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-03-2018 - Ore 00:09

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Conferenza Di Francesco:

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa al termine della gara contro lo Shakthar Donetsk che ha regalato i quarti di finale alla squadra giallorossa. Di seguito le sue dichiarazioni.

Negli ultimi 7 anni sei insieme ad Allegri l’allenatore che riporta nei quarti una squadra italiana.
“Una bella soddisfazione per me, abbiamo fatto la partita della vita. Nello spogliatoio ho sentito delle parole importanti. E’ un risultato prestigioso, deve essere motivo di grande orgoglio per tutti, ho vissuto gli stessi brividi da questa gente di quando giocavo a calcio”.

Abbiamo rivisto la forza atletica nelle ultime gare, questa condizione può spiegare anche l’appannamento precedente?
“In passato ho parlato del fatto che in allenamento avevamo spinto molto, e adesso si vede. Nelle ultime 6 gare ne abbiamo vinte 5, vedo una squadra in crescita. Mentalmente e fisicamente. Stiamo acquisendo convinzione”.

Come hai preparato la gara?
“All’inizio non abbiamo fatto bene, non uscivamo con gli esterni dove loro avevano i giocatori di qualità. La squadra è cresciuta negli automatismi, abbiamo rischiato qualcosina nel finale quando è subentrata la paura. Ma la difesa questa sera è stata perfetta, con una applicazione e determinazione che hanno fatto sì che Alisson non ha fatto nemmeno una parata”.

Tra Juve e Siviglia chi preferisce?
“Ho sentito Montella e ci siamo dati appuntamento in finale, per cui non possiamo incontrarci nei quarti. A parte la battuta, ora dobbiamo mantenere equilibrio e pensare a Crotone”.

Prima si diceva che non eravate cinici, a Napoli è scattato qualcosa?
“Siamo cresciuti un po’ in tutto. Siamo più determinati, cinici e più capaci di stare in partita e giocare insieme. La Roma non deve avere giocatori forti, ma una squadra forte, non dobbiamo più parlare individualmente. La Juve insegna. E noi dobbiamo guardare a quelli bravi”.

Avete usato molto i passaggi lunghi in verticale?
“Era voluto, non siamo stati bravi nel primo tempo quando partivamo troppo in anticipo e finivamo sempre in fuorigioco”.

Quale merito ti attribuisci in questa qualificazione, fuori dai denti?
“Seeh, fuori dai denti a Roma? Scherzo. Non voglio parlare di me. In Europa non bisogna giocare a rimpiattino, mi do il merito dell’organizzazione, che si trova nel lavoro quotidiano e nell’aver recuperato la squadra che si era un po’ persa”.

Ha utilizzato meno il turn over, eppure questa qualificazione passa anche un po’ per la giocata di Peres all’andata.
“E’ fondamentale essere squadra, anche quando non si gioca. Tutti si allenano allo stesso modo, chi non lo fa va in tribuna. Ho ritenuto opportuno dare continuità a una certa formazione perché vedo una condizione che ci permette di andare avanti”.

 

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