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Presentazione Pau Lopez: "Non avevo intenzione di lasciare il Betis, poi è arrivata la Roma"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-07-2019 - Ore 12:09

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Presentazione Pau Lopez:

Questa mattina la presentazione di Pau Lopez a Trigoria. Direttamente dal Betis è ufficialmente alla Roma per 30 milioni di euro.
Petrachi apre la conferenza:
"Ben ritrovati. Presentare giocatori in modo così veloce non sono abituato, ma dobbiamo farci l'abitudine perchè ne arriveranno degli altri. Mi vedrete spesso in questo veste, che non amo. Pau Lopez è un giocatore che ho seguito personalmente, è stata una scelta di natura tecnica ma anche di personalità. Giocare qui è molto difficile per un portiere, la pressione è tanta e il portiere deve avere il coraggio di dover ripartire nelle difficoltà. Di questo ragazzo mi ha colpito la personalità e il coraggio, è un giocatore bravissimo nelle uscite. Un portiere con questa capacità toglie molti problemi alla difesa. Sicuramente con l'idea tattica di Fonseca il portiere diventa un libero aggiunto. Lui ha un ottimo piede, e rappresenta quel coraggio che chiedeva il mister. La scuola spagnola è diversa da quella italiana. Abbiamo un preparatore preparatore che gli sta dando dei concetti molto cari in Italia. Spero possa apprendere tutto ciò che gli dice Savorani".

Come sono andati questi primi giorni? Cosa ti ha chiesto Fonseca?
"Voglio ringraziare il direttore e il club per aver investito su di me. Ora sta a me ripagare il club di questa fiducia. Con il mister ci stiamo preparando molto sulla fase difensiva, vuole una squadra che pressi alta. Per il momento stiamo lavorando su questo".

È importante nel calcio moderno saper far ripartire l'azione dal portiere?
"Dipende dall'allenatore, il portiere deve adattarsi alle richieste del mister. Fonseca vuole che giochiamo da dietro, e può essere utile per la squadra".

Hai anche un difetto?
"Ne ho molti. Vengo da una scuola differente rispetto a quella italiana, noi lavoriamo in modo differente. Ho molto da imparare in allenamento. Qui si cura ogni mino dettaglio, ma sono sicuro che dopo un po' di ambientamento mi troverò bene. Tutti mi hanno parlato benissimo di Savorani. Il campionato italiano per me è una sfida importante".

 

A Roma sono passati grandi portieri come Alisson e Szczesny. Il brasiliano è un modello per te?
"Alisson è stato un portiere importante ed è uno dei migliori. Non mi piacciono i paragoni, sono Pau e sono venuto qui per la Roma e per scrivere la mia storia. Ora inizia la storia di Pau e spero sia una bella storia, così che la gente possa essere orgogliosa di me".

È vero che hai preferito la Roma al Barcellona e alla Premier?
"Non avevo intenzione di lasciare il Betis inizialmente. Poi è arrivata l'offerta della Roma Volevo giocare qui al 100%, altrimenti sarei rimasto al Betis. Credo sia un passo importante per me, ho sempre pensato solo alla Roma e a nient'altro".

 

Su una tua riduzione dell'ingaggio? E al direttore se c'è stata l rinuncia sulla percentuale del cartellino di Sanabria?
"Sia la Roma che io volevamo questo. Sono stati fatti degli sforzi da entrambi ma non voglio aggiungere altro".

Petrachi: "Poteva sembrava una sviolinata parlare di questo oggi. Non capita tutti i giorni vedere che il calciatore si decurti l'ingaggio facendo un esborso economico. Il Betis non indietreggiava di una virola sul prezzo, così il ragazzo ha deciso dei abbassarsi lo stipendio. Questo è stato visto da parte nostra in maniera positiva. Dimostra che il ragazzo è già un uomo. Sanabria? Abbiamo dato il 50% del cartellino".

Sei cresciuto nell’Espanyol, quanto ti stimolano le rivalità? Ti ricordi Roma-Barcellona dello scorso anno?
"Quando si è giovani e si cresce nell’Espanyol c’è una rivalità con il Barcellona. In quell’occasione contro Messi è stato un errore. Ci sono partite calde e sentite. E’ anche importante non andare oltre il limite di una partita di calcio. Ricordo quella partita ed è stata una rimonta straordinaria della Roma, l’ho vista da casa e per qualche minuto mi sono rallegrato".

Ti aspettavi di valere così tanto? Cosa non ha funzionato al Tottenham?
"È sempre una responsabilità quando un club scommette forte su di te, non sappiamo come andrà ma garantirò lavoro, umiltà e sacrificio. Sta a me dimostrare di valere questa scommessa, ho la serenità di lavorare duro per rendere orgogliosi i tifosi. Nell'esperienza al Tottenam sapevo di poter giocare poco, conoscevo Pochettino e mi aveva subito detto che non avrei giocato. È stata comunque un'esperienza utile, una delle più belle della mia vita. Ho lavorato con un preparatore come Jimenez, a cui sono molto grato. Se sono il portiere che sono oggi lo devo anche a lui".

Sei un portiere che parla molto?
"Si, mi piace parlare. Già capisco un po' di italiano. Per rispettare al club e alla gente lo imparerò meglio. Come ho imparato l'inglese imparerò anche l'italiano".

Vuoi scalare posizioni in Nazionale?
"Arrivo ora in Serie A dopo aver cambiato alcune squadre. La mia intenzione è di fermarmi e crescere, questo è il posto perfetto per farlo. E’ il posto giusto per fare un passo avanti in carriera. Non penso molto alla Nazionale, il mio impiego e la mia convocazione dipenderà dalla Roma".

La Roma giocherà con una difesa molto alta: sei a tuo agio nel giocare da libero aggiunto? C'è un portiere a cui ti ispiri?
"Come dicevo prima il portiere deve adattarsi a quello che chiede l'allenatore, se il mister vuole così giocherò in questo modo. Il mio idolo? Non ne ho uno, ho sempre guardato i migliori portieri in tv e ho cercato di prendere qualcosa da ognuno di loro".

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