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La Roma vince e convince, da Dzeko fino a Marcano

condividi su facebook condividi su twitter Di: Sara Benedetti 15-04-2019 - Ore 21:22

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La Roma vince e convince, da Dzeko fino a Marcano

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Per la prima volta in Serie A due gare senza subire reti. La porta inviolata all’Olimpico, come non accadeva dallo scorso settembre, contro il Frosinone. Tre partite su cinque, con Mirante in porta, senza gol. La Roma, come hanno raccontato Dzeko e Ranieri, si gode la difesa ritrovata: «Perché tanto un gol lo facciamo e quindi conta non prenderlo». Juan Jesus lascia l’Olimpico in ambulanza dopo il colpo di Samir, gli esami dicono che sta bene e quindi la giornata della difesa, con 4 centrali nel primo tempo e Florenzi nel secondo, può essere di completa felicità. Tanto che persino Kolarov in tribuna sorride e Marcano, davanti ai microfoni, ha l’onestà di dire: «Mi aspettavo di più da me stesso in questa avventura. Ma ora Ranieri mi sta dando più possibilità».

L’impressione è che in una difesa più bloccata anche il portoghese stia ritrovando sicurezza e convinzione: «Prima della partita ero un po’ ansioso, ma poi è andata bene. Da giovane avevo giocato qualche volta terzino, ma non è la mia posizione». Quando un giocatore è in fiducia, però, tutto è più semplice: «C’è tempo per ricambiare la fiducia che la squadra ha avuto in me, è un dato di fatto che Di Francesco non puntasse sul sottoscritto. Con Ranieri sto avendo più occasioni». Le occasioni di Marcano e le occasioni per la Roma, ancora pienamente in lotta per un posto Champions: «Arrivarci sarebbe un bel risultato, adesso siamo tutti più fiduciosi».

 

VITTORIA FONDAMENTALE - Ranieri, anche affidandosi alla sana pretattica per disorientare il collega Tudor, premia gli interpreti che hanno chiuso, prendendosi i tre punti, la partita di Genova contro la Sampdoria. Ma la scelta iniziale non convince. L'unica novità è obbligata: senza lo squalificato Kolarov, a sinistra c'è Marcano. Gli altri 10 sono gli stessi utilizzati per vincere l'ultima partita. Così, davanti a Mirante, piazza addirittura 4 centrali, con Jesus confermato a destra e Manolas, subito chiamato al superlavoro contro il contropiedista Lasagna, con Fazio in mezzo. I mediani sono ancora Cristante e De Rossi, il rombo offensivo, con Dzeko centravanti, prevede Schick trequartista, Zaniolo sulla fascia destra ed El Shaarawy a sinistra. Il sistema di gioco è il 4-2-3-1: Dzeko e Schick si ritrovano, però, affiancati. Il 4-2-4 li penalizza. In fase difensiva, come sempre, il 4-4-1-1. Che, però, è inizialmente meno compatto e non c'è da meravigliarsi. La Roma, dovendo fare la partita, favorisce l'Udinese che, con il 3-5-2, sa sfruttare la velocità di Larsen e soprattutto D'Alessandro sulle corsie, di De Paul che parte dal centro sinistra e Lasagna che gioca accanto all'ex Okaka. Ogni ripartenza bianconera diventa pericolosa, anche perché i giallorossi, in campo, si allungano. Squadra spaccata a metà, sotto il diluvio. A destra Jesus, senza avere mai la copertura di Zaniolo, va presto in tilt. Mirante vola sul tiro di Mandragora per non cominciare il match in salita. Non recita, dunque, da vice: Olsen ha preso di media 1,55 gol a partita, lui 0,6. E aiuta i compagni che, a metà del 1° tempo, si sistemano meglio in campo: sulla sinistra spinge decentemente Marcano e si muove bene El Shaarawy che ci prova di testa e di piede.
Dzeko si allarga sui lati, ma la Roma rimane statica in attacco. Pesa l'assenza del trequartista. Così Ranieri, dopo l'intervallo, ridisegna l'assetto, inserendo Florenzi per Jesus (giramenti di testa dopo lo scontro con Samir) e Pellegrini per Schick. L'effetto della doppia mossa non è però positivo. L'Udinese ha subito 3 chance con Okaka, D'Alessandro e soprattutto De Maio che, colpendo di testa, prende il palo. Proprio nel momento più delicato, i giallorossi riescono ad alzare il ritmo. E, spinti dalla Sud, vanno all'assalto. Sono trascinati, come a Marassi, da Dzeko che finalmente interrompe il suo lungo digiuno, in campionato, all'Olimpico, iniziato dopo la doppietta al Chievo il 28 aprile 2018. Il tocco garbato, con l'esterno destro, è di El Shaarawy: il centravanti fa centro in diagonale a metà ripresa. Dopo l'assist, l'abbraccio per la pace tra i 2 attaccanti che litigarono a Ferrara. Ecco Under per De Rossi (risentimento al flessore della coscia destra): Zaniolo si accentra da trequartista e Pellegrini arretra accanto a Cristante. Tudor risponde con Sandro per Mandragora, Pussetto per D'Alessandro e nel finale Teodorczyk per De Maio. Le sostituzioni non gli permettono di evitare il 1° ko, dopo aver raccolto 7 punti in 3 partite.

Fonte: INSIDEROMA.COM-SARA BENEDETTI

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