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Malagò, Campbell e la Panico: il Circolo Canottieri ospita il panel sul confronto italo-inglese nel calcio

condividi su facebook condividi su twitter Di: Eduardo Barone 19-01-2018 - Ore 11:30

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Malagò, Campbell e la Panico: il Circolo Canottieri ospita il panel sul confronto italo-inglese nel calcio

INSIDEROMA - EDUARDO BARONE -Nella cornice dello storico Circolo Canottieri Aniene di Roma, ieri si è svolta la presentazione del secondo numero de Il Club, una nuova rivista incentrata su attualità e società. L'argomento del giorno è stato il rapporto tra Regno Unito e Italia nello sport,  due modelli a confronto. Diversi gli ospiti di eccezione. Su tutti, Sol Campbell, ex calciatore della Nazionale inglese e per molti anni pilastro dell'Arsenal.

Un panel caldo ma dai toni moderati, che ha spaziato su tutti gli aspetti del mondo dello sport e in particolare di quello del calcio. Dalla sicurezza negli stadi al livello tecnico del calcio giocato, passando per i diritti televisivi fino alla crescita del calcio femminile (presente Patrizia Panico, ex attaccante di successo e ora allenatrice).

Un confronto italo-inglese che a tratti vede la bilancia pendere sproporzionatamente a favore della realtà d'Oltremanica. L'altra realtà, quella nostrana, sta vivendo un periodo delicato, che l'incertezza dovuta alle prossime elezioni federali del 29 gennaio non contribuisce a rasserenare gli animi. Il presidente del Coni Giovanni Malagò, intervenuto ieri al convegno, non si sbilancia e preferisce la par condicio istituzionale, respingendo al mittente l'appoggio espresso a chi, a gran voce, propugna uomini di campo ai vertici del governo del calcio. "Sicuramente se capaci e preparati, hanno un vantaggio in più" ha detto il numero uno del Coni: "Ma ricordiamoci che molti ex atleti o allenatori hanno fatto disastri a capo di federazioni".

Ma anche l'erba del vicino non è poi così verde. Se l'Inghilterra è invidiabile per gli stadi che scintillano e la Premier League che pullula di top player e tifosi festanti, è anche vero che la Nazionale inglese ha collezionato risultati impietosi negli ultimi anni, restando ferma al 1966 come ultima e unica annata vincente. E questo viene sottolineato all'ex capitano dei Leoni inglesi Campbell, che, con una smorfia che accenna ad un sorriso, non può negare. "Ci manca sempre di fare il salto di qualità. I nostri giovani registrano ottimi risultati nelle under 17 e 20, ma fanno molta fatica a trovare spazio nella Nazionale maggiore. Sono però abbastanza fiducioso per il futuro". Campbell è fiducioso, ma alla domanda che gli viene fatta di fare un pronostico sul podio dei Mondiali 2018, lui cita Germania, Brasile e Belgio. La sua Inghilterra non è pervenuta.

Il calcio inglese però è anche storia e cultura. Gli inglesi sono i pionieri di questo sport - come di molti altri - e hanno stilato per primi delle regole che ora sono riconosciute a livello universale. Gli ospiti della serata lo ricordano. Dal presidente del Circolo, Massimo Fabbricini, fino all'ambasciatrice britannica a Roma Jill Morris. Ora gli inglesi sono nuovamente pionieri. Stavolta sono innovatori di un calcio business fatto di ricavi e utili che, piaccia o no, è il nuovo mondo del pallone. Perché - come dice il giornalista Gianfranco Teotino in un articolo all'interno della rivista - "anche nel calcio i soldi fanno la felicità, cioè portano successo". Chi non si adegua rimane escluso.

Fonte: Eduardo Barone per Insideroma

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