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Di Francesco: "Dare delle regole ben precise è il passo per crescere ancora, questa è la nostra mentalità"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-05-2018 - Ore 22:59

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Di Francesco:

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Cosa ha più delle altre la Juve?
"La mentalità, cresciuta negli anni con la stessa società. Riesce a rimanere compatta anche nelle difficoltà, riescono a lavare i panni in casa. È questo il percorso che devono fare le squadre che vogliono vincere le partite. Ogni fallo entrava in campo tutta la panchina: a volte è eccessivo, ma è un desiderio di fare le cose insieme".

Sulla nuova capacità di giocarsela con le grandi con questa mentalità.
"Le cose migliori stasera le abbiamo fatte in questo. Non abbiamo concretizzato le tante palle recuperate nella metà campo avversaria. Stiamo crescendo, in alcuni momenti della stagione non dovevamo mollare. Ci sta subire qualcosina, c’erano tanti giovani. Se non fossimo rimasti in dieci sarebbe stato un finale più arrembante, loro sono stati bravi ad addormentare la partita".

Grande intensità europea per 60’: possiamo pensare di non partire battuti in Champions viste le quattro squadre?
"Abbiamo fatto un passaggio di crescita in Italia. Non ci sono più risultati sicuri, le partite si giocano fino alla fine. È un cambiamento importante, come potrebbe esserlo quelle delle seconde squadre. Non dobbiamo andare di là non sapendo cosa fare, ci vuole equilibrio, lavorando in una determinata maniera".

Cosa bisogna fare per colmare il gap con la Juve?
"Migliorando la rosa, cercando di prendere nei ruoli dove siamo meno forti. Questa spregiudicatezza, questo desiderio di fare la partita è basilare. Dobbiamo crescere a Trigoria, insieme alla società: dando regole, mentalità, facendole rispettare. Non pensando che i più bravi si debbano mettere sul podio e gli altri a guardare. Dobbiamo trattare tutti come titolari, come abbiamo fatto anche noi. Abbiamo cercato di proporre questa idea".

Hai già fatto fare un salto di qualità alla Roma: hai un nucleo di giocatori o di staff che possano far fare quel salto per l’Europa, per l’Italia e per la città, che spesso è stata criticata?
"Sì, dobbiamo staccarci da questa realtà che a volte non è reale: ci si deprime con facilità e ci si esalta a due partite vinte. Dobbiamo trattare le vittorie e le sconfitte allo stesso modo, è un passaggio di crescita. Si può fare e credo che nel nucleo è cambiata la mentalità. Spesso ci si guarda dietro, invece bisogna pensare a cosa si può ancora fare".

Quanto sei cresciuto tu? La tua crescita è stata straordinaria.
"Credo che per me sia stata un’esperienza passando anche attraverso errori, che è fondamentale per capire che tasti toccare. A volte ci sono riuscito e a volte no: ora c’è più convinzione anche nel modo di parlare. Anche nelle interviste bisogna parlare una lingua comune e questo è un passaggio positivo. I fatti ci sono stati, ma bisogna portare avanti questo tipo di idea. Non basta, appena si abbassa la guardia si trascura qualcosa e non si deve fare".

Rinnova con la Roma?
"Devo dire che è l’ultimo dei miei pensieri, troveremo un accordo perché il mio desiderio è continuare. Ma va al di là del contratto, c’è il desiderio di rinnovare".

Ha fatto fare un sacco di soldi con la Champions.
"Fa parte del gioco, non ne stiamo qui a parlare. Non mi piace parlare di questo in TV. Magari rinforzeremo di più la squadra".

DI FRANCESCO A RAI SPORT

Avete cercato di vincere…
"Il desiderio di battere la prima, una squadra che ha dimostrato di avere una grande difesa e una grande mentalità. Fino a quando siamo rimasti in 11 cercavamo di pressare, dovevamo essere più lucidi , ma abbiamo fatto un’ottima gara non concedendo nulla. Loro non ci permettevano di ripartire, poi la partita è andata a morire".

L’obiettivo per l’anno prossimo?
"Si faranno dei ragionamenti per il mercato. Alla fine contano le vittorie, dobbiamo ambire a fare qualcosa di importante. Ci sono tante squadre che vogliono ambire a superare la Juve, come il Napoli".

Al figlio Federico.. (presente in studio)
"Ieri l’ho chiamato per chiedergli se veniva ospite. L’ho saputo ora. Lo criticherò per questo".

Avrebbe messo la firma per la finale di Champions e la Roma terza?
"Sarei stato contento perché venivo da un ambiente differente. Insieme abbiamo ottenuto risultati importanti. Per la finale un po ci avevo fatto la bocca. Dobbiamo comunque essere contenti per la crescita e la mentalità. Non solo in Champions. Dobbiamo essere bravi a rimanere in gara, su più competizioni".

Ci sono 18 punti di distanza, potevano essere meno?
"Potevano essere più vicini, ma abbiamo fatto doversi errori. Ma dagli errori siamo cresciuti. 18 punti sono tanti, in alcuni momenti della stagione dovevamo pensare più al risultato. La Juve lo ha fatto, e vince da 7 anni".

Si sente più 'sacchiano' o 'zemaniano'?
"Zeman è stato un insegnante per come interpreta le partite. Non mi piace una squadra attendista. In questo momento non mi voglio sentire nè 'sacchiano' nè 'zemaniano', ma 'difranceschiano'. Dobbiamo dimostrare con le vittorie, i risultati e gli atteggiamenti. Ogni allenatore deve continuare il suo percorso, e vale anche per me".

Un consiglio per Federico..
"Magari prenderò lui l’anno prossimo. Ultimamente ha fatto troppa panchina. Guarda come è rilassato, poi facciamo i conti a casa (ride, ndr)".

 DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

Lei ha lavorato su gioco e mentalità. Fa festa la Juve ma anche la Roma. E’ una stagione importante.
"In Champions è stata una stagione esaltante ed è rimasto l’amaro. In campionato abbiamo fatto diversi errori ma siamo cresciuti. Anche stasera ci è mancato chiudere qualche occasione che abbiamo creato ma sono soddisfatto."

L’errore che avete commesso a gennaio?
"Magari ce ne siamo accorti tardi e non siamo riusciti a rimettere a posto le cose. Io comunque voglio guardare avanti. Abbiamo portato avanti la Roma, abbiamo affrontato squadre senza paura. Così potremo toglierci soddisfazioni."

Grande stagione anche per lei.
"Non so perché qualcuno mi aspettava al varco. I pregiudizi mi danno fastidio, magari manco mi avevano visto e per poter giudicare si deve vedere. Ho lavorato sulla testa anche dentro Trigoria per migliorare ma ancora non basta."

Grande soddisfazione per la crescita della squadra.
"Noi dobbiamo essere forti a Trigoria e stare sempre compatti. Troppo bravi quando le cose vanno bene, invece la capacità sta sempre nel non accontentarsi e provare a migliorare."

Cosa serve alla Roma per essere l’anti-Juve?
"Loro hanno sempre dominato, hanno fatto qualcosa di straordinario e per batterli dobbiamo fare anche di più. Sarà un dovere provarci e riprendere quel credito che abbiamo lasciato per strada in campionato."

 

Fonte: Sky Sport, Rai Sport, Premium Sport

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