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La mente nel pallone: il tifo oltre il gol

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-06-2021 - Ore 16:10

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La mente nel pallone: il tifo oltre il gol

(Dr EMANUELE CAPONE - INSIDEROMA.COM) -  Polemiche sono esplose nel nostro paese durante il periodo di chiusura, e no, non parlo solo delle diverse opzioni che si potevano attuare o delle strategie che si dovevano scegliere, parlo del campionato di calcio. La domanda è stata per molto tempo la stessa, riprenderà? Oggi con voi vorrei affrontare il tema del come mai lo sport, ed in particolare il calcio rivestono un ruolo così importante nella vita delle persone.


Il calcio come cultura

Prima di tutto si può affermare come il calcio rappresenti un sentimento di amore, di passione e che come tale ha spiegazioni diverse e multifattoriali. Rappresenta un forte senso di appartenenza ad una squadra al di là del risultato, fa alzare in piedi e gridare, piangere di gioia o di disperazione, insomma stimola nel tifoso un turbinio di emozioni forti che vanno al di là del semplice gol o del dispiacere per un’eliminazione in una competizione. Sulla rivista Focus, un famoso etologo, Morris, ha proposto come il calcio rappresenti la forma più avanzata di rituale, la caccia. Il seguire e tifare quindi per una squadra può essere, secondo lo studioso,una sorta di pseudocaccia, dove il giocatore è il cacciatore, il pallone è l’arma, la porta la preda. L’enorme popolarità di questo sport sarebbe da ricondurre quindi alla presenza di tutte le fasi e operazioni (tra cui l’inseguimento, prendere la mira, la cooperazione, l’adrenalina) della caccia.


Prove neuroscientifiche

Arrigo Sacchi, allenatore di fama internazionale, una volta parlando di calcio disse una frase che mi colpì molto, ovvero “il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti”. Questa frase rappresenta a mio avviso come questo sport sia non solo un’attività fisica, ma rappresenti un fenomeno psicologico e sociale molto importante. Le neuroscienze tendono a ricercare e spiegare quelle che possono essere le cause di un qualsiasi fenomeno, ci serviremo di questa branchia della scienza per aiutarci a comprendere cosa si attiva a livello fisiologico nel nostro cervello durante una partita. Dei ricercatori spagnoli e tedeschi hanno scoperto come la semplice partecipazione ad una qualunque partita (spettatori neutri) generi l’attivazione dei meccanismi neurali che sono coinvolti negli stati d’ansia, questo ci permette quindi di dire che il calcio ha degli “effetti” sul cervello”.

L’università di Valencia ha ulteriormente studiato come l’assistere ad una partita di calcio per i tifosi possa essere paragonabile ad un orgasmo, difatti la stimolazione provata è paragonabile a circa 90 minuti di sesso. Secondo gli autori di questo studio ciò è associato alla secrezione degli “ormoni del piacere” che aumentano quando le due squadre scendono in campo e che salgono a livelli massimi nei momenti clou (ad esempio calci di rigore). Altri studi hanno notato come i livelli di cortisolo (ormone dello stress) e di testosterone (ormone sessuale) variano a seconda dei diversi momenti della partita. Una particolarità di questo studio condotto da Van Der Meij è quella di aver registrato come i livelli di cortisolo siano molto alti durante la partita, che può essere interpretato come una sconfitta può essere sentita come una minaccia alla stima sociale.

Ulteriori studi evidenziano invece come alcune aree del nostro cervello, in particolare la corteccia orbitofrontale mediale, si attivino durante una partita o stando a contatto con persone che tifano la nostra stessa squadra. Queste aree risultano importanti in quanto implicate nei processi emotivi ed affettivi. Inoltre si è notato come si attivi anche la corteccia cingolata subgenuale, area connessa alla presa di decisione altruistiche nei confronti delle persone (specie nella famiglia).

Queste ricerche portano alla conclusione che il tifo è un indice di appartenenza ad un gruppo di riferimento culturale, e che lo stimolo cerebrale prodotto si traduce in uno stretto legame di appartenenza alla propria squadra del cuore che ha la stessa radice dei legami affettivi familiari o con le persone a noi più care come gli amici.

Si può quindi affermare come il seguire una partita di calcio attivi tutti quei meccanismi responsabili dell’elaborazione delle emozioni ed evoca una risposta neurologica, ed è proprio per questo che risulta importante, ci attiva.

Nel prossimo articolo affronteremo i processi psicologici alla base del tifo.

Fonte: Emanuele Capone

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