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Conferenza Stampa Mourinho ed El Shaarawy: "Siamo ancora lontani dal vincere questa competizione, ma cercheremo di farlo"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-09-2021 - Ore 13:00

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Conferenza Stampa Mourinho ed El Shaarawy:

José Mourinho e Stephan El Shaarawy, rispettivamente allenatore e giocatore della Roma, sono intervenuti in conferenza stampa alla vigilia del match di Conference League contro il CSKA Sofia:

PAROLE MOURINHO

Cinque vittorie di fila e tanta attesa. Trentamila biglietti venduti. Come sta la squadra? Come si fa a mantenere questo livello alto?
"Cinque vittorie non sono cinquanta. Non c’è ragione per essere ultra ottimisti o positivi, fuori di testa. I risultati positivi sono importanti anche perchè aiutano al processo della squadra. Anche i tifosi devono essere equilibrati nel capire che è un processo e che stiamo lavorando solo da due mesi. Si sente rivoluzione e si, a tutti i livelli. Però restiamo tranquilli. Il fatto che lo stadio è sempre al massimo per i tifosi è bello e magari può far aiutare a capire che c’è grande voglia di tutti i tifosi che aspettano la normalità. Mantenere l’ambizione è una caratteristica che noi vogliamo manterene. Dobbiamo avere queste caratteristiche sempre. Contro il Sassuolo poteva essere 2-1 per loro, ma anche se lo fosse stato la nostra voglia, empatia coi tifosi non è negoziabile. Farò dei cambi. Passo dopo passo dobbiamo finire il girone e qualificarci".

Come si gestisce un giocatore come Zaniolo che viene da una lunga inattività? Domani gioca lui o Perez?
"I giocatori non sanno ancora chi gioca e quindi non lo dico chi gioca. Bisogna trovare un equilibrio tranquillo. Non un equilibrio di sentire pressione. Sta bene Nico? l’infortunio è passato, le sensazioni negative anche. L’altro giorno era stanco. Io capisco che quando i giocatori che vanno in Nazionale non si allenano tanto, non ci sono tante condizioni per lavorare".

Ha utilizzato solo tredici giocatori. Come si tiene compatto il gruppo di quelli che non giocano? Il fatto di poter essere il primo a vincere tutte le coppe europpe è una motivazione extra?
"Per i giocatori. Sono intelligenti, capiscono le cose. Anche se non giocano sempre da titolare capiscono. Guardano a noi come li guardiamo, come ci parliamo, come facciamo dei commenti in allenamento. Capiscono tutto anche senza tante parole. Stephan per me è un giocatore molto importante, è un titolare. Non sono solo undici i titolari. Le situazioni cambiano e non ho mai avuto una squadra che chi ha cominciato in campo ci ha finito. La stagione non è un’autostrada. C’è anche una strada tortuosa. Lui ora è in crescita. Ha tanta esperienza. Prima della partita contro il Sassuolo ci ho parlato un po’ e gli ho detto che avrebbe giocato titolare contro il CSKA. Per me è un titolare anche se ha cominciato in panchina. Sono più responsabili di me per lo spogliatoio unito, sanno i diversi ruoli. In questo senso il gruppo lavora molto bene. Sento la mia missione da leader molto facile. Come assistente ho vinto anche una Coppa che non esiste più: la Coppa delle Coppe. Ho vinto col Barcellona nel 1997 penso. Non ho pensato a questo, penso che mi piacerebbe vincere. Non penso che sarò l’unico della storia a farlo. Siamo ancora lontanissimi dal vincere questa competizione, ma cercheremo di farlo. Ora è solo la prima partita del girone".

Negli ultimi anni in coppa c’è stato un bel percorso. C’è un motivo? Ci sono squadre dove i giocatori rendono di più nelle partite singole?
"E’ facile da dire che loro l’anno scorso hanno fatto molto bene in Europa League. La sconfitta contro il Manchester è stata pesante, ma alla fine lo United ha una potenza diversa. La Roma è arrivata in un momento difficile per la squadra. Non lo so se è più adatta alle eliminatorie, ma il campionato è molto importante per noi. Lo è molto di più della Conference League. Voglio che la squadra sia preparata per giocare in tutte le competizioni. Dobbiamo fare qualche tipo di opzione, per esempio domani giocherà Calafiori al posto di Vina".

Si aspettava ieri di trovare quasi 200 persone fuori dal ristorante?
"Quello è bello ed importante per noi. Importante anche per chi arriva per la prima volta in Italia come Vina e Abraham. Ringrazio i tifosi. Continuo a dire che questa empatia coi tifosi è molto importante. Dobbiamo avere tranquillità. Capire che dobbiamo migliorare tanto. Oggi abbiamo fatto la riunione per la partita contro il Sassuolo e abbiamo trovato degli errori. Dei principi di gioco che abbiamo migliorato e peggiorato".

Come stanno i 4 centrali difensivi? Kumbulla non l’abbiamo visto
"Se gioca Kumbulla e non gioca Mancini mi chiedi che problemi ci sono e così via. Sono 4 ed è un numero giusto. 5 è troppo. Per giocare col quinto centrale hai bisogno di tanti problemi. Se io cambio sempre, magari tu o un altro che pensa diversamente mi dirà che giocano sempre gli stessi due. Posso dire che sono contento di questo gruppo di difensori centrali. Se mi chiedi se cambio tutti e due ti dico no".

Ha individuato dei difetti? Che cosa chiede?
"Non siamo perfetti. C’è ancora molto da fare. Ne abbiamo vinte 5 ma abbiamo commesso sempre qualche errore. Siamo una squadra umile e dobbiamo continuare ad esserlo. Domani non è una gara con le stesse pressioni come il Trabzonspor. Ci sono 6 partite nel girone e vogliamo qualificarci rapidamente".

PAROLE EL SHAARAWY

Dopo questo gol magico per te liberatorio parti un po’ di rincorsa. Come ci si cala in questa nuova veste?
"Non la vivo con tanta pressione. Sono un giocatore che ha tanti anni di esperienza e capisce quello che vuole il mister. C’è tanta competizione e bisogna saper accettare le decisioni".

Sei tornato a Roma a metà della scorsa stagione. Anche in vista del Mondiale, tornassi indietro accetteresti la Cina?
"E’ un capitolo chiuso. Ho fatto un’esperienza all’estero, ma il mio obiettivo era quello di tornare a Roma e ci sono riuscito. Ringrazio tutti per avermi riaccolto. Ora penso solo alla Roma e a fare bene qua".

Che differenze ci sono con la precedente Roma? L’esperienza ti fa vedere l’ambiente in modo diverso?
"Ho trovato una Roma quando sono tornato molto forte a livello di qualità. Aveva iniziato bene il campionato, poi ci siamo un attimo persi. Siamo ripartiti con un progetto fatto di giocatori di esperienza e giovani. Abbiamo un allenatore con grande qualità e lo seguiamo molto. C’è molta aspettativa ma non ci dobbiamo caricare di pressione, ma di entusiasmo che va alimentato, va tenuto alto con le vittorie".

Quanta competizione sana c’è nello spogliatoio?
"C’è tanta competizione. Ci deve essere ma non ci deve spaventare. L’obiettivo di ognuno di noi è di lavorare con serietà ed impegno. Ci saranno dei momenti in cui le cose non andranno bene, arriveranno e lo sappiamo bene a Roma. Dovremo essere pronti in quel caso a reagire nella maniera giusta".

Come cambia il modo di giocare della squadra con Abraham?
"E’ molto giovane anche lui. Si è ambientato veramente bene. E’ stato accolto nella maniera giusta ed riuscito ad integrarsi nel migliore dei modi. E’ completo, ha molta tecnica, va in profondità. E’ un giocatore fondamentale".

E’ stato più difficile la tenuta atletica o mentale dopo la Cina?
"Tutte e due. Più atletica però perchè quando c’è stato il Covid siamo stati fermi 7 mesi. E’ stata la mia prima preparazione dopo tre anni e a livello fisico devo carburare. Questo è stato discusso coi preparatore e abbiamo fatto una preparazione idonea. Mi sento molto bene".

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