Breaking News

Conferenza stampa rinnovo Florenzi - Monchi: "Alessandro ha avuto offerte importanti, ma è voluto rimanere qui" - Florenzi: "Ho scelto la Roma non solo per i soldi" (Foto)

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-08-2018 - Ore 20:12

|
Conferenza stampa rinnovo Florenzi - Monchi:

“La trasferta in USA è sponsorizzata da Linkem, Partner of the Future dell’AS Roma”  

 

 

DALL'INVIATO A BOSTON - GABRIELE NOBILE - Alessandro Florenzi ha rinnovato il contratto sino al 2023. Oggi è arrivata l'ufficialità e la società giallorossa ha deciso di cambiare il programma e non mandare più Robin Olsen per la sua presentazione ma il vice-capitano insieme al ds Monchi. Queste le loro parole.

Parla Monchi:

“Dopo 15 mesi qui, questo è uno dei giorni in cui sono più contento, non tanto come ds ma come persona che inizia ad amare la Roma. Uno dei nostri figli ha rinnovato il contratto e resterà qui almeno cinque anni. E’ un giorno di felicità, non so quanto tempo sarò qui alla Roma ma se resto a lungo voglio essere romanista come lo è lui. E’ stata una trattativa lunga, ma dal primo momento ero convinto che sarebbe finita bene, perché Alessandro voleva rimanere qui. Ha avuto offerte importanti per partire a livello sportivo ed economico ma è voluto rimanere qui. E’ un esempio come professionista e come romanista”.

Che significato tecnico ha aver confermato un giocatore di questo valore? 
"Ho voluto parlare di cuore perché mi piace, mi conoscete a volte parlo troppo di cuore. Lui è forte, ha una virtù: può giocare in diversi ruoli e li fa tutti bene. La Roma col suo rinnovo è più forte, è un acquisto importantissimo per la Roma".

Ha voluto il rinnovo di De Rossi e Florenzi. Cosa significa avere i figli di Roma nello spogliatoio?
"Tanto, Alessandro ha detto bene, ci servono giocatori che capiscano cos’è la Roma. La Roma è diversa, è difficile da capire ma è molto grande, così diversa che bisogna che qualcuno te la spieghi. Meglio di Daniele o Alessandro è difficile ci siano. Dopo 15 mesi qui ho iniziato a capire cosa vuol dire essere romanista, è diverso e bello".

Si parla di N’Zonzi, Pallotta ha detto che è una questione di soldi… 
"Si parla tanto di N’Zonzi e di qualcun altro. Noi stiamo valutando il mercato in diversi ruoli, uno di loro è il centrocampo e N’Zonzi è un nome. Un nome che voi seguite ma che non è l’unico. Voglio dire che non è il più vicino, credo sia il momento di pensare ad altre possibilità, dico per voi. Io so perfettamente dove voglio arrivare e avere un giocatore che mi piace. Me ne piacciono tanti, ma non tutti arrivano qui alla Roma perciò credo che il mio lavoro sia provare a fare la rosa più forte possibile. Lavorerò fino al 18 agosto, è quello che devo fare e che sto facendo, dormo un po’ più di quello che ha detto il mister, ma non tanto".

E’ preoccupato da Karsdorp? 
No, io sono tranquillo. Ha un piccolo problema muscolare normale per un ragazzo che è stato un anno senza giocare. Ha fatto un ritiro importante ha giocato a Latina e Frosinone, per fortuna il problema è piccolo. Domani o dopodomani sarà con il gruppo, è un percorso logico di un giocatore che ha avuto un percorso importante. Siamo convinti sia un giocatore su cui puntare in questi anni".

Quest’anno altre squadre hanno fatto ragionamenti diversi dal vostro. E’ preoccupato? La vostra filosofia è migliore delle altre? 
"Non è il mio lavoro valutare quello che fanno gli altri, la mia forma di lavorare è questa e non posso cambiare quello che ho fatto nella mia vita. Per me sarebbe più facile pensare solo al presente, perché è per quello che sarò giudicato, ma credo sarebbe ingiusto verso chi mi ha portato qui. Conosco perfettamente la società, i numeri, e dove vuole arrivare la società e sto lavorando solo per questo, per fare quello di cui secondo me ha bisogno la società. Potrei fare qualcosa di diverso pensando di più a me stesso ma credo che sarebbe ingiusto, penso alla società e a dare una stabilità per il presente e il futuro. Il tempo sarà il giudice finale. La prima stagione che ho fatto in questa società è stata bella ma non voglio fermarmi qui e continuare a lavorare a modo mio, sempre pensando alla società. Capisco che qualcuno che non conosce la realtà possa pensare che quello che ha detto Pallotta su Messi sia bello. Ma so che scherzava. Non è un progetto, è una parola che mi hanno detto che non devo dire. E’ la realtà".

Dopo la vicenda Malcom un altro colpo potrebbe non accendere le fantasie dei tifosi? 

"Torniamo a gennaio, tutti parlavano del ragazzino Cengiz Under preso da quello scarso del ds della Roma. Oggi in conferenza stampa se dico che sto pensando di vendere Under non arrivo a Roma perché mi menano. Nel calcio le cose cambiano. Malcom è fortissimo, magari quando e se prendo un altro giocatore il nome in nome non entusiasma. Molti di quelli che dicono che Malcom è fortissimo 10 giorni fa dicevano che non era forte, te lo garantisco al 100%".

E’ possibile che i soldi non vengano reinvestiti?
"Nessuno lo sa, possiamo sapere i numeri, non la realtà. Possiamo prendere un giocatore pagandolo 15 milioni subito o 30 in sei anni. Stiamo cercando un profilo sportivo ed economico, purtroppo al ds della Roma piacciono i numeri. E’ la mia forma di lavorare e non cambio. I numeri sono importanti, non lavoro solo per il presidente ma per il futuro della società. Stiamo cercando dei profili forti a livello sportivo e abbordabili per la società. Ho avuto la fortuna, quando ho fatto questo nella mia vita, di vincere. Qui sto provando a fare la stessa cosa".

Numericamente la rosa è importante, ci possono essere difficoltà in uscita?
"I giocatori che sono qui prendono dei soldi. Avere tutti i giocatori che abbiamo adesso non aiuta, ma non dipende solo da me. E’ un problema a livello di gestione della squadra, sono d’accordo con quello che ha detto il mister".

Gli 11 acquisti aiuteranno in campionato o in Champions? 
"Prima di tutto credo che sia difficile fare meglio in Champions League, ma anche in campionato alla fine siamo arrivati terzi. Noi ci proviamo. Il mio discorso è sempre ambizioso, vogliamo lottare per quello per cui giochiamo. Coppa, campionato e Champions. Dobbiamo lottare per tutto. Se abbiamo una rosa più profonda sarà più facile, stiamo dando all’allenatore la possibilità di fare i cambi per arrivare in forma migliore possibile a fine campionato. Non faccio il mercato con un solo obiettivo, ma per provare ad avere la rosa più forte possibile. E’ la mia forma di capire questo lavoro".

 

Parla Florenzi:

Che giocatore hai intenzione di essere nei prossimi anni? In che ruolo? 
"Voglio essere un esempio per i giocatori che acquisteremo in futuro e quelli acquistati quest’anno. Insieme a me ci sono altri giocatori che possono insegnare cos’è Roma, ma chi più di me e Daniele può farlo? Mi sentirò un giocatore più importante per tutti".

Quanto sei cresciuto e quanto puoi ancora crescere?
"Non si finisce mai di crescere e imparare, anche a quarant’anni. Parlo di calcio giocato. Sono cresciuto tanto, ero un bambino con un sogno e sono diventato in carne ed ossa il sogno che volevo essere. A parte un anno, che come uomo mi ha fatto crescere più delle giovanili, che è stato quello di Crotone, bello sotto tutti i punti di vista. Mi ha fatto crescere come uomo, posso solo ringraziare tutti quelli che sono stati vicino a me, gli allenatori che mi hanno dato qualcosa e mi hanno fatto diventare il giocatore che sono oggi".

In che ruolo ti trovi meglio? C’è stato un momento in cui hai pensato di andar via?
"La posizione non è compito mio, come ho detto sempre, mi collocherò dove il mister pensa possa dar mano alla squadra, non è un problema. Mi trovo bene terzino, ala, centrocampista, magazziniere, se serve qualcuno in radio (ride, ndr). No direttore sportivo è difficile (ride con Monchi, ndr). La trattativa con la Roma è stata difficile, ci sono tante situazioni una dentro l’altra quando vai a mettere la bilancia, ce n’era una dove c’erano più soldi, ma ha vinto quella meno piena perché qui non c’erano solo i soldi, ma anche l’amore per la città, la maglia, tutto quello che è la Roma per me. E’ stata una scelta semplice".

Ti sei chiesto perché c’è qualche tifoso a cui non piaci? 
"No. Sinceramente no. Non so se è per quel Roma-Sampdoria dell’anno scorso, dove è stato più volte detto che non si poteva andare sotto al settore. Forse l’unica cosa che potevo fare era salutare da più vicino, arrivando all’area di rigore, ma rischiavamo sanzioni. E’ la legge che lo dice, ma non credo sia stato quello il motivo fulminante. Finché resta al campo giocato, le critiche le prendo sempre in modo costruttivo. Ogni trattativa è a sé, non so, vedremo da oggi come si comporteranno i tifosi, ma sono sicuro che saranno dalla mia parte per quello che ho dimostrato essere per me la Roma".

Che cosa è mancato alla Roma in quel momento difficile in campionato? 
"Partiamo da una base importante, abbiamo lo stesso allenatore, sappiamo già cosa vuole e abbiamo nella nostra testa cosa vuole da noi in campo in tutte le varie fasi. Partiamo da una base diversa dall’anno scorso, dove parti perché vuoi far vedere a tutti quello che vuoi fare. C’è stato un piccolo calo che ci può stare, sta a noi squadra cercare di non averlo per ambire a qualcosa di importante. Non sto qui a fare proclami o promesse ai tifosi, quello che vogliamo fare quest’anno è cercare di migliorare quello che abbiamo fatto l’anno scorso, sia da una parte che dall’altra. Dobbiamo superare i nostri limiti, se come gruppo abbiamo la stessa unità di intenti, riusciremo a sorpassare gli ostacoli che ci si porranno davanti. Non sarà facile, abbiamo tante squadre che vorranno fare una bella annata come noi, ma abbiamo un grande gruppo che può superare questi ostacoli. Dobbiamo partire da una base, ma non solo noi. Dentro la Roma ci metto giocatori, direttore sportivo, giornalisti e tifosi. Per migliorare a Roma ci vuole equilibrio in tutto quello che si fa e si avranno grandi soddisfazioni".

E’ il contratto della maturità. Ti senti più predisposto a confrontarti con i giovani acquisti?
"Ci sono giovani e non giovani. C’è Javier che ha un’esperienza insieme a Ivan veramente importante, porteranno qualità ed esperienza alla squadra. Ci sono tanti giovani bravi che abbiamo preso quest’anno, l’unico problema che ha detto il ds è il tempo. Ci sono giovani a cui non serve, ed è quello che tutti ci auguriamo per Ante, Justin, Willie, Zaniolo. L’equilibrio che può servire a un giovane è che se sbaglia una partita non gli si metta la croce sopra. Allo stesso modo, se Justin alla prima giornata fa tripletta non bisogna dire che è Messi. E’ forte, può sbagliare una partita, e lì servirà da parte della società, dei giocatori e dell’ambiente farlo sentire non solo un giocatore, ma anche un uomo e un uomo può sbagliare. Ci può stare che un giovane possa sbagliare una partita, abbiamo tanti giovani forti e speriamo si ambientino velocemente e che non ci saranno problemi di mettere croci sopra ai giocatori".

Florenzi chiude così la conferenza: 

“Vorrei, anche se non gli farà piacere, ringraziare il mio procuratore Alessandro Lucci, mia moglie e le mie figlie che mi sono state accanto in questa trattativa difficile”.

 

 

Fonte: A cura di Gabriele Nobile

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

INSIDEROMA è una testata giornalistica on line di carattere sportivo/informativo/quotidiano con Autorizzazione del Tribunale di TIVOLI n. 182/13 del 05/02/2013
Insideroma.com - ©copyright 2016 | P.I. 1077625100 | Informativa sui Cookie | powered by Damicom S.r.l.
chiudi popup Damicom