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Conferenza Stampa Mirante e Santon: Mirante: "La Roma per me è un punto d'arrivo". Santon: "La Roma è una rinascita". Monchi: "Siamo contenti di averli qui" (foto)

condividi su facebook condividi su twitter Di: Federico Falvo 13-07-2018 - Ore 12:00

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Conferenza Stampa Mirante e Santon: Mirante:

DA TRIGORIA - FEDERICO FALVO - Giorno di presentazioni in casa Roma, con Mirante e Santon che verranno ufficialmente accolti nella famiglia giallorossa. Con loro parlerà anche il DS Monchi che, come di consueto, presenterà i nuovi acquisti.

PAROLE MONCHI
"Siamo qui per la presentazione di due giocatori che non hanno bisogno di presentazioni, sono due giocatori italiani conosciuti. Santon e Mirante li ho voluti tanto tempo fa, oggi abbiamo la fortuna di averli qui, siamo contenti. Ora siamo pronti per le domande".

Che cosa può portare Mirante alla Roma? 
"Tanto, lui ha fatto un buonissimo percorso nel calcio italiano, cercavamo un portiere che poteva trasmettere fiducia e qualità. Siamo contenti e convinti che abbiamo fatto una bella scelta".

Che contributo si aspetta da Santon? 
"Io ho sempre un pensiero nel mio metodo di lavoro. Io credo che un giocatore non dimentica mai come si gioca a calcio. A volte è la persona che non trova il posto giusto per far uscire fuori quello che ha dentro. A volte è buono cambiare per ritrovarsi come calciatore. E’ un giocatore con tante presenze, ha fatto il Triplete, e non sono tanti qui ad averlo fatto. Sono convinto che ritroverà la giusta strada. Per questo sono contento".

Ha letto l’intervista di Sabatini? Ha detto che Alisson andrà al Chelsea per 70 milioni. Il Liverpool si è inserito? 
"Ho letto l’intervista perché ho l’abitudine di leggere tutto. Scherzando dico che lui l’ha portato e lui sa dove andrà (ride, ndr). Tutti sappiamo i movimenti degli altri club nel calcio, ma a volte le informazioni che vanno in giro non sono quelle reali. Non c’è nessun aggiornamento su Alisson. Immagino che tutte le squadre che escano sulla stampa stanno cercando dei portieri, lui è un portiere forte. Più di questo non posso dire. Ho un rispetto tanto tanto grande per Walter, per quello che ha fatto e per la sua romanità. Magari arrivassi io al suo livello di amore per la società".

Sono migliorate le cose per Florenzi? 
"E’ vero che i contatti con Alessandro Lucci sono più frequenti e anche io sono un po’ più fiducioso rispetto all’ultima volta, ma ancora manca, manca qualcosa. Come ho sempre detto fino alla fine non si può dire che una trattativa è chiusa. Sono più fiducioso, ma c’è ancora da lavorare. I contatti sono più frequenti".

Berardi è una possibilità? 
"Noi abbiamo oggi Cengiz Under, Kluivert, Defrel, Perotti, El Shaarawy, Antonucci, Schick, che può fare l’esterno. Dico che la Roma ha qualcosa nella posizione di esterno. Dobbiamo valorizzare quello che abbiamo e parlare di meno di quello che può arrivare. Se rimaniamo così io sono contento, ma come detto guardo sempre al mercato e alle opportunità di mercato fino alla fine. Non possiamo dimenticare che abbiamo calciatori forti, fortissimi".

Ziyech sembra allontanarsi, la Roma l’ha mollato pare. E’ cambiato qualcosa in base al lavoro fatto? Si può rimanere anche così a centrocampo?
"Lo stesso messaggio dato prima lo dico a te. Coric, Cristante, Pellegrini, Strootman, Zaniolo, Pastore eccetera. Sono dieci centrocampisti. Sono più che contento di quello che abbiamo fino ad oggi. Non parliamo di altri giocatori in questo ruolo, parliamo solo della ricerca nel capire chi è più forte e più pronto nel ruolo. Siamo contenti di questa rosa".

Quando è la deadline per l’eventuale cessione di Alisson? In caso di cessione il primo nome è Areola? 
"Prima di tutto la volontà di vendere Alisson dipende dalla Roma. La Roma valuta sempre quello che arriva e decide prima di tutto per il bene della Roma. Io non voglio parlare di sostituti, perché penso ancora che Alisson non è uscito, rimane qui. Se mai arrivasse il momento ci penseremo. Adesso non voglio pensare ad altre cose. Lui ora è a riposo, lo aspettiamo negli Stati Uniti. La deadline non c’è, tutto ha un tempo, ma non posso dire che la deadline è il 5 agosto alle 3 di mattina. Quando esco da qui ho chiamate da Inghilterra, Spagna e dai tedeschi, lo leggo sulla stampa".

Gerson può partire? 
"La fiducia della società in Gerson è al 100%. Ma anche abbiamo pensato che per la sua crescita la possibilità di giocare tante partite di fila gli manca. Stiamo lavorando con il ragazzo e parlando con lui per trovare la strada più giusta per il suo percorso. Sempre pensando che è un giocatore forte".

PAROLE MIRANTE

Che cosa rappresenta la Roma in questa fase della tua carriera?
"Rappresenta un punto d’arrivo importante per me, ma anche un’ambizione e un confronto con una squadra importante. Ho fatto il settore giovanile in una squadra importante, ma ora sono maturo, è motivo di grande soddisfazione e grande voglia di lavorare. Devo confrontarmi con un valore superiore con quello fatto fino ad adesso, devo dimostrare di valore questa società e questa squadra".

Che cosa significherà fare il secondo portiere per te? Accanto hai Alisson
"Non cambierà nulla, tranne la domenica. Qui ci sono tante partite durante la stagione, nelle grandi squadre ci vogliono due portieri forti e pronti. Il mio atteggiamento quotidiano non deve cambiare, devo fare quello che facevo negli anni passati, anzi devo fare ancora meglio visto il ruolo. Per me cambia poco o niente, vengo con una grande mentalità e una grande voglia. Dai primi giorni in cui sono arrivato ho visto che questa mentalità c’è, è un buon momento per arrivare alla Roma anche per il ruolo".

Ci descrivi il personaggio Savorani? 
"Sicuramente i miglioramenti dei portieri passati qui sono sotto gli occhi di tutti. E’ un allenatore che pretende tanto, è esigente, però allo stesso tempo dà grande attenzione alla tecnica, è una cosa che piace a me, è la base di ogni grande portiere. La crescita di Alisson è una conferma a tutto questo. Sicuramente ha avuto un grande impatto su di me, sia a livello tecnico che personale. Sta a me mettermi a disposizione e in discussione su alcuni metodi che sono cambiati rispetto agli anni precedenti. Il mio approccio sarà la disponibilità verso di lui".

In passato sei stato vicino alla Roma?
"Beh sì, c’era stata una piccola cosa quando c’era stato il fallimento del Parma, poi c’era stata qualche chiacchiera l’estate scorsa, ma niente di che. La cosa più concreta è stata in questa sessione di mercato, ho colto al volo questa grande opportunità, appena ho avuto la sensazione che si potesse fare ho voluto fortemente venire qui. Non ho aspettato altre squadre in questa sessione".

Chi ti ha colpito di più dei compagni? 
"La cosa che mi ha colpito sicuramente è la mentalità di questa squadra nel complesso, è una squadra che va forte, nessuno si risparmia, nei giovani c’è tanta qualità. Da questo punto di vista credo che la Roma abbia lavorato benissimo, anche in prospettiva, ha tanta qualità e i ragazzi impressionano perché sono pronti da subito. Rispetto alla mia generazione sono un passo avanti, riescono subito ad essere competitivi ad alti livelli".

Cosa ti senti di poter dare ad Alisson? 
"Guardando quello che ha fatto l’anno scorso credo poco o niente (ride, ndr). In me Alisson può trovare un compagno con cui confrontarsi, ho tante partite in Serie A, posso essere una spalla per lui se ha bisogno. Allo stesso tempo ho 35 anni, ma non è sinonimo di vecchiaia nel mio ruolo, posso ancora dare il mio contributo. So cosa posso dare, l’essere alla Roma mi dà la voglia di allenarmi bene tutti i giorni".

PAROLE SANTON

Per te cosa rappresenta la Roma? 
"Per me rappresenta un motivo di rinascita, di riscatto. Sono venuto qua perché ho voglia di dimostrare a tutti quanto posso dare, per questo sono qua".

Sei più terzino destro o sinistro? Che spazio pensi di avere? 
"Alla Roma ci sono grandi giocatori, come Florenzi e Kolarov. Io posso giocare sia a sinistra che a destra. Non ho preferenze a dire il vero. Quello che devo fare è allenarmi forte e allenarmi con la voglia di tornare quello che ho fatto vedere in passato, poi starà al mister decidere chi far giocare o no. Sono venuto qui per dare il massimo. Spero di ritagliarmi un posto importante nella squadra".

La Roma è la chiave per tornare in Nazionale?
"Certamente Mancini lo reputo un allenatore bravo e sicuramente merita di stare dove è al momento. Quello che ho sempre pensato nella mia carriera è fare bene nel club dove giochi. Quella è la cosa più importante, la convocazione in Nazionale deve essere un premio per come giochi nella tua squadra. Se le mie prestazioni saranno all’altezza e tutto andrà bene magari ci sarà la possibilità di tornare in Nazionale".

Hai avuto un rapporto complicato con i social. C’è qualcosa di sbagliato che puoi rimproverarti in passato? Che cosa ti aspetti dai tifosi giallorossi?
"Il rapporto con i tifosi dell’Inter è una cosa passata, ci sono state delle incomprensioni, però sinceramente ho già dimenticato tutto. Con i tifosi della Roma è stato un approccio bello, non so se tutti sono felici o meno, però sono stato molto contento. Ieri mi ha fatto molto piacere fare l’allenamento davanti ai tifosi, mi hanno anche applaudito, sono felicissimo, si vede che la Roma per loro è un qualcosa che va oltre qualsiasi cosa e questo mi fa molto piacere. Proverò a dare tutto me stesso, spero di dimostrarlo sul campo, alla fine il campo è l’unica cosa che conta".

Che rapporto hai avuto con Spalletti? 
"Sono stati sempre buoni, abbiamo sempre parlato con la massima sincerità e niente altro. E’ un allenatore che ha lavorato bene, con lui mi sono trovato bene, però ci sono state delle situazioni che mi hanno portato a questo cambiamento, adesso sono contento di essere qui. Avrò modo di conoscere bene il mister Di Francesco, in questo inizio di ritiro sta procedendo tutto molto bene".

Due anni fa hai dichiarato che non riuscivi a giocare ogni tre giorni, ora è cambiata la situazione? 
"Io mi ritengo un giocatore che può giocare tutte le partite, anche ogni tre giorni. Sono un giocatore che ha avuto degli interventi al ginocchio, come altri, quindi ogni tanto devo stare attento. Non vuol dire saltare una partita ogni tre giorni, ma magari se c’è un doppio allenamento posso allenarmi la mattina e riposare nel pomeriggio. Il ginocchio sta bene, io mi sento bene. Se c’è bisogno di giocare due partite ogni tre giorni non ci sono problemi".

La Roma ti aveva già cercato? 
"Sì, sinceramente sì. C’erano stati contatti quando ero in Inghilterra, poi quando sono tornato all’Inter e infine ora dove finalmente sono arrivato".

Fonte: a cura di Federico Falvo

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